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Nigeria: l’ONU chiede giustizia per gli studenti trucidati

UN Cartographic Section, DFS

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Il Segretario Generale Ban Ki-moon ha condannato la tremenda uccisione di decine di studenti in un college nel nord-est del paese africano e ha espresso la speranza che i colpevoli siano processati al più presto 

Secondo quanto riferito dalle autorità dello stato federale di Yobe, in Nigeria, circa 29 ragazzi tra i 16 e i 18 anni, sono morti martedi durante l'attacco avvenuto nel College di Buni Yadi, da parte di uomini armati non identificati. La regione è stata soggetta ad attacchi da parte di militanti islamici che hanno già in passato preso di mira i civili, tra cui studenti e fedeli, politici, membri delle istituzioni governative e anche cittadini stranieri.

In una dichiarazione rilasciata dal suo portavoce, il segretario generale dell'ONU Ban Ki-moon ha esteso le sue più sincere condoglianze alle famiglie delle vittime, condannando l’attacco disumano e augurandosi che i colpevoli vengano rapidamente consegnati alla giustizia. “Il Segretario Generale è profondamente preoccupato per la crescente frequenza e la brutalità degli attacchi contro le istituzioni educative nel nord del Paese”, ha poi aggiunto il suo portavoce. “Egli vuole anche ribadire che nessun obiettivo può giustificare tali atti di violenza”.

Secondo quanto riportato da alcuni media, dopo aver fatto radunare le studentesse in una classe, i presunti militanti islamici del gruppo Boko Haram hanno ucciso e bruciato decine di studenti di sesso maschile. Si tratterebbe del quarto assalto a una scuola in meno di un anno, attribuito al gruppo di militanti islamici.

Gli assalitori, che considerano blasfema l’istruzione statale, hanno poi bruciato dormitori e altri edifici e sparato a chiunque cercasse di fuggire. Nessuna delle donne è stata ferita.

Abdulla Bego, un portavoce del governatore dello Stato di Yobe, dove gli attacchi hanno avuto luogo, ha detto che gli assassini avevano viaggiato su nove pick-up fino ad arrivare al Collegio Buni Yadi, a circa 45 chilometri dalla capitale dello stato, Damaturu.

Più di 200 persone sono state fatalmente colpite in villaggi e città remoti della regione nelle ultime quattro settimane in quello che i funzionari hanno descritto come “una baldoria di massacri” apparentemente casuali da parte dei membri del famigerato Boko Haram.

La violenza ha messo il governo del presidente Jonathan Goodluck sulla difensiva, lasciando l'esercito del paese più popoloso d'Africa, con l’arduo compito di trovare una nuova strategia dopo anni di sforzi anti-insurrezionali falliti.

Nel mese di settembre, 40 studenti sono stati uccisi in un attacco simile in una scuola statale nelle vicinanze del nuovo sito attaccato brutalmente. Boko Haram mira deliberatamente alle istituzioni educative statali essendo parte della sua campagna islamista anti secolare.

Secondo quanto dichiarato dal commissario di polizia dello Stato di Yobe, Sanusi Rufai, dopo aver radunato le studentesse in un’aula, gli assalitori hanno detto alle donne di leggere il Corano, tornare a casa e trovare marito. Queste ultime infatti non hanno subito alcun tipo di violenza a differenza degli studenti di sesso maschile, che sono stati uccisi e almeno otto di loro persino bruciati vivi, ha detto il commissario.

Gran parte del campus Buni Yadi è distrutto. “E' stata una scena terribile e cruenta”, ha dichiarato Bego, che ha visitato il luogo nel pomeriggio di martedì. “E’ uno spettacolo orribile vedere una scuola di tale portata bruciata completamente. Alcuni cumuli erano ancora in fiamme. E 'stata davvero una scena molto cruenta. Eravamo tutti indignati”.

Inoltre, il bilancio delle vittime potrebbe salire, hanno confermato alcuni funzionari, poiché  alcuni studenti sono rimasti gravemente feriti.

Una settimana prima dell'attacco, i membri di Boko Haram hanno ucciso 60 persone nella città di Bama nel vicino Borno State. In aggiunta, quattro giorni prima dell'attacco, i militanti islamici avevano ucciso 106 persone nel villaggio a maggioranza cristiana chiamato Izghe. Molti residenti hanno ormai abbandonato la zona per paura di ulteriori attacchi da parte degli uomini armati, secondo l'Ufficio dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani (OHCHR). “Condanniamo con la massima fermezza tali attacchi […]”, “Siamo sconvolti dalla violenza estrema e indiscriminata al quale la Nigeria sta assistendo in questi ultimi tempi […]”, dichiarò il 18 febbraio il portavoce dell’OHCHR, Ravina Shamdasani durante una conferenza stampa a Ginevra.

Le uccisioni vengono raramente riconosciute dal gruppo, e il governo nigeriano sembra davvero impotente sebbene il Presidente Goodluck aveva assicurato ai giornalisti nella capitale Abuja, che la strategia attuale non è stata un fallimento totale. “Ci sono stati vari successi, ma l'unica cosa che suscita l’attenzione riguarda quelli negativi”.

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