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ONU: l’Ucraina vacilla e il braccio di ferro tra Occidente e Russia continua

Source: UN Cartographic Section, DFS

Source: UN Cartographic Section, DFS

A seguito dei violenti scontri tra manifestanti pro e anti - governo che hanno travolto l'Ucraina orientale nelle ultime 24 ore, il Consiglio di Sicurezza si è riunito d’urgenza. L'ambasciatore di Mosca Churkin: “Smettete di vedere spettri russi ovunque e analizzate meglio la situazione”. L'ambasciatore francese Araud: “Ma la Russia è a conoscenza di Internet?”

“La situazione in Ucraina si è gravemente deteriorata … e il paese vacilla ancora”,  questa l’affermazione dell’assistente del Segretario Generale dell’ONU per gli affari politici, Oscar Fernandez – Taranco durante una riunione d'emergenza del Consiglio sulle ricadute dovute alla recente escalation di violenza nel paese, che ha avuto inizio il 6 aprile, mandando in frantumi due settimane di “relativa” calma.

Consiglio di Sicurezza

La riunione speciale del CdS di domenica 13 marzo. UN Photo/Eskinder Debebe

Il Consiglio di Sicurezza si è riunito domenica sera per la 10ª volta quest'anno per discutere sulla crisi tra Kiev e Mosca e Taranco ha ricordato che alle città di Luhansk, Kharkiv e Donetsk, nelle ultime 24 ore, bisogna aggiungere almeno 5 altre città dell'Ucraina orientale ad essere state prese di mira da rivolte accompagnate dal sequestro di edifici governativi.

Secondo i resoconti dei media, un gran numero di truppe russe sono state schierate lungo il confine con l'Ucraina, nella città di Slavyansk dove è stata sequestrata la stazione di polizia, i manifestanti hanno chiesto un referendum simile al sondaggio in Crimea del mese scorso sull'autonomia, in cui gli elettori hanno optato per la secessione dall’Ucraina.

Taranco ha inoltre dichiarato che gli osservatori delle Nazioni Unite confermano civili armati da entrambi i lati, così come miliziani armati di AK-47 e fucili da cecchino tra i gruppi “ben armati e ben organizzati” che costantemente rinforzano le barricate lungo le strade delle città dove erano avvenute le rivolte, aggiungendo che gli osservatori hanno anche constatato uno scontro tra manifestanti, dove circa 50 persone sono rimaste ferite. Tuttavia l’Assistente politico dell’ONU ha sottolineato che almeno un ufficiale ucraino è stato ucciso nell'ultimo round di violenza, sebbene il numero esatto dei feriti durante gli scontri non sia finora noto.

In mezzo a questi eventi, ha poi continuato Taranco, il presidente ucraino Oleksandr Turchynov aveva emesso un decreto che concedeva ai separatisti autodichiarati fino alle 6:00 del mattino (ora locale) a rinunciare alle loro armi, al fine di evitare di essere l’avvio di procedimenti giudiziari contro quest’ultimi.

In merito, Fernandez – Taranco ha detto che le autorità ucraine avevano promesso che se le attività illegali non si fossero fermate, sarebbe stata dispiegata un'operazione su scala con la partecipazione dell'esercito ucraino. Dal canto suo, la Russia ha pubblicamente dichiarato in più di un'occasione che sarebbe stata costretta ad agire se Kiev dovesse usare la forza contro i manifestanti delle zone orientali del paese.

“La situazione è quindi ora più infiammabile che mai”, ha annunciato Taranco, sottolineando che il segretario generale Ban Ki-moon e l'ONU rimangono impegnati per una soluzione pacifica “a questa crisi sempre più profonda”. Infatti, all'inizio della giornata di ieri, Ban Ki-moon ha esortato nuovamente la massima moderazione e il rispetto del diritto internazionale. Il capo delle Nazioni Unite ha inoltre lanciato un appello per un dialogo diretto tra le parti e tra Kiev e Mosca per disinnescare tale situazione. Ban ha anche invitato tutti coloro che hanno influenza sulle parti, a contribuire nel risolvere la crisi in modo pacifico. “È evidente che la crisi continuerà ad acuirsi se non vengono urgentemente impiegati intensi sforzi per disinnescare la situazione”, ha detto il Segretario Generale.

Oscar

Oscar Fernandez Taranco. UN Photo/Eskinder Debebe

Fernandez- Taranco ha poi parlato della possibilità di “conseguenze potenzialmente gravi” se le parti interessate non si uniscono per risolvere la crisi, che non solo coinvolgerebbe Ucraina e Russia, ma influenzerebbe anche le nazioni europee e la più ampia comunità internazionale.

Mesi di disordini politici in Ucraina hanno portato alla rimozione da parte del Parlamento del presidente Viktor Yanukovych nel mese di febbraio, seguito da un aumento delle tensioni nella regione autonoma di Crimea, dove ulteriori truppe russe sono state successivamente dispiegate e un referendum secessionista che si è tenuto a metà marzo ha sancito che la maggioranza della popolazione della regione ha votato per unirsi alla Russia, con la quale si sentono molto più legati per tradizioni, lingua, ecc.

Forti sono state le accuse del rappresentante permanente del Regno Unito all’ONU, l'ambasciatore Lyall Grant che ha accusato la Russia d’interferire direttamente negli affari interni dell'Ucraina utilizzando vari pretesti insignificanti e persino forze armate senza insegne [per non essere riconosciuti], ricordando che tali azioni sono del tutto condannate dal diritto e dalla comunità internazionale. Grant ha poi elencato alcuni dati militari davvero significativi, ovvero che le immagini satellitari mostrano che sono state dispiegate tra le 35.000 – 40.000 truppe russe in prossimità del confine con l'Ucraina dotate di aerei da combattimento, carri armati, artiglieria e unità di supporto logistico in aggiunta alle 25.000 truppe russe basate illegalmente in Crimea. “Proprio come sei settimane fa la Russia ha negato il dispiegamento di sue truppe in Crimea, anche ora nega di aver accumulato truppe al confine orientale dell'Ucraina. Inoltre sostiene che le immagini satellitari disponibili pubblicamente e che illustrano questo dispiegamento di truppe siano state scattate nel mese di agosto 2013. Questo è falso. Le immagini aggiuntive rilasciate  l’​​11 aprile mostrano chiaramente che il “build-up” sia iniziato ai primi di marzo di quest'anno”, ha dichiarato Grant al Consiglio, aggiungendo che il Regno Unito invita la Russia a ritirare le sue truppe dal confine, a cessare ogni attività progettate per aumentare le tensioni e seminare discordia, e infine di revocare il mandato conferito dal Consiglio della Federazione il data 1° marzo di usare la forza militare sul suolo ucraino.

A far da eco a Grant in seguito ci ha pensato Samantha Power, rappresentante permanente degli USA all’ONU, la quale si è subito scagliata contro l’utilizzo da parte della Russia di truppe d’élite senza stemmi o insegne e il sequestro di edifici governativi in ben 6 città dell’Ucraina orientale. Una strategia che rispecchia le stesse identiche tattiche adottate dalla Russia in Crimea. L'ambasciatrice Power ha poi dichiarato che gli sforzi per la de-escalation della violenza in Ucraina continuano e a tal proposito al fine di trovare una soluzione diplomatica a tale questione, il segretario Kerry parteciperà ai colloqui di Ginevra il 17 aprile dove incontrerà il ministro degli esteri russo, Lavrov. “Gli Stati Uniti stanno con l'Ucraina e sostengono il principio fondamentale che il futuro dell'Ucraina deve essere deciso dal popolo ucraino. Noi siamo anche dalla parte del diritto, delle norme internazionali e del principio fondamentale che i confini non sono ‘suggerimenti’”, ha affermato Samantha Power. Inoltre oggi, gli USA concluderanno la garanzia di un prestito per $1 miliardo a favore dell’ Ucraina, del suo popolo e di tutte le minoranze.

Infine importante e decisivo è stato l’intervento al Consiglio di Sicurezza dell'ambasciatore francese, Gérald Araud, il quale ha sottolineato l’importanza della de-escalation della violenza e del trovare una soluzione diplomatica e pacifica alla crisi al più presto. Tuttavia, Araud ha voluto anche bacchettare la Russia per tutta la propaganda e disinformazione creata intorno al dispiegamento delle sue truppe, dichiarando pungentemente in merito: “La Russia nega i fatti, ma non è a conoscenza dell’esistenza di Internet? Non sa che questo mezzo contraddice le sue affermazioni?”. Poi Araud ha citato le false esercitazioni militari russe al confine, l’aumento del gas, il blocco delle merci e altri stratagemmi di pressione economica celata. Il Rappresentante di Francia ha poi concluso le sue osservazioni invitando la Russia a tornane ad essere un pilastro della stabilità euro-asiatica e un garante della pace e della sicurezza internazionale.

Tuttavia, la Russia non è restata con le mani in mano, infatti , il rappresentante russo

Churkin

Vitaly Churkin. UN Photo/Eskinder Debebe

all’ONU, Vitaly Churkin ha esordito dicendo: “Alcuni, compresi quelli in questa sala, costantemente indicano la mano di Mosca negli eventi del sud-est, con insistenza senza voler vedere i veri motivi degli eventi in Ucraina. Smettete di fare così”. Churkin ha definito “ridicole” le accuse contro la Russia, sottolineando che le richieste della Russia per avviare i negoziati all'inizio della crisi sono state ignorate. “Perché avete incoraggiato questa crisi?” ha chiesto Churkin, accusando anche l'Occidente di adottare doppi standard, sottolineando il fatto che l'Occidente ha incoraggiato azioni per rovesciare il governo di Kiev nel mese di febbraio, mentre allo stesso tempo condanna gli eventi nell’est dell’Ucraina.”

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