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FAO: nuovo impegno per sconfiggere la fame in Africa entro il 2025

Contadini in un campo di riso, Uganda - FAO

Contadini in un campo di riso, Uganda - FAO

Svolta storica dei leader africani nel loro impegno per porre fine alla fame nel continente, con il sostegno da parte delle Nazioni Unite che stanno già lavorando per "trasformare questa visione in realtà”

 

“Questa è la prima volta nella storia che i leader africani hanno promesso a gran voce di eliminare la fame e ciò è anche una dimostrazione di fiducia poichè, lavorando insieme, possiamo vincere la lotta contro la fame in Africa una volta per tutte”, ha dichiarato il Direttore Generale della FAO, José Graziano da Silva dopo che gli Stati Membri dell’Unione africana (UA) hanno adottato ufficialmente tale obiettivo durante il vertice dell'UA in corso ad Addis Abeba, in Etiopia.

“L'Africa sta assistendo a una crescita economica senza precedenti, ma è anche l'unico continente al mondo in cui il numero totale di persone, che soffrono la fame è aumentato dal 1990”, ha detto Graziano Da Silva, sottolineando che “la sfida ora è quella di trasformare la visione di una sicurezza alimentare per l’Africa in realtà affrontando le molteplici cause della fame”.

Graziano da Silva ha poi annunciato: “Investire nell’agricoltura, creare reti di sicurezza e protezione sociale per i poveri, garantire il diritto di accesso alla terra e alle risorse idriche e individuare i piccoli agricoltori e i giovani sarà essenziale”, aggiungendo che la FAO continuerà a sostenere il continente africano nei suoi sforzi per sradicare la piaga della fame.

L'obiettivo del 2025 è stato inizialmente discusso durante una riunione di alto livello tenutasi ad Addis Abeba nel luglio 2013 inerente la sicurezza alimentare in Africa, organizzata dall’Unione Africana, il Lula Institute in Brasile – guidato dall'ex Presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva – e  la FAO. Governi, organizzazioni internazionali, società civile e settore privato hanno concordato sul tale obiettivo visto come un mezzo per promuovere delle azioni concrete che si basino proprio sullo slancio del Comprehensive Africa Agriculture Development Programme (CAADP). Questo programma è stato istituito nell'ambito del New Partnership for Africa's Development (NEPAD) nel luglio 2003 e si concentra sul miglioramento e la promozione dell'agricoltura in tutta l'Africa. Il NEPAD (nuovo partenariato per lo sviluppo dell'Africa) invece, è sia un quadro strategico dell'Unione Africana per lo sviluppo socio-economico pan-africano, sia una visione e un quadro politico per l'Africa nel XXI secolo. NEPAD è un nuovo intervento radicale e guidato dai leader africani, per affrontare le sfide critiche che continente deve fronteggiare: povertà, sviluppo e emarginazione dell'Africa a livello internazionale.

Graziano da Silva ha anche evidenziato la leadership della Commissione dell'UA e della sua presidentessa Nkosazana Dlamini Zuma, nel portare avanti questo processo, definendolo “un sforzo totalmente di proprietà dell’Africa”.

Secondo la FAO, il primo Obiettivo di Sviluppo del Millennio (MDG) ovvero dimezzare – tra il 1990 e il 2015 – la percentuale di persone che soffrono la fame, è stato già raggiunto da ben 11 paesi africani: Algeria, Angola , Benin, Camerun, Gibuti, Ghana, Malawi, Niger, Nigeria, São Tomé e Príncipe , e Togo. “Questa è la prova evidente che i paesi africani si stanno muovendo nella giusta direzione”, ha commentato Graziano da Silva.

Inoltre, 3 paesi – Gibuti , Ghana, e Sao Tome e Principe – hanno anche raggiunto l'ancor più ambizioso obiettivo del World Food Summit del 1996, di dimezzare il numero totale degli affamati.

Il nuovo obiettivo del 2025 dell’Unione Africana allinea il continente con la Zero Hunger Challenge lanciata dal Segretario Generale dell'ONU Ban Ki-moon nel 2012. Per chi non lo sapesse, l’iniziativa globale Zero Hunger Challenge, mira ad eliminare la fame e assicurare che tutti, nel mondo, abbiano accesso al cibo senza oltrepassare i limiti naturali del pianeta. L’iniziativa si basa su cinque punti: azzerare il numero di bambini al di sotto dei 2 anni con problemi di sviluppo dovuti alla fame; garantire un accesso al 100% ad un alimentazione adeguata durante tutto l’anno; favorire sistemi alimentari sostenibili; aumentare del 100% la produttività e il reddito dei piccoli proprietari terrieri e azzerare le perdite o lo spreco di cibo.

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