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Per i diritti delle donne, l’ONU e la Benetton vestono New York di arancione

Le Nazioni Unite illuminate di arancione per la campagna Orange YOUR Neighbourhood anti-violence campaign for the International Day to End Violence against Women (Foto ONU/E. Debebe)

Le Nazioni Unite illuminate di arancione per la campagna Orange YOUR Neighbourhood anti-violence campaign for the International Day to End Violence against Women (Foto ONU/E. Debebe)

Con due tra i più iconici grattacieli di New York simbolicamente "colorati" per l'occasione di arancione, è stata inaugurata ieri nella Grande Mela la Giornata Internazionale dell'ONU per l'Eliminazione della Violenza contro le Donne; una partnership tra le Nazioni Unite e l'azienda italiana Benetton che conferma il suo impegno verso la responsabilitá sociale a favore di grandi cause

 

"Una donna non si tocca neanche con un fiore" dice l'antico adagio anche se in realtá, ancora oggi, in molte parti del mondo la realtà è molto diversa.

Secondo le cifre fornite dall'agenzia dell'ONU, UN Women, nel 2013 ben il 35% delle donne in tutto il mondo ha subito, in una forma o nell'altra, violenza di natura fisica, psicologica o sessuale e in alcuni paesi questa cifra raggiunge addirittura il 70%.

Sempre secondo questi dati, ci sono in tutto il mondo circa 64 milioni di spose-bambine tra le quali, quasi la metá ha dichiarato di aver preso marito ben prima di aver raggiunto i diciotto anni di etá.

Donne e ragazze inoltre, rappresentano il 55% dei 21 milioni di persone che sono vittime di sfruttamento sul lavoro e il 98% dei 4,5 milioni di vittime di abusi sessuali.

Cifre agghiaccianti contro le quali le Nazioni Unite hanno deciso di mobilitarsi con una serie di iniziative che partono proprio da New York e si estenderanno in altri paesi nel corso delle prossime settimane. Il tutto con il sostegno di un partner italiano di grande prestigio: la Benetton, un'azienda che si è guadagnata una meritata notorietà globale per aver improntato le proprie campagne pubblicitarie intorno ai temi piú caldi dell'impegno sociale.

La campagna parte oggi in occasione della Giornata Internazionale dell'ONU per l'Eliminazione della Violenza contro le Donne e vuole ricordare al mondo che "le donne non debbono più pagare con il disagio, la sofferenza o la vita, la scelta di essere sé stesse e non quelle che i loro partner, gli uomini, la religione o la società vorrebbero che fossero".

Per trasmettere questo nuovo messaggio, la United Colors of Benetton, si é affidata a Fabrica, il centro di ricerca sulla comunicazione finanziato dallo stesso Gruppo Benetton e nato nel 1994 su iniziativa di Luciano Benetton e del fotografo Oliviero Toscani. Fabrica è responsabile dell'ideazione e della realizzazione di un video (vedi sotto) che è stato presentato al Palazzo di Vetro lunedì sera e che, nella migliore tradizione del gruppo, mostra immagini forti e di grande impatto emotivo che si ricollegano in maniera originale e creativa proprio all'idea che "le donne non si toccano neanche con un fiore" anche se, come è stato rivelato a La VOCE dal responsabile crativo della campagna Erik Ravelo, il parallelo è solo una coincidenza poiché l'artista cubano, al momento della realizzazione del video, non era a conoscenza del proverbio italiano.

Secondo i responsabili della Benetton, questa nuova campagna segna l'ingresso in una nuova fase dell'attività sociale del gruppo e che si potrebbe definire come un passaggio dalla "social awareness" (consapevolezza sociale) al "social engagement", vale a dire ad un tentativo di influenzare concretamente e positivamente la realtá con iniziative specifiche.

A questo proposito, a partire da oggi, la fondazione UNHATE, il cuore dell'impegno sociale del Gruppo Benetton, aprirà la sua piattaforma digitale ai contributi dei giovani compresi tra i 18 e i 30 anni provenienti da tutto il mondo che potranno presentare idee e notizie che vorrebbero vedere attuate in realtà e divenire priorità tra le iniziative di sviluppo sociale delle Nazioni Unite. Tra le cento notizie più cliccate, dieci saranno selezionate dalla UNHATE Foundation e trasformate in progetti da realizzare sul territorio nel 2015.

Il 25 novembre segna anche l'inizio dei cosiddetti Orange Days, un periodo di sedici giorni di attivismo contro la violenza sulle donne durante i quali il colore arancione, indossato o ostentato in altri modi, sará utilizzato come simbolo di adesione ai principi fondamentali della campagna.

UN Empire

Da sin. l’attrice americana Teri Hatcher, il Segretario Generale dell’ONU Ban Ki-moon, la direttrice di UN Women Phumzile Mlambo-Ngcuka e la moglie di Ban, Yoo Soon-taek all’Empire State Building (Foto ONU, Rick Bajornas)

A New York, gli Orange Days sono iniziati con due manifestazioni in due luoghi simbolo della città. La prima si è tenuta nel pomeriggio all'Empire State Building, il grattacielo che per l'occasione è stato "colorato" di arancione dai riflettori che, di tanto in tanto, ne adattano il look all'occasione del momento. Più tardi, in serata, è stato lo stesso Palazzo di Vetro dell'ONU a ricevere lo stesso trattamento proprio in coincidenza con il ricevimento che si è tenuto al suo interno per celebrare la Giornata Internazionale della Violenza Contro le Donne.

In occasione dell'evento all'Empire State Building, il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, ha dichiarato che "… è ora di mettere fine a questa vergogna globale ed è ora che tutti facciano la loro parte: i diritti delle donne non sono solo una responsabilitá delle donne".

Ban Ki-moon è stato affiancato all'inaugurazione dell'evento dal Direttore Esecutivo dell'agenzia ONU UN-Women, Phumzile Mlambo-Ngcuka, dalla sua consorte Mrs. Yoo Soon-taek e dall'attrice americana Teri Hatcher.

Questo stesso gruppo, senza Ban ma con il vice Segretario dell'ONU Jan Eliasson, ha fatto anche gli onori di casa in serata al Palazzo di Vetro illuminato di arancione per l'occasione.

A questo ricevimento, sono intervenuti naturalmente anche gli esponenti della Benetton tra i quali, Gianluca Pastore, responsabile delle comunicazioni del gruppo, che ha preso la parola evidenziando le potenzialitá insite nella simbiosi tra soggetti governativi o internazionali e quelle aziende private che hanno fatto della responsabilitá sociale il loro cavallo di battaglia come è appunto il caso dell'azienda veneta.

Pastore ha ricordato proprio questa tradizione di impegno civile della Benetton e ha ribadito l'importanza del coinvolgimento dei giovani nell'attuazione di tutti i cambiamenti sociali.

Al termine dell'evento, il Direttore Esecutivo dell'agenzia ONU UN-Women, Phumzile Mlambo-Ngcuka si è soffermata con La VOCE e ha dichiarato che, al momento, la sfida logistica più formidabile per la sua agenzia (che è anche una delle più giovani all'interno dell'ONU) è quella legata ai finanziamenti necessari all'attuazione di tutte le iniziative che l'agenzia stessa ha intenzione di promuovere. "Se mi chede di cosa UN-Women abbia bisogno, più di ogni altra cosa la risposta è semplice: soldi!" ha detto con franchezza la Mlambo-Ngcuka che ha aggiunto: "Al di là dell'acquisizione dei fondi operativi, ciò su cui stiamo lavorando più alacremente è l'allargamento delle possibili partnership". E su questo punto la Direttrice di UN-Women ha chiamato in ballo Benetton: "La nostra collaborazione con la casa d'abbigliamento italiana Benetton è un esempio lampante di ciò che diventa possibile quando un'agenzia come la nostra combina le sue forze e le sue risorse con quelle del settore privato". Una formula che ha funzionato in passato e che è ora un modello operativo per il futuro.

 

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