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Con il semestre di presidenza italiana si rafforza la cooperazione tra UE e ONU per le missioni di pace

Presentato all'international Peace Institute (IPI) un progetto, organizzato dal Governo italiano in collaborazione con quello tedesco, per rafforzare le relazioni tra Europa e Nazioni Unite per le missioni di pace.  Cuore dell'iniziativa due workshop, a Roma e a Berlino. I risultati saranno presentati a dicembre a Bruxelles

Sono passati undici anni dall'ultima volta che all'Italia è spettata la presidenza di turno del Consiglio dell'Unione Europea. Proprio a quel periodo del 2003 risale la Joint Declaration on EU-UN Cooperation in Crisis Management il documento che, tramite la creazione di un canale di comunicazione diretto tra le due istituzioni, ridefinì le modalità nella cooperazione tra l'Europa e l'ONU in materia di peacekeeping. Oggi, con il nuovo semestre di presidenza italiano appena iniziato, si prova a dare un nuovo impulso a questo rapporto. È stato presentato all'International Peace Institute (IPI) un progetto, organizzato dal Governo italiano in collaborazione con quello tedesco, che mira a rafforzare le relazioni tra Europa e le Nazioni Unite per quanto concerne le missioni di pace. 

Cuore dell'iniziativa saranno due workshop, uno a Roma a ottobre e uno a Berlino a novembre, i cui risultati verranno poi presentati in una conferenza che si terrà a Bruxelles nel mese di dicembre. Questi incontri saranno un’occasione di confronto tra rappresentanti delle istituzioni ed esperti su argomenti come l'addestramento delle truppe, la coerenza nel mandato e il coordinamento delle operazioni sul campo e la pianificazione delle missioni. Insieme all'IPI, collaboreranno anche il Centro per  le operazioni internazionali di pace tedesco, la Scuola Superiore Sant’Anna, l'International Peace Institute  e l'European Union Institute for Security Studies che metteranno a disposizione le loro strutture di ricerca. Questo ciclo di tavole rotonde potrà offrire spunti interessanti anche per la riforma delle procedure di Peacekeeping avviata, a livello di Nazioni Unite, dal Segretario Generale Ban Ki-moon, un processo di cui uno dei punti chiave è proprio una maggior collaborazione con le istituzioni regionali.

“Le sfide alla pace internazionale richiedono un approccio coordinato da parte della comunità internazionale — ha spiegato l'ambasciatore Inigo Lambertini — L'Italia e l'ONU sono due lati della stessa medaglia. L'obiettivo comune che lega la storia di queste due istituzioni è la pace: per questo crediamo ci sia bisogno di più Europa nelle missioni ONU”.

L'Italia, tra gli stati membri dell'UE, è uno dei più impegnati in operazioni di peacekeeping: con oltre mille soldati impegnati, q uella italiana italiana è la nazionalità più rappresentata tra gli stati occidentali all'interno dei caschi blu, e il Paese è il settimo contribuente in assoluto al bilancio delle missioni. Attualmente il generale Paolo Serra guida la missione UNIFIL che opera in Libano e a Vicenza è attivo il Centre of Excellence for Stability Police Units (COESPU) che addestra gli ufficiali di polizia prima che vengano impegnati sul campo.

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