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La Convenzione internazionale dell’ONU per la difesa dei bambini compie 25 anni, ma ancora…

Anthony Lake, Direttore esecutivo dell'UNICEF, ieri al Palazzo di Vetro

Anthony Lake, Direttore esecutivo dell'UNICEF, ieri al Palazzo di Vetro

Con ben 194 paesi firmatari, la Convenzione per la Difesa del Fanciullo é il trattato internazionale sui diritti umani che ha ottenuto il piú vasto consenso nella storia delle Nazioni Unite. Ieri con l'UNICEF al Palazzo di Vetro si è celebrato il documento, tuttavia nella breve lista dei tre paesi che si sono rifiutati di ratificarlo c'é né uno che non ci si aspetterebbe mai di trovare

 

Giovedì 20 novembre le Nazioni Unite hanno celebrato il venticinquesimo anniversario della ratifica della Convenzione dei Diritti del Bambino adottata nel 1989 da ben 194 paesi, un numero che rende questo trattato sui diritti umani quello che ha raccolto il piú vasto consenso internazionale nella storia delle Nazioni Unite.

Un interessante appunto su questo aspetto é che, malgrado il gran numero di paesi che hanno sottoscritto l'accordo iniziale nel 1989, tre nazioni si sono rifiutate di ratificarlo: la Somalia, il Sudan Meridionale e gli Stati Uniti d'America!

Questo incomprensibile rifiuto da parte degli Stati Uniti di ratificare un trattato cosí basilare che persino la Corea del Nord ha firmato nel 1990, si ricollega alla tradizionale isteria della Destra conservatrice americana diffidente per principio verso tutto ció che proviene dalle Naizoni Unite e terrorizzata dallo spauracchio di una possibile ingerenza statale negli affari familiari come quelli relativi all'educazione dei minori.

Non é un caso quindi che in occasione del venticinquesimo anniversario della Convention, celebrato individualmente da molte delle delegazioni straniere al Palazzo di Vetro, quella americana abbia convenientemente mantenuto un basso profilo nel corso di tutta la giornata dedicata a questo evento.

L'imbarazzo, palpabile tra i diplomatici statunitensi, é stato ulteriormente accentuato dalla proiezione avvenuta il giorno precedente, del documentario "Kids for Cash" scritto, prodotto e diretto da Robert May e che descrive con efficacia il torbido legame tra la politica di "zero tolerance" adottata da alcuni giudici americani e l'organizzazione privata a scopo di lucro di molti istituti penali statunitensi.

Per marcare degnamente l'anniversario, il presidente dell'Assemblea Generale Sam Kutesa ha presieduto un incontro al quartier generale dell'ONU con i paesi firmatari ribadendo la necessitá di mantenere alto l'impegno della comunitá internazionale affinché ogni bambino, in ogni angolo del pianeta, conservi il diritto ad un infanzia dignitosa e felice. "I bambini costituiscono il mattone fondamentale dell'edificio umano – ha dichiarato Kutesa – senza il quale non riusciremo mai ad ottenere il futuro che vogliamo. Il rafforzamento delle opportunitá ricevute nel corso dell'infanzia sono l'unica garanzia affinché i giovani diventino adulti responsabili e produttivi. Un processo virtuoso dal quale é l'intera societá a trarre vantaggio".

Naturalmente non poteva mancare per l'occasione una dichiarazione del Segretario Generale dell'ONU Ban Ki-moon (che era impegnato a Washington) che é stata letta a suo nome all'assemblea dal Direttore Esecutivo dell'UNICEF Anthony Lake.

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Lake ha dichiarato con tutta la forza brutale dei numeri che "mentre il problema della mortalitá infantile é migliorato drammaticamente, in particolare quello relativo al numero di bambini che superano la soglia dei cinque anni d'etá, le condizioni di vita non sono molto migliori per i 17,000 bambini che muoiono ogni giorno per cause prevenibili". Lake ha continuato affermando che "troppo spesso, i progressi raggiunti nella salvaguardia dell'infanzia vengono misurati con medie statistiche che presentano un quadro incompleto e approssimativo della situazione reale e che non tengono in considerazione tragedie come quelle dei conflitti armati che coinvolgono i minori, la mancanza di strutture educative e l'incidenza di malattie debilitanti come l'Ebola, che oltre a colpire direttamente i minori lasciano anche molti bambini orfani e, pertanto, a rischio di finire nelle mani di individui e organizzazioni senza scrupoli. Ma, a dispetto del sussistere di questi problemi – ha continuato Lake – spetta a noi mostrare ad ogni fanciullo l'aspetto piú positivo dell'umanitá: cooperazione invece di conflitto; umanitá invece dell'odio e riconciliazione invece di rivalsa".

Alle dichiarazioni di Lake, sono seguite quelle di Ivan Simonovic, Assistente del Segretario Generale per i Diritti Umani, il quale ha ribadito che, malgrado i progressi raggiunti, resta ancora molto da fare: "Questo é il momento ideale per ribadire l'impegno ai valori fondamentali della Convenzione e alla sua piena attuazione. Il nostro futuro come societá dipende interamente sul modo in cui trattiamo la nostra infanzia".

In aggiunta alle voci di svariati bambini giunti da varie parti del mondo, la celebrazione dell'anniversario é stata completata anche da un progetto musicale intitolato IMAGINE al quale sono intervenuti artisti come Yoko Ono, Katy Perry, Angélique Kidjo, Daniela Mercury, Priyanka Chopra e Yuna Kim. Il progetto é stato lanciato in coincidenza con la pubblicazione da parte dell'UNICEF del rapporto sullo Stato dell'Infanzia Mondiale (il video del concerto in basso).

Alla riunione é seguito anche un simposio che ha tirato il bilancio dei venticinque anni dalla ratificazione della Convenzione sui Diritti del Bambino e che é stato moderato dalla regina Silvia di Svezia.

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