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Celebrata dall’ONU la Giornata Internazionale per il diritto alla verità per le vittime delle violazioni dei diritti umani

Ban Ki-moon con la moglie Yoo Soon-taek nel gennaio 2015 all'International Airport Óscar Arnulfo Romero di El Salvador. Foto: UN / Evan Schneider

Ban Ki-moon con la moglie Yoo Soon-taek nel gennaio 2015 all'International Airport Óscar Arnulfo Romero di El Salvador. Foto: UN / Evan Schneider

Nel 35° anniversario dell'assassinio di Mons. Óscar Arnulfo Romero Galdámez, arcivescovo di El Salvador, il Segretario Generale dell’ONU Ban Ki-moon ha ricordato il 24 marzo, affinché la verità prevalga sui soprusi: “Scoprire la verità su violazioni dei diritti umani del passato può aiutare a prevenire violazioni dei diritti umani in futuro”

 

Il 24 marzo è stata proclamata la Giornata Internazionale per il diritto alla verità per le vittime delle violazioni dei diritti umani, data che vuole ricordare l’assassinio avvenuto in questa data, nel 1980, dell’arcivescovo de San Salvador Oscar Arnulfo Romero, il quale dedicò la propria vita nel promuovere e salvaguardare i diritti umani. La giornata internazionale venne proclamata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite con la risoluzione del 2010 n. A/RES/65/196.

“Il modo migliore per onorare l'eredità di Monsignor Romero riguardante la lotta per i diritti umani e la dignità umana è di adottare misure concrete per soddisfare il diritto alla verità e degli altri diritti umani fondamentali del nostro tempo”, ha dichiarato il segretario Generale Ban Ki-moon per l’occasione.

Da cinque anni a questa parte, le Nazioni Unite celebrano l'anniversario della morte del sacerdote cattolico per onorare la memoria di tutte le vittime di violazioni dei diritti umani e promuovere l'importanza del diritto alla verità e alla giustizia.

“All'inizio di quest'anno, ho avuto l'onore di porgere i miei rispetti alla tomba di Mons. Oscar Arnulfo Romero, assassinato ad El Salvador in questo giorno nel 1980”, ha detto il numero uno dell’ONU, aggiungendo: “Mons. Romero era un'icona per i diritti umani e per la giustizia sociale”.

Si è parlato molto ultimamente di Mons. Oscar Arnulfo Romero Galdámez, arcivescovo di San Salvador ucciso da un cecchino di estrema destra, che sparò un colpo dalla porta della cappella proprio mentre il sacerdote celebrava la messa. Il fatto di aver assistito a numerose violazioni dei diritti umani e di aver iniziato a parlare per conto dei poveri e delle vittime della repressione, impegnandosi in prima linea contro le violenze della dittatura militare del suo paese, gli è costato purtroppo la vita. Tuttavia proprio grazie a Papa Francesco la verità e la giustizia sono emersi a galla ultimamente sulla vicenda. Sua Santità ha autorizzato il prefetto della Congregazione delle cause dei santi, il cardinale Angelo Amato, a promulgare il decreto che riconosce finalmente il martirio dell’arcivescovo Romero. La causa del monsignore era ferma da anni e bloccata "per prudenza”, ma grazie a Bergoglio è stata sbloccata e ora si sta lavorando alla fase di beatificazione anche se è doveroso ricordare che sono in molti ad aver perso la vita soltanto per il proprio credo e ultimamente il numero sta aumentando, basta rivolgere lo sguardo verso Siria e Iraq, ma anche in tante altre aree del globo.

“Il diritto alla verità – che è sia un diritto individuale che collettivo – è essenziale per le vittime, ma anche per la società nel suo complesso”, ha detto Ban Ki-moon, evidenziando che “scoprire la verità su violazioni dei diritti umani del passato può aiutare a prevenire violazioni dei diritti umani in futuro”.

È per tale ragione che le Nazioni Unite sostengono le missioni e le commissioni di inchiesta e per la verità, proprio per scoprire la verità su gravi violazioni dei diritti umani e gravi violazioni del diritto umanitario internazionale. Le Nazioni Unite lavorano per promuovere la giustizia, proporre riparazioni e raccomandare riforme delle istituzioni.

Oltre alle numerose commissioni d'inchiesta sostenute dall’ONU, quest’ultimo fornisce anche consulenza e assistenza a una serie di processi di giustizia transitoria, come in Costa d'Avorio e in Tunisia, ha osservato il segretario generale Ban Ki-moon.

Il Segretario Generale dell’ONU ha poi concluso il suo messaggio affermando: “In questo giorno così importante, cerchiamo di impegnarci tutti insieme per aiutare le vittime, le loro famiglie e la società a realizzare il loro diritto alla verità e proteggere tutti coloro che si sforzano affinché la verità prevalga”.

 

 

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