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Ban Ki-moon apre Ginevra II con una fragile speranza di pace per la Siria

Il Segretario Generale dell'Onu Ban Ki-moon apre i lavori della conferenza di pace sulla Siria a Montreux, in Svizzera (Foto Onu/Eskinder Debebe)

Il Segretario Generale dell'Onu Ban Ki-moon apre i lavori della conferenza di pace sulla Siria a Montreux, in Svizzera (Foto Onu/Eskinder Debebe)

Il Segretario Generale  esorta tutte le parti a cogliere quest’opportunità “storica” per terminare gli incessanti spargimenti di sangue

 

Il Segretario Generale dell’ONU, Ban Ki-moon ha aperto oggi la seconda Conferenza di Ginevra per cessare il conflitto in Siria – conosciuta anche come Ginevra II – esortando tutti gli attori presenti a tale evento a porre fine alla brutale guerra civile in Siria, sollecitando il governo, l'opposizione siriana ed i rappresentanti di circa 40 paesi e infine le varie organizzazioni regionali a cogliere quest’opportunità storica per porre fine allo spargimento di sangue.

“Dopo quasi tre dolorosi anni di conflitto e sofferenza in Siria, oggi è un giorno di fragile ma reale speranza”, ha annunciato Bank Ki-moon all’apertura della conferenza di pace delle Nazioni Unite sulla Siria tenutasi oggi a Montreux, Svizzera.

“Per la prima volta, il governo siriano e l'opposizione in Siria, vari paesi della regione assieme alla più ampia comunità internazionale sono qui convocati per cercare una soluzione politica alla morte, alla distruzione e all’esodo che rappresentano la terribile realtà di oggigiorno della vita in Siria”, ha continuato Ban nel sul discorso.

Il Segretario Generale ha poi sottolineato: “Tutti i siriani e tutti coloro che vivono in questa regione colpita dalla crisi, sono con gli occhi puntati su di voi [partecipanti] che siete qui riuniti per porre fine alle indicibili sofferenze umane, per salvare il ricco mosaico sociale della Siria e ad avviare un processo politico significativo per ottenere una transizione siriana guidata”. 

L'incontro di oggi – che è stato al centro di varie soprese negli ultimi giorni dal punto di vista diplomatico per quanto riguarda il famoso invito ufficiale per l’Iran e poi ritirato da parte dell’ONU – è stato organizzato per dare sostegno internazionale agli sforzi per risolvere il conflitto mortale che sta lacerando la Siria. Inoltre venerdì 24 gennaio a dar seguito all’incontro odierno ci penseranno i colloqui tra le parti siriane presso la sede delle Nazioni Unite a Ginevra, dove per la prima volta in assoluto (il conflitto è iniziato nel marzo 2011) il governo siriano e l'opposizione si siederanno al tavolo delle trattative. La base dei colloqui è la piena attuazione del piano d'azione adottato nel cosiddetto Comunicato di Ginevra del 2012, adottato in occasione della prima conferenza internazionale sul conflitto (Ginevra I) e che chiede l’istituzione di un governo di transizione per portare a libere ed eque elezioni.  Tuttavia i partecipanti cercheranno inoltre di prendere accordi per quanto riguarda gli aiuti umanitari nel paese poiché la situazione come è ben noto è agghiacciante.

I numeri della crisi siriana sono spaventosi: oltre 100.000 morti e un gran numero di persone scomparse o detenute illecitamente. Gli attacchi contro i civili continuano e tutte le parti hanno mostrato un totale disprezzo per le loro responsabilità ai sensi del diritto internazionale umanitario e dei diritti umani. Il numero degli sfollati tocca oggi i 6,5 milioni di persone. Più di 9,3 milioni di persone in Siria necessitano urgentemente di aiuti umanitari e oltre i 2,5 milioni di loro vivono in zone dove l'accesso umanitario è gravemente vincolato – e sono moltissime le persone non ancora raggiunte dagli aiuti. La privazione è diventata parte delle strategie politiche e militari. Una volta la Siria era un luogo accogliente per i rifugiati provenienti da tutti i paesi della regione, ma adesso la guerra ha rovesciato questa situazione, costringendo più di 2,3 milioni di persone – la metà dei quali bambini – a fuggire nei paesi vicini e oltre.

Ban Ki-moon ha infine concluso dicendo: “Sono estremamente grato per gli impegni assunti in occasione della conferenza dei donatori umanitari in Kuwait la scorsa settimana. Ringrazio Sua Altezza l’Emiro del Kuwait per il suo sostegno umanitario e soprattutto visionario. Ma è ancora assai difficile soddisfare questi bisogni umanitari, tanto meno se il conflitto continua. I Siriani meritano un futuro di pace, di dignità, di rispetto reciproco e senza più paura”.

 

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