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Le città più vivibili e quelle rimaste al Medio Evo

Un'immagine di Toronto

Un'immagine di Toronto

Per Youthful Cities, top ten delle metropoli più adatte ai giovani, Toronto è al primo posto e io la ricordo magnifica. Seconda Berlino e se lo merita, ma al terzo New York? Se è quella che lasciai nell'88...

 

Quali sono oggigiorno le città in cui si vive “meglio”, molto meglio che in altre, e adatte in particolare ai giovani? L’organizzazione Youthful Cities ne ha citate giovedì scorso dieci, ci ha quindi presentato l’elenco delle città nella quali la vita sorride – così si dice –  è amica, consigliera. Per l’esame sono stati presi in considerazione (facciamo solo pochi esempi) il grado dell’igiene, il costo d’un biglietto del cinema, la possibilità di trovare lavoro, lo svago notturno.

Al primo posto troviamo Toronto. Nulla da ridire. Toronto è una magnifica metropoli, ci schiacciai cinque indimenticabili mesi nel 1988, lavoravo al ‘Corriere Canadese’. La trovai ricca di verde, pulita, elegante nello stile architettonico contemporaneo. Cordiale, affabile, portata alla conversazione la sua gente; città, nel 1988, ancora un poco “British”, e dove la vita costava poco.

Al secondo posto della lista compare Berlino. D’accordissimo: Berlino è un’altra meraviglia, un incanto col suo verde, la sua architettura, modernissima, che è uno scintillìo; “fa” ambiente, è accogliente, mai fredda. Eppoi, tutto funziona a Berlino. Tutto. Città di antica tradizione socialista, va incontro a chi ben poco ha, a chi necessita d’un aiuto, d’una voce amica. E basso è il costo della vita: avere 50 euro a Berlino, è come averne 100-120 in Italia (grazie Prodi, grazie Berlusconi…).

Ma chi troviamo al terzo posto? Chi?? New York! Beh, qui non siamo proprio d’accordo… Lasciai per sempre New York il 15 febbraio 1988, non ci sono più tornato. Forse nel frattempo qualcosa sarà cambiato. Ma la New York che ricordo io era la città dei “cockroaches”… La città delle “water-bugs”, della sporcizia, dei costanti, snervanti rumori degli impianti d’aria condizionata; la città con sole due piazze degne di questo nome: Union Square e Washington Square. La città dove assistevo a scene, per dar l’idea, da pre-Bastiglia: il cappotto lo portavano solo i professionisti (medici, avvocati, magistrati, “brokers”); tutti gli altri ( i paria…) andavano in giro in giaccone… Capito? E i portieri vestiti come generali da operetta?? Costretti sotto la furia della bufera (e molti di essi in età avanzata) a cercare il taxi per i sussiegosi signor e signora “Van Buren”, ‘filthy rich’, che aspettavano spazientiti nella ben riscaldata ‘hall’… Proprio roba da “Ancien Règime”; disgustosa, quindi. Venivo dall’Italia! Avevo, e ho, un cuore socialista. Manhattan… Coi palazzi imitazioni del Quattrocento fiorentino… La Manhattan dei pediatri e pediatre che si rifiutavano di visitare a domicilio la tua figlioletta ammalata e con febbre da cavallo…

Sorpresa: al quarto posto dell’elenco troviamo Dallas e al settimo Los Angeles. Vale a dire, due città “finte”. Dove se cammini lungo una via e quindi non ti trovi alla guida di una vettura fornita di motore a scoppio, ti guardano male, ti guardano insospettiti…

Parigi arriva soltanto quinta… Eppure, la vita a Parigi è così interessante, sempre ricca di novità. E la sua bellezza! L’Ile-de-la-Citè, Boulevard Saint-Michel, il Quartiere Latino! E Londra arriva soltanto settima… Ma vi vien voglia di scherzare?? Londra è come Napoli: anche coi cani puoi parlare! A parte la bellezza neoclassica, georgiana e edoardiana della città, a Londra il colloquio col prossimo è agevole, è stimolante; “it makes your day”. Stimolante con gli inglesi (coi Cockney in particolare), coi giamaicani, i nigeriani, gli australiani, i pakistani e così via. A Londra non ci sono giorni ‘tutti uguali’. C’è sempre qualcosa di nuovo, di scoppiettante.

Tokyo si piazza al nono posto mentre Seul ottiene il decimo (precede perciò Roma, Firenze, Ravenna, Spoleto, Nizza, Montecarlo, Oslo, Helsinki…) e quindi rientra nella “Top Ten”. Seul… Dove l’incolumità personale non viene garantita e dove chi soffre di disturbi nervosi è trattato come un lebbroso.

Questi elenchi… Queste graduatorie…

Ognuno viaggi secondo il proprio istinto e non per sentito dire!

Questo articolo viene pubblicato anche su Oggi7-America Oggi

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