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ONU: il Nobel per la Pace 2013 va all’Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche

Il Direttore Generale dell’OPAC, Ahmet Üzümcü

Il Direttore Generale dell’OPAC, Ahmet Üzümcü

Assegnato all’OPAC il premio Nobel per la Pace. Si legge nella motivazione: "per i suoi ampi sforzi per eliminare le armi chimiche". L’Organizzazione è impegnata in questo periodo in Siria per smantellare il micidiale arsenale del regime di Assad

 

L’OPAC un’organizzazione forse sconosciuta ai non addetti del mestiere, ha ricevuto il prestigiosissimo premio Nobel per la Pace 2013, scavalcando Malala Yousafazi (classe 1997, studentessa e attivista pakistana, diventata simbolo mondiale della lotta per il diritto all’istruzione) l’altra favorita e la più giovane candidata al Premio Nobel.

Elogiando il suo lavoro sul disarmo e la non proliferazione di armi chimiche, anche il Segretario Generale dell’ONU, Ban Ki-moon si è congratulato con l'Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche (OPAC) per l'assegnazione del Premio Nobel per la Pace 2013 .

"Dai campi di battaglia ai laboratori al tavolo dei negoziati, le Nazioni Unite sono onorate di lavorare mano nella mano con l'OPAC per eliminare la minaccia rappresentata dalle armi chimiche", ha dichiarato Ban Ki-moon.

Ma soffermiamoci un istante per chiarire meglio il ruolo dell’Organizzazione. L’OPAC (in inglese, Organization for the Prohibition of Chemical Weapons – OPCW) è un'organizzazione internazionale, con sede a L'Aia, nei Paesi Bassi, fondata il 29 aprile 1997 e l’attuale direttore è Ahmet Üzümcü (Turchia). Il compito principale dell’Organizzazione è di rendere esecutiva la Convenzione sulle Armi Chimiche, un trattato stipulato a Parigi nel 1993 ma entrato in vigore nel 1997, che proibisce l'uso, la produzione, l'acquisizione e la detenzione di tali armi. Le verifiche consistono sia nel valutare le dichiarazioni dei paesi membri, sia in vere e proprie ispezioni. Aderiscono oggi all’OPAC, 189 stati che collaborano per fare in modo che le armi chimiche non vengano più utilizzate nei conflitti. Ne restano fuori, al momento, Angola, Myanmar, Corea del Nord, Egitto, Israele e Sud Sudan. Bisogna precisare che l'OPAC non è un'agenzia delle Nazioni Unite ma collabora con l'organizzazione sia politicamente che materialmente, infatti il 7 settembre 2000, l'OPAC e l'ONU firmarono un accordo di cooperazione. Gli ispettori inoltre hanno il permesso di viaggiare con i Lascia Passare delle Nazioni Unite, nei quali sono specificati la loro posizione, i loro privilegi e la loro immunità.

L'OPAC ha notevolmente rafforzato lo Stato di diritto nel campo del disarmo e della non proliferazione. Grazie ai suoi sforzi, l'80 per cento delle scorte di armi chimiche dichiarate è stato distrutto.

Ban Ki-moon ha sottolineato che, mentre l'OPAC è stata riconosciuta quasi 100 anni dopo il primo attacco chimico, le armi chimiche restano ancora un "pericolo chiaro e costante", come dimostra la crisi in Siria, dove un gruppo preparatorio per la missione congiunta ONU-OPAC è stato istituito per sovrintendere la distruzione delle scorte chimiche del paese.

"L’OPAC ha un compito specifico quello di eliminare le armi chimiche e impedire la loro ricomparsa. Tuttavia ha anche un obiettivo più ampio, ovvero di dimostrare che la disumanità della guerra può dar luogo alla umanità della solidarietà e della cooperazione internazionale", ha annunciato il Segretario Generale dell’ONU. Quest’ultimo infine ha evidenziato che il progresso deve essere accompagnato da sforzi per ottenere l'adesione universale alla Convenzione sulle armi chimiche, esortato tutti i paesi a firmare, ratificare e attuare la Convenzione senza alcun indugio.

"Per oltre 16 anni abbiamo fatto quello che ci si aspettava da noi. Tuttavia ci siamo sempre ispirati al vero spirito di umanità che impregna la Convenzione sulle armi chimiche. Eravamo consapevoli che il nostro lavoro, silenziosamente ma sicuramente, stava contribuendo alla pace nel mondo, ha dichiarato il direttore generale dell’OPAC, Ahmet Üzümcü.

"Un grande onore è stato concesso a me e ai miei colleghi. Ma senza l'appoggio degli Stati partecipanti questo non sarebbe stato possibile", ha infine aggiunto.

Il Premio Nobel per la Pace viene assegnato ogni anno a Oslo, il 10 dicembre, a differenza degli altri Nobel che vengono consegnati a Stoccolma nella stessa data.

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