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Ban Ki-moon all’UNCA: l’attacco di Parigi è inteso a dividere ma noi dobbiamo opporci all’odio

Durante il tradizionale incontro di inizio anno con i corrispondenti dall'ONU, il segretario generale delle Nazioni Unite ha voluto parlare dell'attacco alla redazione della rivista Charlie Hebdo a Parigi. Non dobbiamo cadere nella trappola di chi vuole dividerci, ha detto Ban Ki-moon. Dobbiamo sostenere la libertà di parola

Nel giorno del fanatismo che aggredisce la libertà d'espressione, un messaggio forte è arrivato anche da Ban Ki-moon. Nel tradizionale incontro di inizio anno con la United Nations Correspondents Association (UNCA), l'associazione che rappresenta la stampa internazionale a Palazzo di Vetro, il segretario generale dell'ONU ha voluto parlare dell'attacco terroristico che a Parigi ha colpito la sede del giornale satirico Charlie Hebdo

Il segretario generale, nel sottolineare la necessità di una dichiarazione forte di fronte a un evento tanto drammatico ha esordito dicendo: “Voglio esprimere la mia indignazione per lo spregevole attacco di oggi contro la rivista francese Charlie Hebdo. È stato un crimine orrendo, ingiustificabile e compiuto a sangue freddo. È stato anche un attacco diretto a una pietra angolare della democrazia, ai media e alla libertà di espressione. […] Siamo con il governo e il popolo di Francia”.

Ban Ki-moon ha poi proseguito invitando ad affrontare questo grave momento con saggezza: “Questo terribile attacco è inteso a dividere. Non dobbiamo cadere in questa trappola. Questo è un momento di solidarietà. In tutto il mondo, dobbiamo sostenere fortemente la libertà di parola e la tolleranza e opporci alle forze che spingono alla divisione e all'odio”.

Il segretario generale ha poi chiesto all'uditorio di poter ripetere gli stessi concetti in francese, a sottolineare il sentimento di vicinanza con il popolo di Francia. “Desidero esprimere la mia solidarietà con il governo e il popolo francese. Il mio pensiero va alle famiglie e ai parenti delle vittime”, ha concluso Ban Ki-moon.

Il segretario generale ha poi proseguito con l'agenda dell'incontro ricordando quanto sia fondamentale che i giornalisti che lavorano dall'ONU e sull'ONU continuino a mantenere alta l'attenzione sulle crisi internazionali e “sui bisognosi del mondo in modo che le loro storie non siano dimenticate. Che si tratti di migranti bloccati sulle navi fantasma nel Mediterraneo … O di giovani ragazze rapite dagli estremisti di Boko Haram in Nigeria … Oppure di famiglie sfollate alle prese con un altro duro inverno in Siria e nella regione… Sono persone che meritano l'attenzione e il sostegno del mondo”. 

Il segretario ha infine concluso il suo intervento ricordando che uno degli obiettivi principali di questo anno sarà quello di realizzare i Millennium Development Goals e sviluppare l'agenda di sviluppo globale per il post-2015 arrivando a un significativo accordo globale durante la Conferenza delle parti sui cambiamenti climatici in programma a Parigi per il prossimo dicembre. 

 

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