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ONU: Distruzione degli agenti chimici della Siria, si avviano i preparativi

Sigrid Kaag, Coordinatrice Speciale per il disarmo chimico in Siria, parla ai giornalisti fuori dal Consiglio di Sicurezza ONU (UN Photo/Paulo Filgueiras)

Sigrid Kaag, Coordinatrice Speciale per il disarmo chimico in Siria, parla ai giornalisti fuori dal Consiglio di Sicurezza ONU (UN Photo/Paulo Filgueiras)

Svolta importante su una questione che ha tenuto finora la Comunità internazionale con il fiato sospeso; il briefing della Coordinatrice Speciale Sigrid Kaag al Consiglio di Sicurezza

 

I preparativi per rimuovere gli agenti chimici dalla Siria fuori del paese al fine di distruggerli, si sono avviati. Questo è quanto hanno riferito la scorsa settimana il capo della missione congiunta dell'Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche (OPAC) e le Nazioni Unite, chiedendo un sostegno costante da parte della comunità internazionale per completare questo importante compito.

La Coordinatrice Speciale Sigrid Kaag ha dichiarato al News Service delle Nazioni Unite poco prima del suo briefing al Consiglio di Sicurezza: "La distruzione funzionale delle strutture critiche e delle armi ha avuto luogo … Siamo in piena attività per rimuovere gli agenti chimici più critici fuori dal paese".

"Sono state imposte scadenze che sono abbastanza ambiziose. Sono molto rigorose, ma noi siamo sempre pronti a far si che la Repubblica Araba Siriana – il suo governo – sia in grado di soddisfare gli impegni assunti nell'ambito della convenzione sulle armi chimiche", ha aggiunto la Kaag.

La missione congiunta è stata costituita due mesi fa per ottenere la tempestiva eliminazione del programma di armi chimiche siriano nel modo più sicuro possibile – entro il 30 giugno 2014 – in conformità con le decisioni del Consiglio di Sicurezza e del Consiglio Direttivo dell’OPAC.

La Kaag ha dichiarato che i preparativi sono in corso per la "fase III", vale a dire la rimozione di agenti chimici fuori dal paese. Il piano è di trasportare gli agenti chimici fino alla città portuale siriana di Latakia, dove saranno spediti su navi commerciali fornite da alcuni Stati membri. Essi saranno in seguito caricati su una nave degli Stati Uniti e distrutti in mare tramite idrolisi (in breve, la reazione di scissione di un legame chimico per mezzo dell’acqua).

Questo compito non è così semplice come può sembrare, anzi richiede una serie di componenti davvero rilevanti quali materiale da imballaggio, logistica, camion e contenitori per usi speciali, così come la formazione del personale siriano sulle tecniche di imballaggio delle sostanze chimiche per soddisfare le normative marittime internazionali in materia di merci pericolose.

La Coordinatrice Speciale ha inoltre ribadito che: “le condizioni di sicurezza nel paese sono tali che si tratta di una preoccupazione costante e potrebbero in qualsiasi momento deragliare la nostra capacità di rispettare le scadenze”.

In una lettera inviata al Consiglio di Sicurezza su tale questione, il Segretario Generale dell'ONU Ban Ki-moon ha sottolineato che i recenti combattimenti in Siria mostrano che la situazione della sicurezza è “instabile, imprevedibile e altamente pericolosa”. Ha aggiunto che l'attuazione del mandato della missione non può avvenire senza condizioni all'interno della Siria che siano favorevoli allo svolgimento di queste operazioni.

La violenza in Siria sta continuando senza sosta dal primo combattimento scoppiato a marzo 2011 tra le forze di governo e di opposizione che cercano di cacciar via il Presidente Bashar Al-Assad. Il conflitto ha fatto oltre 100.000 vittime e spinto oltre 6 milioni di persone lontano dalle loro proprie abitazioni.

Benchè ci sia una fortissima volontà collettiva da parte della comunità internazionale a sostegno dell’OPAC, nel paese ci sono molti interessi in gioco e guidare le operazioni di smantellamento in una zona di guerra “attiva” è veramente un compito complesso e senza precedenti. Quando si tratta di trasporto di sostanze chimiche via terra in Siria ci sono vincoli di sicurezza da tener presenti, ha ribadito la Coordinatrice Speciale alla stampa dopo il suo briefing a porte chiuse al Consiglio di Sicurezza.

Un esempio, ha affermato la Kaag, è la strada che collega Damasco a Homs – una delle principali arterie del paese. “Se non siamo in grado di viaggiare lì, allora ci troviamo seriamente di fronte a un bel problema”. Recentemente, lei stessa ha dovuto viaggiare in elicottero attraverso il Libano per raggiungere la città portuale siriana di Latakia al fine di ispezionare il porto e consultarsi con i funzionari.

Il suo briefing al Consiglio di Sicurezza dell’ONU ha anche toccato “il cosa e come” in termini di lavoro della missione congiunta, le continue mutevoli condizioni nel paese, le misure di sicurezza che devono essere intraprese e la “cooperazione costruttiva” con le autorità siriane.

In conclusione la Kaag ha evidenziato che l'assistenza finanziaria è stata fondamentale, esprimendo gratitudine per la generosità dei donatori ai due fondi fiduciari istituiti dall’OPAC e dall'ONU per finanziare le attività della missione. Tuttavia è necessario ancora qualche altro sforzo come ha rilasciato nell'intervista, invitando la comunità internazionale a sostenere il terzo fondo speciale istituito per la completa distruzione degli agenti chimici. Quest’ultimo, rappresenta l'unico modo in cui possiamo concretamente confermare che il programma di armi chimiche della Repubblica araba siriana è stato completamente eliminato.

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