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Obama all’ONU: unitevi a noi contro l’ISIL. Il discorso del presidente USA

Il Presidente degli Stati Uniti d'America è intervenuto durante la prima giornata dell'assemblea generale dell'ONU. Obama ha detto che è pronto a combattere contro l'ISIL e lancia l'appello al resto del mondo. Nel pomeriggio consiglio di sicurezza sul terrorismo presieduto dal leader USA

E’ stata una promessa quella di Barack Obama a tutti i paesi del mondo riuniti all’ONU. “Vi prometto che l’America resterà impegnata nella regione e che noi siamo pronti a assumerci l’impegno”. Il Presidente degli Stati Uniti d’America di fronte all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha dato la parola che farà ciò che la nazione ritiene doveroso fare: dichiarare guerra agli estremisti dell’ISIL (Stato Islamico dell’Iraq e del Levante). Ma la sua non è solo una dichiarazione d’intenti.

Due giorni dopo l’inizio dei bombardamenti in Siria, che ha fatto cadere il tabù dell’uso della forza da parte del premio Nobel per la Pace, ha lanciato un appello al mondo: “Unitevi a noi in questa missione comune, per i figli di oggi e di domani”: ha detto Obama chiudendo un discorso rivolto a legittimare davanti al mondo intero le nuove operazioni militari statunitensi e degli alleati.

Nell’introdurre la sessantanovesima Assemblea Generale Ban Ki-moon detto che “i gruppi estremisti sono una seria minaccia alla pace e alla sicurezza che richiede una risposta internazionale sfaccettata”.

Se qualcuno nella sala non fosse convinto, Obama invece ha detto di avere le idee chiare e ha riaffermato la fiducia dell'America nel futuro. “Noi diffondiamo speranza invece di paura. Noi vediamo il futuro non come qualcosa che è fuori dal nostro controllo, ma come qualcosa che possiamo plasmare nel migliore dei modi attraverso uno sforzo deciso e collettivo”.

Il Presidente degli Stati Uniti si è presentato di fronte l’istituzione che promuove la pace nel mondo, chiedendo ai paesi di sostenerlo nella guerra ai terroristi del Medio Oriente. La diplomazia su di loro non basterebbe, Obama è convinto che “con questi rappresentanti del male l’unico linguaggio utilizzabile è quello della forza”. Tuttavia, specifica che "non  è una guerra all'Islam. L'Islam insegna la pace".

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Il mondo si trova ad affrontare il problema terrorismo perché, dice Obama, le Nazioni Unite hanno fallito nella loro missione: “Non abbiamo investito abbastanza nella capacità delle nazioni di svilupparsi. E non abbiamo affrontato con decisione intolleranza, settarismo e la mancanza di speranza che alimenta gli estremismi”.

E aggiunge: "Noi rigettiamo il concetto di scontro tra civiltà. Credere nella guerra di religione permanente è un rifugio degli estremisti che non possono costruire o creareniente. Sanno solo diffondere fanatismo e odio. Non è esagerato dire che il futuro dell'umanità dipende da noi uniti contro coloro che ci dividono in tribù, setta, razza e religione".

Obama all'assemblea generale ha detto chce bisogna smetterla di giustificare i clerici che incitano all'odio contro ebrei, cristiani, musulmani. "Nessun bambino nasce odiando e nessuno in nessu posto al mondo dovrebbe essere educato a odiare le altre persone". 

Bisogna quindi tagliare i fondi all'istruzione che alimentano questo odio, "è il momento di dire basta all'ipocrisia e a coloro che accumulano ricchezze grazie all'economia globale – ha detto Obama – e poi destinano questi fondi a insegnare ai bambini a demolire tutto".

È possibile utilizzare la diplomazia invece in altri contesti, come l’Ucraina e l’Iran. Il Presidente vede soluzioni politiche e non militari in Ucraina, dove “l’aggressione russa ha messo in discussione il nuovo ordine mondiale” creato dopo la seconda guerra mondiale con la nascita dell’ONU.  “L’America è al fianco della popolazione ucraina e vuole aiutarla a trovare a pace – ha ribadito Obama – Crediamo che quella gente dovrebbe essere in grado di scegliere il proprio futuro”.

La diplomazia viene risparmiata anche in terra di Rohani. “Vogliamo mandare un messaggio storico all’Iran: – ha detto il Presidente americano – non lasciarti sfuggire quest’opportunità, possiamo trovare insieme la soluzione al tuo fabbisogno energetico, assicurando al mondo che si tratta di un programma di pace”.

L’avvicinamento di Washington con Teheran rappresenta una novità in grado di cambiare il corso della storia diplomatica tra i due paesi. Se i due leader dovessero incontrarsi questa settimana sarebbe una novità assoluta. Un leader iraniano non si incontra con il corrispettivo americano da più di trent’anni.

Oggi pomeriggio il Consiglio di Sicurezza adotterà una risoluzione che sottolinea la responsabilità degli Stati di opporsi all’estremismo violento. Lo ha annunciato Obama e ha avvertito che “le risoluzione devono essere seguite da impegni concreti”.

 L’appuntamento del Presidente degli Usa è stato fissato all’anno prossimo, quando inizierà una campagna contro le ideologie degli estremisti, “che eliminerà l’intolleranza dalle scuole, fermerà i radicalismi prima che si diffondano e promuoverà istituzioni e programmi che costruiscano ponti di comprensione”, ha detto il Presidente degli Stati Uniti d’America.

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