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L’ONU per l’ebola ha due parole chiavi per arrestare l’epidemia: cooperazione e rapidità

Un banner informativo in Liberia - Foto: WHO/C. Banluta

Un banner informativo in Liberia - Foto: WHO/C. Banluta

Ban Ki-moon rivolgendosi ai leader mondiali, durante una riunione di alto livello sul terribile virus che sta continuando a mietere vittime nell’Africa occidentale, ha ribadito l’importanza di una azione rapida e congiunta.

 

Il segretario generale dell’ONU benché si sia già pronunciato nei giorni scorsi sull’epidemia di ebola che sta sconvolgendo socialmente, economicamente e finanziariamente Guinea, Liberia e Sierra Leone, ha esortato durante una riunione speciale in merito, tutti i leader a cooperare insieme e ad agire al più presto per contenere e arrestare il virus.

L’attuale epidemia è la più ampia e seria che si sia mai vista. Non si tratta più di una semplice crisi sanitaria ma bensì di una emergenza complessa con gravi effetti a livello economico, umanitario e politico ma anche per quanto riguarda la sicurezza. L’ONU ha rivestito un ruolo chiave nella ripresa dell’Africa occidentale e pertanto non si può permettere che l’ebola spazzi via un decennio di progressi in questi paesi oggi fortemente colpiti dal virus. È proprio a tal fine, che le Nazioni Unite assieme all’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) hanno annunciato la scorsa settimana, la creazione dello UN Mission for Ebola Emergency Response (UNMEER), la prima missione di emergenza sanitaria che sia mai stata creata dall’ONU ovviamente in sinergia con il WHO.

Moltissimi i leader mondiali che come anche il presidente Obama hanno preso parte a questo meeting di alto livello a margine della 69esima Assemblea Generale dell’ONU, inclusi i presidente della Guinea, Alpha Condé e via teleconferenza i rispettivi Presidenti di Liberia e Sierra Leone, ovvero Ellen Johnson Sirleaf ed Ernest Bai Koroma.

Ban Ki-moon ha sottolineato sin dall’inizio del suo discorso, che solo un intervento immediato potrà portare a dei risultati concreti, evidenziando anche che le Nazioni Unite hanno già ricevuto 4.000 applicazioni in sole 24 ore da parte di professionisti per poter partecipare allo UNMEER e portare il proprio sostegno ed esperienza sul campo.

La direttrice generale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO), Margaret Chan, durante il suo intervento ha dichiarato: "Ogni giorno, ogni minuto, è fondamentale. Dobbiamo parlare, ma abbiamo anche bisogno di agire con rapidità ed efficienza e in modo tale da colpire pesantemente questo virus”.

Contemporaneamente nell’Assemblea Generale, a due riprese, anche il presidente ghanese John Dramani Mahama e il presidente della Repubblica Democratica del Congo, Joseph Kabila hanno chiamato la comunità internazionale all’azione congiunta, sottolineando inoltre che “l’ebola è un problema di tutti perché è una malattia che non conosce confini”.

Il presidente USA, Barack Obama, nel suo intervento ha chiesto a tutti i governi di dare il proprio contributo al più presto: “E' una maratona ma dobbiamo correre come se fosse uno sprint. Ecco perché è importante che tutti contribuiscano”, aggiungendo che venerdì, la Casa Bianca ospiterà 44 paesi per un summit sulla sicurezza sanitaria globale.

Obama

Discorso di Obama durante il meeting di alto livello

Di rilievo è stato l’atteso discorso di Ellen Johnson Sirleaf, Presidente della Liberia (lo stato più colpito dall’epidemia) la quale rievocando che il suo paese è riuscito a riemergere da anni di guerra civile, oggi si trova di fronte ad una nuova e terribile sfida. “Grazie al supporto di molti di voi, stiamo intensificando la nostra risposta al virus, soprattutto in termini di prevenzione”, ha detto Ellen Johnson ricordando quanto siano fondamentali i partenariati durante queste crisi sanitarie ed umanitarie.

Tra gli speaker, vi era presente anche il presidente della Banca Mondiale, Jim Yong Kim, il quale basandosi su quanto affermato dal Consiglio di Sicurezza, ha avvertito delle conseguenze che potrebbero minacciare la pace e la sicurezza se non si affronta per tempo l'epidemia in Africa. "Stiamo parlando di un potenziale tracollo per questo continente", ha affermato Kim, mentre evidenziava che la Banca Mondiale dovrebbe impegnare 400 milioni di dollari per l’Ebola Response in Africa occidentale.

Come si è riscontrato da questa riunione, sembrerebbe che tutti si stiano dando da fare passando per i circa 2.000 volontari tedeschi per combattere il virus, al vaccino sul quale il Giappone sta lavorando e il rapido invio di medici da parte di Cuba, tanto per citare alcuni esempi di cooperazione internazionale.

Tuttavia il sostegno a questa causa ha visto subito dopo il meeting formale, l’attore britannico Idris Elba – la cui famiglia proviene dal Sierra Leone – lanciare un messaggio per galvanizzare il sostegno contro l’epidemia, elogiando gli operatori sanitari che stanno quotidianamente rischiando la propria vita.

Idris Elba

L’attore Idris Elba e Ban Ki-moon

Ad oggi, l’ebola ha colpito 6.263 persone e ne ha uccise 2.917, secondo le statistiche ufficiali del 21 settembre, segnalate al WHO dai ministeri della salute in Guinea, Liberia, Nigeria, Senegal e Sierra Leone. Purtroppo gli esperti prevedono che il numero aumenterà esponenzialmente a meno che il virus non venga contenuto e controllato. Tuttavia bisogna porre l'accento sul fatto che già una prima risposta contro l'epidemia è stata fornita da quelle organizzazioni, ONG e fondazioni come ad esempio Medici senza Frontiere, Croce Rossa Internazionale, Sirleaf Market Women's Fund e tantissime altre che si sono subito attivate e che continuano a lavorare senza sosta per salvare sotto ogni aspetto quante più vite umane sia possibile. 

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