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L’ISIS in Libia: basta chiacchiere, l’Italia difenda i suoi confini

di Elisabetta De Dominis
Migranti dalla Libia sbarcati in Sicilia (Francesco Malavolta/AP)

Migranti dalla Libia sbarcati in Sicilia (Francesco Malavolta/AP)

L’Europa è assediata come Troia e sul mare avanza il cavallo stracolmo di gente tra le quali si nascondono i terroristi dell'ISIS. L’Italia mandi subito le navi della Marina ai confini delle nostre acque territoriali affinché non passi più neanche un canotto

 

Visto il successo di Sanremo e considerato che è stato etichettato come un festival dc, i ruoli sono intercambiabili: ecco a voi i presidenti di Sanremo e i presentatori della Repubblica Italiana.

Perché ministri e premier si stanno comportando riguardo la faccenda libica come dei presentatori di un varietà. Il ministro degli Esteri Gentiloni ha dichiarato: “L’Italia è pronta ad assumere un ruolo guida nella cornice dell’iniziativa delle Nazioni Unite”. Con quale autorevolezza? Mandando avanti come mediatore un Prodi che “conosce bene la situazione libica”? Ma se al governo ha dimostrato di non conoscere nemmeno la situazione italiana. Ma se nemmeno si capisce cosa dice quando parla in italiano. Il giovane governo italiano ha bisogno del vecchio Prodi? Con quale autorevolezza, ripeto, l’Italia si candida? Abbiamo una classe politica incapace di dimostrarsi coesa internamente, poco rispettata a livello europeo, figurarsi in campo internazionale. La faccenda dei marò vorrà dire qualcosa? E di quale forza finanziaria e militare dispone l’Italia per poter rappresentare il mondo occidentale? Per mostrare i muscoli, bisogna averli. Certo, se guardiamo agli altri Stati, non individuiamo uno statista in grado di condurre una mediazione di tal tipo, anche perché tutti gli altri Paese europei hanno ancora meno comprensione dei popoli che si affacciano sul Mediterraneo di quanta ne abbiamo noi. Non parliamo poi di Obama che ha paragonato le crociate del XI secolo alle efferatezze dell’Isis del XXI secolo. Stendiamo un velo pietoso sulla sua cultura storica. E comunque è come mettere sullo stesso piano un figlio delinquente ed uno onesto. Forse perché Obama ha paura dell’Islam e quindi denigra la civiltà occidentale: è un segno di debolezza.

Quanto andremo avanti in Italia a parlare senza prendere provvedimenti che sono della massima urgenza? Che non sono quelli del tipo: armiamoci e partiamo, ma piuttosto di immediata tutela del proprio Paese che è ai confini dell’Europa. 

Premessa maggiore: L’ISIS ha dichiarato guerra. Premessa minore: non vogliamo essere trascinati in questa guerra. Conclusione: è nostro dovere arginarla, difendendo immediatamente i nostri confini.

La ministra della difesa Pinotti, interrogata da Vespa in tv, ha risposto come una pimpinotta senza pensiero. Consiglio: l’Italia mandi subito le navi della Marina ai confini delle nostre acque territoriali affinché non passi più neanche un canotto. Non dobbiamo avere pietà né possiamo averla per i poveri fuggiaschi che cercano di salvarsi la vita, perché tra loro ci sono dei terroristi. Siamo in guerra e dobbiamo difendere il nostro Paese da qualsiasi infiltrazione dell’Isis. Questa è una invasione e comunque – parlo ai buonisti – non possiamo permetterci di ospitare più nessuno. Mors tua vita mea. L’Europa è assediata come Troia e sul mare avanza il cavallo stracolmo di gente pronta a prendere posto nel nostro Paese e, nella migliore delle ipotesi, a metterci in minoranza. Si è già visto con la pretesa dei musulmani, che abbiamo accolto, di farci togliere il simbolo della croce nelle scuole al fine di cominciare a cancellare la nostra cultura. Sono donna e non voglio morire con il chador.

 

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