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ONU: : Ban Ki-moon torna dal Medio Oriente ma il suo incubo resta Ebola

Foto ONU/Mark Garten

Foto ONU/Mark Garten

Di ritorno dal suo viaggio in Israele, Gaza ed Egitto il Segretario Generale dell'ONU Ban Ki-moon ha fatto il punto della situazione con i giornalisti, ma ha ribadito come la maggiore preoccupazione resti Ebola. La cravatta viola, invece, la indossava per solidarietà al mondo gay

Ban Ki-moon, Segretario Generale delle Nazioni Unite, non sembra affatto rassicurato dalla sua recente visita di una settimana in Medio Oriente, svoltasi col fine di sincerarsi personalmente di quanto critica e fervente sia la situazione in quelle aree. “Ho riportato un duplice messaggio: non lesinare sforzi per ricostruire Gaza – e non lesinare il tempo di far ripartire i colloqui di pace " – ha dichiarato durante una conferenza stampa al Palazzo di Vetro, incoraggiando la comunità internazionale a sforzarsi in tal senso – “Ho visto un’intera comunità distrutta e un’economia in rovina”. In occasione della conferenza tenutasi in questi giorni al Cairo con lo scopo di mettere insieme i fondi per la ricostruzione, sono stati raccolti dai Paesi solidali 5.4 miliardi di dollari, ma è necessario, come sollecitato dal Segretario Generale, che questi si traducano in assistenza tangibile.

Preoccupante e drammatica resta anche la situazione in Siria: “Ancora una volta chiedo misure per prevenire un massacro e proteggere i civili a Kobane”  – prega Ban Ki-moon, ricordando che tra i problemi dei civili stremati dalla situazione non c’è solo l’ISIS – “Ricordiamoci che i civili sono in pericolo imminente in tutta la Siria. Oltre alla barbarie di ISIL, o Da'ish, il governo siriano continua ad attaccare indiscriminatamente aree popolate, anche con le bombe a botte”. Il rimprovero è espressamente diretto alla strategia militare di Assad, che neanche per un attimo ha smesso di assaltare la popolazione civile, rinfervorando gli spiriti dei Paesi che fanno pressione affinché la comunità internazionale prenda parte al fianco dell’opposizione moderata.

La crisi più urgente e globale, però, si chiama Ebola. Gli ultimi dati forniti dall'Organizzazione Mondiale della Sanità delle Nazioni Unite (OMS) indicano un totale di 8.997 casi in sette paesi [Guinea, Liberia, Sierra Leone i più colpiti, Nigeria, Senegal, Spagna e Stati Uniti] e 4493 decessi. La malattia ha chiesto il sacrificio umano degli operatori sanitari che si sono adoperati nelle aree interessate per portare assistenza, con 427 infetti e 236 morti. I dati mostrano come i casi stiano raddoppiando ogni quattro settimane, con conseguenze allarmanti per la rapidità di diffusione del virus. La dottoressa Isabelle Nuttall, direttore dell'OMS per Capacità, Allarme e Risposta Globale, ha detto in conferenza stampa a Ginevra che il numero di casi è previsto raggiunga i 9000 questa settimana, mentre quello di morti arriverà a 4.500.

"Decine di Paesi stanno mostrando la loro solidarietà” – ha dichiarato il Segretario Generale – Ma abbiamo bisogno di trasformare le promesse in azione. Abbiamo bisogno di più medici, infermieri, attrezzature, centri di cura e di capacità MedEvac". Ban Ki-moon ha poi fatto appello alla comunità internazionale per fornire 1 miliardo di dollari che consentiranno all'ONU e partner di andare avanti e raggiungere l'obiettivo di ridurre il tasso di trasmissione entro il primo Dicembre.

Infine, il Segretario Generale ha richiamato l’attenzione sulla sua cravatta, di colore viola, in solidarietà alla comunità gay e lesbo per la lotta al riconoscimento dei loro diritti nel mondo. “La scelta è stata fatta per lo ‘Spring Day’, che viene osservato negli Stati Uniti e in molti altri Paesi come un giorno di solidarietà con giovani lesbiche, gay, bisessuali e transgender, che affrontano il bullismo e la discriminazione – ha sostenuto – le Nazioni Unite continueranno a parlare contro l'omofobia e a parlare in favore dei diritti umani di tutte le persone LGBT”.

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