Cerca

OnuOnu

Consiglio di sicurezza ONU su terroristi stranieri: passa una risoluzione poco garantista

Wide view of the Security Council at its summit held at the level of Heads of Government to address the threat posed by foreign terrorist fighters. UN Photo/Mark Garten

Wide view of the Security Council at its summit held at the level of Heads of Government to address the threat posed by foreign terrorist fighters. UN Photo/Mark Garten

E' passata all'unanimità la risoluzione vincolante del Consiglio di Sicurezza dell'ONU che ha come obiettivo la prevenzione e il contrasto del fenomeno dei cosiddetti "combattenti stranieri" nelle file delle organizzazioni terroristiche. Un testo unico, ma ricco di insidie. Dov'è il confine tra terrorismo e dove il diritto?

 

Il Consiglio di Sicurezza speciale sul terrorismo all’ONU mercoledì è iniziato poco dopo la notizia della decapitazione dell’ostaggio francese da parte dell’ISIS in Algeria. Immediata la condanna da parte di tutto il consiglio che ha ricordato “l’atroce e codardo delitto di Hervé Gourdel”, sottolineando che si tratta di “un’ulteriore testimonianza della barbarica brutalità degli affiliati dello Stato Islamico”, conosciuto come ISIS e ISIL.

Al summit, convocato durante la settimana dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e presieduto dal Presidente degli Stati Uniti Barack Obama, i 15 stati membri hanno votato all’unanimità una risoluzione vincolante che segna un nuovo corso nella lotta contro il terrorismo. In particolare, il testo è rivolto a contrastare le persone che da ogni parte del mondo si arruolano nelle fila dei gruppi estremisti come ISIL, Al-Nusrah e altri movimento legati a Al-Qaida.

 “Il mondo è testimone della drammatica evoluzione della natura della minaccia terroristica – ha detto il Segretario Generale dell’ONU Ban Ki-moon – Nell’ultimo anno, gli attacchi terroristici hanno ucciso, mutilato e costretto alla fuga molte migliaia di civili, la gran parte dei quali Musulmani dell’Afghanistan, Somalia, Nigeria, Iraq, Libia e Mali”.

Il fenomeno dei terroristi stranieri non è nuovo, ma si è intensificato negli ultimi anni. “La nostra intelligence – ha spiegato Obama – ha stimato che più di 15 mila i terroristi stranieri, provenienti da più di 80 paesi sono andati a combattere in Siria nel corso degli ultimi anni”. Tra questi ci sono più di 2 mila cittadini europei e 100 americani.

Il Primo Ministro del Regno Unito David Cameron ha parlato di 500 cittadini britannici che si sono uniti ai movimenti terroristici in Iraq e Siria. Gli ostaggi recentemente ammazzati dall’ISIL sono caduti per mano di un boia dall’apparente accento britannico.

Cinquantuno le nazioni presenti in questo speciale Consiglio di Sicurezza, tra queste oltre agli Stati Membri c’erano paesi come l’Iran, gli Emirati Arabi, la Siria, il Belgio, la Spagna, la Norvegia. Non c’era l’Italia, ovvero non era iscritta a parlare. Piuttosto strano il fatto: c'è per esempio anche il Vaticano. L'Italia, inrealtà,  era presente dentro il Consiglio di Sicurezza, con la ministra degli Esteri Federica Mogherini, che seppure impegnata in un'altra conferenza ha ascoltato dentro il Consiglio il presidente Obama.

Renzi mercoledì pomeriggio era impegnato a rilasciare interviste nelle redazioni del Wall Street Journal e del New York Times.

La risoluzione votata in Consiglio di Sicurezza, che Obama ha definito “storica”, ha stabilito che gli Stati Membri devono “prevenire e reprimere il reclutamento, l’organizzazione, il movimento e l’armamento di individui che si spostano da uno stato di residenza all’altro con l’obiettivo di perpetrare, pianificare o preparare azioni terroristiche o finanziarne le attività”.

La risoluzione intensifica e velocizza lo scambio di informazioni  sulle azioni o sui movimenti dei terroristi, inclusi i cosiddetti “combattenti stranieri”. Nessuna azione militare quindi, ma piuttosto un coordinamento tra stati per combattere gli estremisti, di qualsiasi nazionalità essi siano. Attualmente in molti stati spostarsi in Siria o Iraq per unirsi ai gruppi terroristici non è reato.

Sebbene si tratti della prima azione di stampo internazionale e nonostante sia vincolante, i paesi sono obbligati a rispettarla, la risoluzione pecca ancora di debolezza. Non si sa ancora come faranno i paesi a individuare effettivamente chi è un terrorista e chi no, dov’è il confine tra la vacanza per turismo e la “vacanza per terrorismo”, quali sono le organizzazioni terroristiche che potrebbero essere coinvolte visto che nel testo sono indicate solo le più note. Ad esempio per gli Stati Uniti Hamas è un’organizzazione terrorista, mentre per altri no.

Il testo votato mercoldì sarà molto difficile da interpretare. Ciò significa che c’è il rischio di aumentare i casi di arresto per terrorismo di innocenti, facili da accusare, sempre più difficili da scagionare.

Iscriviti alla nostra newsletter / Subscribe to our newsletter