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Anche l’ONU prede posizione sulle tragedie di Ferguson e Staten Island

Le decisioni di non incriminare gli agenti di polizia coinvolti rispettivamente negli omicidi di Michael Brown a Ferguson, in Missouri e di Eric Garner a Staten Island, New York, hanno spinto anche le Nazioni Unite a prendere posizione.  Il sindaco di New York Bill de Blasio, ha annunciato di voler varare un nuovo programma di formazione al quale tutti gli agenti di polizia della cittá dovranno sottoporsi 

 

Le decisioni, susseguitesi a pochi giorni di distanza l'una dall'altra, di non incriminare gli agenti di polizia coinvolti rispettivamente negli omicidi di Michael Brown a Ferguson, in Missouri e di Eric Garner a Staten Island, New York, hanno spinto anche le Nazioni Unite a prendere posizione sull'argomento.

Il Segretario Generale Ban Ki-moon infatti, ha invitato le autoritá americane a "fare quanto piú possibile per accertare eventuali responsabilità delle forze dell'ordine nei fatti recenti."

Al briefing di giovedi con la stampa inoltre, il portavoce Stéphane Dujarric ha dichiarato: "Noi naturalmente siamo molto attenti a quanto accade dietro l'angolo" riferendosi al fatto che la sede generale dell'ONU si trova sul territorio americano, e ha aggiunto che il Segretario Generale si sente vicino ai familiari di Mr. Garner e a tutti i newyorchesi in un momento difficile come quello attuale.

Commentando l'annuncio del Ministero della Giustizia americano che sarebbe in procinto di aprire un'indagine sul caso, Mr. Dujarric ha continuato confermando che "L'iniziativa verterá sulle responsabilitá delle forze di polizia".

Ma se da una parte le Nazioni Unite hanno puntato l'indice contro il ripetersi di queste tragedie e contro le circostanze che sarebbero alla base del loro verificarsi, dall'altra Mr. Dujarric ha anche voluto precisare che mentre lo sdegno dell'opinione pubblica é comprensibile e giustificato, il Segretario Generale vuole assicurarsi che "le molte manifestazioni che si stanno verificando in queste ore a New York rimangano pacifiche e che la polizia deve rispettare il diritto dei cittadini a protestare".

Queste dichiarazioni da parte degli alti funzionari dell'ONU, segue quelle giá accennate la scorsa settimana, dopo gli eventi di Ferguson, in Missouri, dove un Grand Giurí ha deciso di scagionare il poliziotto responsabile della morte del diciottenne di colore Michael Brown.

Mentre la decisione di Ferguson é stata a causa di violente manifestazioni in Missouri, l'analoga decisione presa mercoledì a Staten Island, finora non ha provocato reazioni di paragonabile violenza.

Ma giá la settimana scorsa Zeid Ra'ad Al Hussein, il responsabile dell'agenzia dell'ONU sui diritti umani, aveva espresso preoccupazione per il continuo ripetersi di analoghi episodi di violenza e per "lo sproporzionato numero di Afro-americani che finiscono col perdere la vita dopo essere venuti a contatto con le forze di polizia; che languono nelle prigioni americane o che sono in attesa di essere giustiziati".

"E' chiaro – ha continuato Mr. Al Hussein – che in vasti segmenti della popolazione esiste al momento una grande sfiducia nel senso di equitá e di imparzialitá del sistema giudiziario americano".

Nel frattempo, in aggiunta all'indagine lanciata dal Ministero della Giustizia del governo federale, il sindaco di New York Bill de Blasio, ha annunciato di voler varare un nuovo programma di formazione della durata di tre giorni, al quale tutti gli agenti di polizia della cittá di New York dovranno sottoporsi per migliorare le relazioni della polizia con la comunitá ed evitare ulteriori situazioni come quelle che hanno condotto alla morte di Eric Garner.

 

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