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Ban Ki-moon e lo spettro neo-nazi che si aggira per l’Europa

Il Segretario Generale dell'ONU Ban Ki-moon con il suo portavoce Stéphane Dujarric durante la conferenza stampa (Foto ONU/Mark Garten)

Il Segretario Generale dell'ONU Ban Ki-moon con il suo portavoce Stéphane Dujarric durante la conferenza stampa (Foto ONU/Mark Garten)

Alla conferenza stampa di fine anno del Segretario Generale delle Nazioni Unite, nella routine delle solite parole sulle crisi mondiali, Ban Ki-moon suona un nuovo allarme: nel 2015 sarà un imperativo dell'ONU fermare quei "partiti di estrema destra che si scagliano contro le minoranze e i migranti...". Ma ormai chi si accorge di quello che dice Ban?

 

 

E' raro che il Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon riesca a rimanere per qualche minuto al centro dell'attenzione delle notizie. Poi se, come è accaduto questo mercoledì, si presenta a mezzogiorno davanti ai corrispondenti dell'ONU per la conferenza stampa di fine anno, proprio quando Barack Obama sta contemporaneamente avvertendo gli americani che è ora di mettere una pietra sopra la "guerra fredda" con Cuba, ecco che le parole di Ban risultano più vaghe e inutili del solito. 

Infatti i giornalisti corrispondenti dal Palazzo di Vetro, durante la conferenza stampa non hanno dato peso al fatto che tra i dati sull'ambiente con i risultati della conferenza di Lima, e i soliti vuoti appelli alla pace su Siria, Sud Sudan, Ucraina, conflitto israelo-palestinese etc, finalmente Ban Ki-moon avesse detto qualcosa di inedito e forte. No, non era stato l'annuncio che sarebbe partito la sera stessa per l'Africa occidentale per visitare personalmente i paesi colpiti da Ebola (Liberia, Sierra Leone, Guinea, Mali). Meglio tardi che mai, qualcuno potrebbe anche dire. Ma è stato quando Ban Ki-moon, leggendo il suo discorsetto durato dieci minuti, ad un certo punto ha detto:

"L'anno 2015 deve essere il tempo per l'azione globale. Vorrei mettere in risalto quattro imperativi… " E quindi giù con la prevedibile carrellata  sullo sviluppo sostenibile e il cambiamento climatico, la guerra civile in Siria da fermare entro il 2015… Ma ecco che al terzo imperativo, Ban, col suo pessimo accento inglese che lo rende quasi incomprensibile, sussurra: "Third, we must do more to counter extremism and the rise of far-right political parties that target minorities, migrants and in particular Muslims." (Terzo, dobbiamo fare di più per contrapporci all'estremismo e all'ascesa di partiti d'estrema destra che s scagliano contro le minoranze, i migranti e in particolare i musulmani).

Ora, quasi nessuno in quel momento sembrava essersi accorto di questo inedito "terzo imperativo" che le Nazioni Unite dovrebbero avere nei suoi propositi per il 2015. Ban Ki-moon lo ha detto così, senza cambiare tono della voce, insomma come se ripetesse una delle solite frasi, tra il riportare la pace in Siria e salvare i bambini in Sud Sudan… E invece no. In quel passaggio del discorso, c'era un segnale nuovo di preoccupazione e che finalmente vedeva il Segretario dell'ONU puntare contro qualcosa di preciso: "Partiti dell'estrema destra…". 

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Di quale paese stava parlando Ban Ki-moon? Con chi ce l'aveva in particolare? Con la Francia di Le Pen?Oppure non proveniva da un paese in particolare, ma dall'Europa in generale il terzo pericolo per il 2015? Già, dove crescevano questi partiti di estrema destra anti immigrati? Soprattutto anti immigrati islamici?

In Francia, Danimarca, Olanda, Regno Unito, ma anche Italia, Grecia… Insomma potrebbero essere tanti, troppi i paesi che Ban Ki-moon avrebbe potuto additare all'opinione pubblica mondiale, finalmente mettendo da parte i felpati toni diplomatici che lo contraddistinguono,  accusandoli di essere portatori di un altro tipo di pericolosissimo virus, quello delle ideologie nazi-razziste che portarono alla catastrofe della Seconda guerra mondiale. 

L'opinione pubblica mondiale? Ammettendo che questa esistesse veramente, di questo allarme di Ban Ki-moon non ne saprebbe comunque mai nulla. Primo perché quando questo Segretario Generale dell'ONU parla, ormai lo ascoltano veramente in pochi. E poi perché –  in questo caso è stato anche sfortunato – i giornalisti accreditati all'ONU (spesso anche corrispondenti di giornali stranieri che devono coprire tutti gli Stati Uniti) ieri avevano orecchie e occhi solo puntati su Obama e il riavvicinamento alla Cuba Di Castro.  

E così dell'allarme di Ban Ki-moon, sullo spettro dell'estrema destra razzista e nazista che si aggirerebbe di nuovo per l'Europa, praticamente non se ne è accorto nessuno. 

Ma ha ragione il solito troppo prudente Ban Ki-moon o questa volta ha esagerato? Il caso vuole che proprio questo week end, a Milano, sia stata convocata una riunione internazionale dei partiti neo nazi-fascisti provenienti da diversi paesi europei. Già, ma anche avesse ragione Ban Ki-moon, chi lo ascolta più? 

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