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La diplomazia internazionale nelle mani dei ragazzi per cambiare il mondo

Al Palazzo di Vetro 1.500 ragazzi di scuole e università di 88 paesi del mondo, si sono incontrati per partecipare al programma Change the World Model Un che per il terzo anno porta alle Nazioni Unite tanti giovani, tra cui 776 italiani, impegnati in un gioco didattico che simula i negoziati diplomatici. Ad accoglierli, l'ambasciatore italiano Sebastiano Cardi

Era gremita venerdì mattina la sala dell’Assemblea Generale dell’ONU, ma a riempirla non erano diplomatici e rappresentati delle organizzazioni internazionali, bensì oltre 1.500 ragazzi di scuole e università di 88 paesi del mondo. Tra loro 776 italiani arrivati a New York per partecipare al programma Change the World Model Un che per il terzo anno porta alle Nazioni Unite tanti giovani impegnati in un gioco didattico che simula i processi e i negoziati diplomatici che costituiscono la routine dell’ONU.

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Claudio Corbio, presidente dell’Associazione Diplomatici e Sebastiano Cardi, ambasciatore italiano all’ONU

L’evento, promosso dall’associazione italiana diplomatici e organizzato in collaborazione con la Missione permanente d’Italia, è stato aperto dall’ambasciatore italiano all’ONU, Sebastiano Cardi: “L’ONU è nata da un sogno, dopo la Seconda Guerra Mondiale, per creare un mondo migliore – ha detto Cardi al suo attentissimo pubblico – e oggi anche voi condividete un sogno che spero si possa realizzare, magari accendendo la passione per la diplomazia e la politica internazionale, perché c’è bisogno di un contributo di forze e idee nuove”. L’ambasciatore ha spiegato i principi base cui si ispirano le Nazioni Unite, ne ha raccontato la storia e ha illustrato l’impegno italiano all’ONU per poi concludere ricordando che, a livello internazionale, il contributo degli italiani è molto apprezzato, anche grazie al buon livello di istruzione dei nostri giovani. Ai ragazzi interessati a una carriera nella politica estera, Cardi ha raccomandato di “lavorare sodo, seriamente e con costanza, ma anche vivere con interesse le vicende del mondo senza chiuderci nei confini delle nostre case o dei nostri paesi”.

Sul podio dell’Assemblea Generale è poi salita Letizia Moratti, in qualità di cofondatrice della comunità San Patrignano, che ha voluto ricordare l’importanza della solidarietà:

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Letizia Moratti insieme ad alcuni studenti sul podio dell’Assemblea generale

“Senza solidarietà vivremmo in una giungla, in un mondo in cui dovremmo avere paura degli altri”. Moratti ha proseguito il suo intervento concentrandosi su innovazione tecnologica e diritti umani raccomandando ai ragazzi di utilizzare le tecnologie oggi disponibili in modo critico, senza farsi condizionare dalle tante informazioni disponibili su Internet. “Cercate la controprova, non limitatevi ad assorbire – ha detto l’ex sindaco di Milano – lavorate per formarvi la vostra opinione. Andate avanti nella vostra personale ricerca che deve portare ognuno di voi ad essere unico, senza essere isolato”. Al termine del suo intervento Moratti ha ricevuto dal presidente dell’Associazione Diplomatici, Claudio Corbino, il premio Future leader program, assegnato anche al prefetto di Milano Francesco Paolo Tronca per il suo impegno contro la criminalità organizzata.

Gli studenti hanno poi ascoltato l’intervento del politologo e direttore della rivista Limes, Lucio Caracciolo, che ha esordito spronandoli: “Sbrigatevi a cambiare il mondo, prima che il mondo vi cambi troppo”. Caracciolo ha poi proseguito ricordando quanto il contributo di giovani e giovanissimi sia stato fondamentale nello sviluppo delle tecnologie informatiche e dei social media, portando a esempio Steve Jobs, fondatore di Apple, e Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook: “Quando hanno iniziato non erano neanche loro del tutto consapevoli degli enormi effetti sociali delle loro idee”.

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I due studenti milanesi, Sofia e Filippo

Per parte loro, i ragazzi erano entusiasti di essere all’ONU e di avere occasione di partecipare al progetto per il quale sono state fatte selezioni che prevedevano un corso, un colloquio e un test scritto, come ci ha spiegato Agnese, studentessa del quarto anno del Liceo Scientifico di Cuneo che ci ha poi detto: “Per me è una grande emozione essere in un’istituzione così importante per la storia dell’Italia e del mondo, un luogo dove è possibile discutere questioni internazionali per costruire la pace e una democrazia giusta”. Sofia, studentessa milanese al primo anno di Liceo Classico, aggiunge: “Quello che mi colpisce è vedere dal vero l’impatto concreto che le organizzazioni internazionali hanno sulle decisioni e i processi degli Stati”. Filippo, che frequenta il terzo anno al Liceo Scientifico di Milano, è alla sua seconda partecipazione al programma, ma non si è stancato di osservare, conoscere e capire: “Mi interessa molto capire l’importanza dei rapporti internazionali e della politica e dell’economia degli Stati, soprattutto nel modo in cui vengono gestiti all’ONU”.

Gli studenti rimarranno a New York, impegnati nelle loro attività diplomatiche, fino a domenica e c’è da stare certi che torneranno a casa con un bel bagaglio di conoscenza, conoscenze ed esperienze.

 

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