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All’ONU Renzi presenta la bellezza dell’Italia verde che investe in green job e tecnologie per il clima

Il primo Ministro italiano esordisce alla settimana dell'Assemblea Generale dell'ONU, con un discorso sul cambiamento climatico. Per Renzi l'Italia è protagonista delle soluzioni per il climate change, avendo puntato in tecnologia, green job e innovazione. "Il 22% delle aziende ha investito in ambiente", ha detto

Mentre in Italia si discute di articolo 18 e disoccupazione galoppante, Matteo Renzi nella giornata del Summit sul Clima interviene al Palazzo di Vetro e parlando in italiano, nella sala dell'Ecosoc (Economic and Social Council) descrivendo un paese che va avanti e non indietro. Anzi, sulla tecnologia e l’innovazione, per il premier l’Italia sta diventando competitiva. “Ci aspettiamo un aumento dei posti di lavoro che arriverà da innovazione, tecnologia e green job”. Per questo anche Renzi ritiene importante raggiungere a Parigi un "accordo globale e vincolante" nel 2015. I nostri figli attendono che l’accordo sia vincolante e che i posti di lavoro siano un'opportunità”.

Renzi, citando un documento medioevale di Siena, ha detto di venire da “una terra fatta da città che hanno sempre avuto a cuore la bellezza”. Il primo ministro ha esordito dicendo che “è necessario introdurre proprio la parola bellezza nel dibattito sul climate change”. La bellezza sono i giovani italiani che sono andati via dall’Italia per lavorare come ricercatori e imprenditori di start up, che Renzi ricorda di aver incontrato nella Silicon Valley prima di venire a New York.

Se a San Francisco gli italiani si distinguono per l’alta tecnologia, anche in patria secondo Renzi lo cose non vanno così male: “Ad agosto del 2014 l’Italia ha prodotto il 45% dell’energia elettrica dalle fonti rinnovabili e il 22% delle aziende ha investito in ambiente”. Il premier si dice ottimista: “I bambini nel mondo giocano su giostre fatte con tecnologie nostrane”.

Dall’Italia Renzi si aspetta “maggiore tecnologia verde e innovazione”, dal mondo di domani “una riduzione dell’80-90% delle emissioni, rispetto al 1990, entro il 2050”. 

 

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