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Attacco terroristico a Parigi: la Francia è sotto shock ma la libertà d’espressione non si negozia

Hanno perso la vita 10 giornalisti e due poliziotti nell'attacco terroristico che mercoledì mattina ha colpito la sede della rivista satirica Charlie Hebdo a Parigi. Per comprendere il clima di queste ore in Francia abbiamo contattato una nostra connazionale che vive a Parigi e che ci ha detto: i francesi continueranno a lottare contro ignoranza e fanatismo

Due matite affiancate, una più alta dell’altra, che prendono fuoco ricordando chiaramente l’attentato alle Torri Gemelle, così il noto grafico italiano Flavio Campagna, conosciuto con lo pseudonimo Kampah, ha descritto quello che ha definito come “l’11 settembre per il mondo della satira e dell’informazione in generale”:  la strage nella redazione parigina del giornale satirico Charlie Hebdo compiuta da un commando terroristico che ha barbaramente assassinato dieci giornalisti e due poliziotti e ferito gravemente cinque persone al grido di “Allahu Akbar”. A  raccontarlo sono le immagini girate dal giornalista Martin Boudot e che hanno fatto il giro del mondo in poche ore.

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La vignetta di Kampah

Nell'attacco, condotto da due uomini incappucciati, vestiti di nero e armati di kalashnikov,  è rimasto ucciso anche il direttore del giornale e vignettista Charb (Stephane Charbonnier); nel numero uscito proprio mercoledì mattina c’è la sua ultima vignetta, terribile alla luce del successivo massacro. Sotto al titolo “Ancora nessun attentato in Francia” viene raffigurato un terrorista islamico, con la barba e il mitra sulle spalle, che dice “Aspettate! Abbiamo tempo fino alla fine di gennaio per fare gli auguri”

“Parlavano perfettamente francese, hanno rivendicato di essere di al Qaida” ha detto al sito web de L'Humanitè la vignettista Coco, presente all'attacco contro Charlie Hebdo.

Un testimone ha detto di aver sentito i due gridare anche “vendicheremo il profeta”: un riferimento alle proteste di parte del mondo islamico dopo la pubblicazione  a varie riprese di vignette satiriche su Maometto.

Secondo alcune testimonianze, dopo l'attacco, i due assalitori sarebbero riusciti a fuggire aggredendo un automobilista e impossessandosi della sua auto. Il sito di Le Parisien riporta che l'auto con cui i responsabili dell'attacco sono fuggiti è stata ritrovata in strada nel 19° arrondissement di Parigi, estremità nordest della città. 

“È stato un attentato terroristico, non c'è dubbio. La Francia è sotto shock – ha dichiarato il presidente Francois Hollande, giungendo sul luogo della strage – Diversi attentati sono stati sventati nelle ultime settimane”.

questa settimana

La copertina del numero della rivista uscito mercoledì 7 gennaio

Il settimanale, già in passato nel mirino dei fondamentalisti islamici per vignette su Maometto, nella stessa mattinata di mercoledì aveva pubblicato in copertina una caricatura dello scrittore Michel Houellebecq, al centro di polemiche per il romanzo Soumission (Sottomissione) che racconta l'arrivo al potere in Francia di un presidente islamico. Circa un'ora prima dell'attacco, sul profilo Twitter del giornale è apparsa una vignetta caricaturale del leader dell'ISIS Abu Bakr al Baghdadi con gli auguri per il nuovo anno.

Mercoledì, dopo l'attacco, sull'home page del sito della rivista è comparsa una videata a nero su cui campeggia la scritta "Je Suis Charlie" cliccando sulla quale si accede ad un pdf in cui la stessa frase è ripetuta in tutte le lingue a cominciare dall'arabo.

Dopo la strage è scattato lo stato di massima allerta in tutto il Paese e centinaia di posti di blocco sono stati organizzati nelle principali strade di Parigi; polizia e gendarmi sono stati schierati davanti a scuole, edifici pubblici e redazioni di giornali per il timore di nuovi attacchi terroristici.

Per comprendere il clima che si respira in queste ore in Francia, abbiamo contattato una nostra connazionale, Francesca Mannone, siciliana che vive e lavora a Parigi da alcuni anni.

volti“Con l’allerta dell’applicazione Le Monde questa mattina. Ero a lavoro. Poi abbiamo seguito da vicino le informazioni qui in ufficio”. A Parigi c'è paura per quello che potrebbe succedere. Questa sera sono previste diverse manifestazioni di solidarietà qui e in tante altre città della Francia e persino a Bruxelles”. 

Parigi è una capitale multiculturale presa spesso a modello di integrazione. Ora si teme che questo attentato possa minare un equilibrio delicato ed esporre i musulmani moderati a ritorsioni. “I musulmani in Francia chiedono scusa nei social network per questo atto che non rispecchia i principi della religione islamica. Il Consiglio Francese del Culto Musulmano (CFCM) ha condannato oggi 'con grande determinazione' l’atto barbaro contro la democrazia e la libertà della stampa. L’Unione delle Organizzazioni Islamiche di Francia (UOIF), vicina ai Fratelli Musulmani, ha condannato questo attacco criminale”. 

La Francia ha una lunga tradizione di libertà di espressione di cui Charlie Hebdo è sempre stato un baluardo. Ora ci si interroga sul futuro della satira e della stampa dopo lo shock di questa violenza. 

“I valori fondamentali della società francese sono stati attaccati – conclude Francesca Mannone –  la libertà di pensiero e di espressione. Credo che questo atto di crudeltà rinforzerà la certezza dei francesi per cui è necessario lottare contro l’ignoranza, l’intolleranza, l’oscurantismo e il fanatismo. La libertà di stampa non si può negoziare e sono convinta che i francesi lotteranno per difendere la loro libertà di espressione”.

 

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