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L’ONU a far da cuscinetto tra USA e Russia, scintille al Consiglio di Sicurezza

di Stefano De Cupis e Stefano Vaccara
Il segretario Generale dell'ONU, Ban Ki-moon (a destra) incontra il Ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov a Ginevra. UN Photo/Eskinder Debebe

Il segretario Generale dell'ONU, Ban Ki-moon (a destra) incontra il Ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov a Ginevra. UN Photo/Eskinder Debebe

Le Nazioni Unite esortano alla calma e al dialogo costruttivo ma la situazione per la Crimea resta tesissima. Al tavolo dei Quindici c’è stato un lungo braccio di ferro che ha visto Mosca da una parte e dall’altra tutti i restanti membri del CdS compatti e uniti per il rispetto dell'integrità territoriale dell'Ucraina

 

Il Segretario Generale dell’ONU, Ban Ki-moon e il Ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov hanno discusso della crisi in corso in Ucraina durante un incontro di ieri a Ginevra, mentre il vice del Segretario Generale, Jan Eliasson è arrivato a Kiev per le consultazioni e il Consiglio di Sicurezza si è riunito a New York per prendere in considerazione gli ultime sviluppi.

Ban Ki-moon e Lavrov hanno discusso sull'importanza della de-escalation della situazione in Ucraina, impegnandosi in un dialogo costruttivo e significativo, secondo una lettura fornita dal portavoce del Segretario Generale.

L'incontro, che ha avuto luogo a margine della sessione di apertura del Consiglio delle Nazioni Unite sui Diritti Umani, viene a trovarsi in mezzo alle crescenti tensioni provenienti dalla regione della Crimea in Ucraina, dove truppe russe aggiuntive e veicoli blindati sono stati dispiegati.

“Ho più volte sottolineato che è fondamentale garantire il pieno rispetto dell’Ucraina e la conservazione della sua indipendenza, unità, sovranità e integrità territoriale. È della massima importanza ora più che mai riportare la calma, per disinnescare immediatamente le tensioni attraverso il dialogo”, ha dichiarato Ban Ki-moon in una conferenza stampa a Ginevra.

Tutto ciò scaturisce anche da una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza tenuta lo scorso sabato, durante la quale Il Rappresentante Permanente dell'Ucraina alle Nazioni Unite, l’Amb. Yuriy Sergeyev ha invitato i 15 membri a fare tutto il possibile per prevenire un intervento militare da parte della Russia. L’Amb. Sergeyev ha sottolineato che i recenti avvenimenti pongono una seria minaccia per l'integrità del suo paese e per la pace e la stabilità dell’intera regione. Fu a seguito di tale riunione che Ban Ki-moon ha inviato il suo Vice, Eliasson a Kiev per meglio comprendere quale fosse la situazione sul campo e incontrare le autorità ucraine.

Il Segretario Generale ha ricordato che sabato, in una telefonata con il Presidente Vladimir Putin, aveva esortato il leader russo ad affrontare la situazione “impegnandosi in modo costruttivo” con le autorità ucraine.

L’Assistente per gli Affari Politici del Segretario Generale dell’ONU, Oscar Fernandez Taranco ha ribadito l'invito delle Nazioni Unite alla calma e al dialogo, durante il suo briefing di ieri al Consiglio di Sicurezza, informando i 15 membri sul fatto che la situazione in Ucraina ha continuato ad evolversi “rapidamente”, rispetto all'incontro di sabato scorso.

“Siamo consapevoli che vi sia un continuo accumularsi di truppe russe in Crimea e che un certo numero di basi militari ucraine sono state circondate dalle truppe russe. Inoltre, la situazione in Ucraina orientale rimane fluida con segnalazioni di manifestazioni in alcune città, e come pure  tentativi da parte di gruppi locali di prendere il controllo di alcuni edifici pubblici”, ha affermato Taranco. “Come il Segretario Generale ha evidenziato nelle sue esortazioni verso i vari leader mondiali, tutti noi condividiamo la responsabilità urgente di aiutare a trovare una soluzione pacifica attraverso uno sforzo collaborativo”.

Ieri inside il Consiglio di Sicurezza dell’ONU, la Voce di New York, ha potuto seguire tutte le fasi e i commenti salienti (live del Consiglio sul nostro Twitter account @LaVocediNewYork).

A rappresentate la Russia al tavolo del CdS, c’era l’Amb. Vitaly Churkin il quale ha ribadito varie volte che in Ucraina gli estremisti hanno continuato a controllare la città senza essere disarmati dalle autorità governative e pertanto in Crimea la popolazione teme gli estremisti nelle strade. A tal fine, la Russia è scesa in campo per difendere il diritto umano alla vita e proteggere la popolazione, perché “noi siamo contro l’anarchia in Crimea e in Ucraina” e difendiamo chi ha paura e i loro diritti umani, ha annunciato Churkin.

Tuttavia a controbattere quanto espresso dall’Ambasciatore russo, ci ha pensato Samantha Power, la Rappresentante Permanente degli USA all’ONU, esordendo quasi con una presa in giro: “Ascoltando il Rappresentante della Russia, si potrebbe pensare che Mosca fosse appena diventata il braccio rapido dell'Ufficio dell'Alto Commissario per i Diritti Umani. Molte delle affermazioni fatte oggi pomeriggio da parte della Federazione Russa sono nella realtà senza fondamento”.  La Power ha poi voluto invece avviare una valutazione dei fatti, dicendo: “E’ un fatto che le forze militari russe abbiano preso il sopravvento sui posti di frontiera ucraini. È un fatto che la Russia ha assunto il controllo del terminal traghetti di Kerch. E 'un fatto che le navi russe si stiano muovendo intorno a Sebastopoli. È un fatto che le forze russe stiano bloccando i servizi di telefonia mobile in alcune aree. È un fatto che la Russia abbia circondato e preso praticamente tutte le strutture militari ucraine in Crimea. È un fatto che oggi i jet russi sono entrati nello spazio aereo ucraino. È anche un fatto che giornalisti indipendenti continuino a segnalare che non vi è alcuna prova di violenza contro le comunità russe o filo-russe”.

Per quasi tutti i membri del Consiglio di Sicurezza (solo l'Argentina e' sembrato restare piu' neutrale) l’Azione militare russa non è una missione di tutela dei diritti umani. Si tratta di una violazione del diritto internazionale e una violazione della sovranità e dell'integrità territoriale della nazione indipendente Ucraina, e della violazione agli impegni di Helsinki della Russia e dei suoi obblighi verso le Nazioni Unite. Il nuovo governo a Kiev si è impegnato a onorare tutti i suoi accordi internazionali esistenti, compresi quelli che coprono le basi russe che tra l’altro in Ucraina sono sicure. La mobilitazione russa è una risposta a una minaccia immaginaria. In seconda istanza, l'ambasciatrice Power ha cercato di ribadire che non vi è alcuna prova che la Crimea o altre regioni orientali siano a rischio a causa del nuovo governo Ucraino, non ci sono prove per esempio che le chiese sono o saranno attaccate in futuro, l’accusa per gli americani è senza fondamento. Per di più, il Presidente Turchinov – il nuovo Presidente ucraino – ha chiarito la sua convinta opposizione a qualsiasi restrizione dell'uso della lingua russa, proprio per tutelare tutti, minoranze linguistiche comprese.

La Power ha poi smorzato i toni dichiarando: “Se siamo preoccupati per i diritti delle minoranze di lingua russa, gli Stati Uniti sono pronti a lavorare con la Russia e questo Consiglio per proteggerli. Abbiamo proposto e sosterremo con tutto il cuore l'immediato invio di osservatori internazionali dell'ONU o dell'OSCE per garantire che le persone di cui la Russia esprime tale preoccupazione siano protette da abusi. La soluzione a questa crisi non è difficile da immaginare. C'è una via d'uscita. Ed è attraverso il dialogo diretto e immediato da parte della Russia con il governo dell'Ucraina, l’immediato ritiro delle forze militari russe, il ripristino dell'integrità territoriale dell'Ucraina, e il dispiegamento urgente di osservatori dei diritti umani , non attraverso un aumento delle minacce e delle distorsioni. Infine la Power ha concluso ribadendo che gli USA sono vicini al nuovo governo ucraino, un governo del popolo che intende condurre il paese verso le prossime elezioni democratiche previste per il 25 maggio. “La Russia deve fermarsi […] Il mondo sta parlando contro l'uso di minacce militari e l'uso della forza”, ha infine concluso la Power.

L’Ambasciatore francese, Gérard Araud subito dopo il lungo intervento dell’Amb. Power, ha voluto sottolineare che ormai con internet non si può nascondere quello che sta accadendo in Crimea, la realtà si vede.

Anche il Rappresentante Permanente del Regno Unito presso l’ONU, Lyall Grant, rivolgendosi all’Ambasciatore russo Churkin ha riferito: “Se la Russia è veramente preoccupata di proteggere la popolazione, non deve usare le armi ma aprirsi al dialogo perché nessun paese dovrebbe agire senza alcun riguardo verso il diritto internazionale”.

Molti altri Rappresentanti Permanenti tra cui quelli di Lituania, Ruanda, Giordania e Australia,  prendendo la parola hanno posto l’accento sul fatto che la Comunità Internazionale debba restare unita e compatta e condannare tali violazioni di sovranità territoriale, e promuovere un dialogo costruttivo ma soprattutto ricordare ed imparare dalle lezioni passate.

Quanto a un altro dei big del CdS ovvero la Cina, il suo Rappresentante Permanente, ha dichiarato che il suo paese condanna la violazione della legge internazionale mentre sostiene il rispetto dell’integrità territoriale dell’Ucraina.

Infine, il Rappresentante dell’Ucraina, si è voluto togliere qualche sassolino dalla scarpa contro Churkin – parlandogli in russo e poi alternandolo con l’inglese e il francese, sorprendendo Churkin che si è complimentato con lui con sarcasmo per averlo sentito esprimersi in lingua russa per la prima volta in assoluto – gli ha dichiarato che ciò che sta accadendo in Crimea è un’aggressione, perché ci sono forze russe in campo e che la Russia cerca in ogni modo intervenendo sull’informazione, di destabilizzare il paese.

Tuttavia una domanda posta dall’Ambasciatore del Regno Unito, Grant ha colpito nel segno: Può confermare di accettare una missione OCSE? Churkin ha risposto eludendo la domanda e affermando che c’è troppa disinformazione in giro sull’Ucraina.

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