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ONU: l’Afghanistan verso la democrazia e il test delle elezioni

Il Rappresentante Speciale dell'ONU in Afghanistan, Jan Kubis. UN Photo/Evan Schneider

Il Rappresentante Speciale dell'ONU in Afghanistan, Jan Kubis. UN Photo/Evan Schneider

A meno di tre settimane dalle elezioni nazionali, il rappresentante speciale dell’ONU esorta tutti i cittadini della nascente democrazia afghana a esercitare il loro diritto di voto. L’ambasciatore italiano Cardi parlando di sicurezza: “Non bisogna abbassare la guardia”. Intanto a Maimana un attacco suicida che fa 15 vittime e oltre 50 feriti

 

Jàn Kubiš, rappresentante speciale dell’ONU per l’Afghanistan, lunedì durante il suo briefing al Consiglio di Sicurezza ha detto: “Il successo delle prossime elezioni ad aprile sarà di importanza fondamentale per il rafforzamento della stabilità istituzionale e politica dell'Afghanistan e infonderà fiducia nel futuro.

L'Afghanistan è pronto per tenere le elezioni presidenziali e dei consigli provinciali, il prossimo 5 aprile, e ciò rappresenterà il primo trasferimento democratico del potere nel paese. Il tutto sta avvenendo proprio durante un processo di transizione in atto attraverso il quale l'Afghanistan sta assumendo, in tutto il paese, maggiori responsabilità per i propri affari.

Kubiš che dirige la Missione di Assistenza delle Nazioni Unite in Afghanistan (UNAMA), ha invitato tutti i cittadini afgani – uomini e donne – a esercitare il proprio diritto di voto, sottolineando che questo è un diritto democratico universale, così come la responsabilità di rafforzare i processi democratici del Paese e delle istituzioni rappresentative. “Non lasciate che candidati di disturbo e terroristi vi privino della vostra scelta, del vostro futuro – ha poi affermato – La partecipazione come elettori, funzionari e osservatori elettorali, è un rifiuto della forza, della violenza e dell'intimidazione e rappresenta il mezzo con cui la vostra nazione orgogliosa decide la sua leadership”.

In questo “delicato frangente” di transizione per l’Afghanistan, un processo elettorale credibile può fornire, secondo Kubiš, la stabilità necessaria attraverso un mandato popolare per più ampi programmi di sviluppo politico, economico e sociale, tra cui la pace e la riconciliazione.

“Voglio chiarire che anche gruppi come i talebani che rifiutano le elezioni, hanno l'obbligo di rispettare un processo civile”, ha sottolineato Kubiš, aggiungendo di essere seriamente preoccupato dalla recente dichiarazione dei talebani che cercheranno di disturbare il processo elettorale con la forza, scatenando una campagna di terrore.

La sicurezza avrà un impatto importante su questi sondaggi, ha osservato il rappresentante speciale. Ad oggi, la violenza legata alle elezioni è stata di un grado inferiore rispetto al 2009 e al 2010, anche se sono aumentati e continuano ad aumentare gli incidenti legati alla sicurezza generale.

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La seduta di lunedì del Consiglio di Sicurezza. UN Photo/Evan Schneider

Martedì, Le Nazioni Unite hanno condannato fermamente un attacco suicida mortale che si è verificato nella provincia afghana settentrionale di Faryab, uccidendo 15 civili e ferendone quasi altri 50. Secondo i rapporti, un attentatore con indosso un ordigno esplosivo improvvisato (IED) – un tipo di arma proibito dal diritto internazionale – si è fatto esplodere nel centro della capitale provinciale, Maimana. Le autorità sanitarie locali hanno confermato che anche due bambini sono stati uccisi e tra i feriti c’è stata anche una donna incinta.

“Il continuo aumento delle morti di civili dovute agli IED è tragico. Il loro utilizzo in un luogo a prevalenza di civili come un mercato è atroce e non può essere giustificato”, ha detto in una dichiarazione il vice rappresentante speciale per l'Afghanistan, Nicholas Haysom, aggiungendo che anche la missione UNAMA ha condannato coloro che fanno uso indiscriminato di queste armi, perseguibili come crimini di guerra. Nei primi due mesi e mezzo del 2014, le cosiddette tattiche IED, che includono suicidi e attacchi complessi, hanno ucciso 190 civili in Afghanistan, facendo registrare un aumento del 14 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Nel frattempo, Kubiš ha riferito che i preparativi tecnici per il processo elettorale afghano, gestito e guidato dagli afghani procedono come da programma. Sebbene l'ONU non abbia un ruolo formale nel processo elettorale, le Nazioni Unite stanno tuttavia sostenendo le autorità e gli organismi elettorali indipendenti, fornendo loro consulenza sulle questioni connesse alle elezioni, capacity building e supporto tecnico.

"Oltre alle autorità elettorali, la responsabilità per le elezioni pacifiche e credibili poggia in gran parte su leader politici, candidati e loro sostenitori. Esorto tutti i candidati a guidare e plasmare le azioni e gli atteggiamenti dei loro sostenitori, con serio impegno pubblico per opporsi alle truffe commesse in loro nome”, ha detto Kubiš.

Nella seduta di lunedì, il Consiglio di Sicurezza ha adottato all'unanimità una risoluzione per estendere il mandato dell’UNAMA fino al 17 Marzo 2015, pur riconoscendo che il rinnovato mandato “tiene pienamente conto del processo di transizione ed è a sostegno della piena assunzione per l’Afghanistan della leadership e della titolarità nella sicurezza , nelle aree di governance e di sviluppo […]”.

Kubiš ha anche rinnovato l'impegno a lungo termine delle Nazioni Unite per un Afghanistan pacifico e prospero. “Dati gli attuali elementi di incertezza, gli interlocutori – quasi all'unanimità – sottolineano  la continuità e il valore che la missione UNAMA rappresenta attraverso l’esercizio di buoni uffici, la tutela e la promozione dei diritti umani , e la facilitazione di coerenza nell’ambito dello sviluppo internazionale”, ha voluto osservare il rappresentante speciale.

“L’impronta nazionale della Missione continua ad essere un bene prezioso per il mandato di queste elezioni, di sensibilizzazione e attività rivolte ai diritti umani”, ha continuato Kubiš, aggiungendo che, come altre istituzioni internazionali e paesi riducono la loro presenza, la comunità internazionale è sempre più alla ricerca del sostegno delle Nazioni Unite nella comprensione e nell'accesso a un paese diverso.

Mentre i vantaggi realizzati finora in Afghanistan sono fragili, e potrebbero condurre il paese in un “inevitabile abisso post-2014”, come alcuni hanno profetizzato, Kubiš ha subito rimarcato che ciò che è necessario in un tale periodo di imprevedibilità è il corretto e tempestivo trasferimento del potere politico.

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L’ambasciatore italiano all’ONU, Sebastiano Cardi

Alla seduta di ieri del Consiglio di Sicurezza, c’è stato tempo è intervenuto anche il rappresentante permanente d’Italia, Sebastiano Cardi, in merito alla missione UNAMA. Cardi ha esordito esprimendo la soddisfazione dell’Italia per il rinnovo del mandato di UNAMA definendo la missione “un pilastro della presenza civile internazionale in Afghanistan e un contributo fondamentale per lo sviluppo e la stabilizzazione del Paese”, spezzando anche una lancia a favore degli uomini e delle donne che operano nella missione e che spesso servono in condizioni difficili e pericolose cercando di portare assistenza al popolo afgano.

Parlando delle elezioni in Afghanistan e sottolineando che si tratta per la prima volta nella storia del paese di un passaggio elettorale democratico, l’ambasciatore Cardi si è augurato che il processo elettorale sia trasparente, legittimo, inclusivo, credibile e soprattutto pacifico, e che il completamento del processo di transizione spiani la strada all’ISAF e alla missione Resolute Support. Il rappresentante permanente ha infine posto l’accento sul fatto che le elezioni presidenziali e provinciali dovranno fare i conti con il fattore sicurezza, poiché, sebbene le forze afghane di sicurezza nazionale (ANSF) stiano riportando vari successi costanti, purtroppo, attentati terroristici e attacchi di altra natura definiscono ancora la vita quotidiana in Afghanistan.

 

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