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Arriva il CHAMP, super missile USA che uccide solo i computer

Gli USA sperimentano un missile che distrugge computer e sistemi di controllo elettronici del nemico, come le difese aeree e le torri di comunicazione, ma il CHAMP non farà danni alle persone. Intanto in Turchia si torna alla "diplomazia ottomana" e sul petrolio la Cina sa fare bene i calcoli  (Read it in English)

Il missile che uccide i computer — Gli Stati Uniti hanno sperimentato con successo un missile che distrugge i computer e i sistemi di controllo elettronici delle forze nemiche—senza danni alle persone—fondendo in maniera irreparabile i circuiti delle apparecchiature con una fascia di potenti microonde.

La nuova arma “non letale”, CHAMP, per “Counter-electronics High-powered Microwave Advanced Missile Project”, può agire in zone densamente popolate, bersagliando con precisione le difese aeree del nemico, le torri di comunicazione, centrali telefoniche, fabbriche automatizzate e in generale tutti i sistemi di controllo che dipendono dai microcircuiti.

Il Congresso Usa—che preferisce le guerre sterili e più lontane possibili dall’elettorato—ne è entusiasta, ma l’Air Force nicchia, pare per un noto meccanismo burocratico: l’ufficio che tratta i missili sembra non se la intenda molto bene con l’altra struttura responsabile invece per la guerra elettronica…

Il risultato è che, piuttosto di un nuovo e efficace sistema di difesa che distrugge la capacità militare del nemico senza uccidere nessuno, gli Usa disporranno eventualmente di un “cross-functional study” preparato congiuntamente dai due uffici nella speranza di metterli d’accordo.

 

Diplomazia ottomana — La notizia dalla Turchia del Presidente Recep Tayyip Erdoğan è che la condotta della politica estera del Paese tornerà alla “diplomazia ottomana”. L’espressione non ha un significato chiaro per l‘Occidente e probabilmente nemmeno per gli stessi turchi.

La cosa più rimarchevole della diplomazia dei Sultani è che pagavano loro le spese e gli stipendi delle rappresentanze diplomatiche straniere a Costantinopoli. Gli ambasciatori e i loro seguiti erano “ospiti” in tutti i sensi, dall’istante che entravano nel Paese al momento della partenza—una circostanza che tendeva a creare conflitti d’interesse, come fece anche una certa disattenzione al concetto di “immunità diplomatica”. In vari momenti gli ambasciatori della Francia, della Russia e della Repubblica di Venezia sono stati tutti incarcerati.

I rapporti esteri partivano dalla totale assunzione della superiorità turca—a tal punto che la struttura preposta a trattare con l’Occidente si chiamava il Bureau per gli Affari Barbari. Gli Ottomani non formavano alleanze durature con potenze straniere, almeno non fino agli anni del declino finale quando si sono avvicinati alla Germania: con risultati per il Paese molto sfortunati in non una—la “Prima”, ancora sotto gli Ottomani—ma due Guerre Mondiali. Comunque sia, lo straordinario cinismo della diplomazia ottomana ha servito l’Impero ottimamente per cinque secoli.

 

Cinesi (mica) fessi — E’ noto che il Venezuela è un po’ oltre l’orlo della bancarotta, con gravissime scarsità in prodotti di consumo che vanno dal latte e la carta igienica al silicone per gli impianti ai seni.

La Cina ha cominciato nel 2007 a prestare grandi somme al Paese, all’epoca sotto la guida di Hugo Chávez. Da allora ha prestato oltre 45 miliardi di dollari, di cui 20 miliardi non ancora ripagati—e che probabilmente non verranno più visti.

Dei fessi? Per una misera ventina di miliardi, la Cina ha acquisito una grossa voce in capitolo sulle più importanti riserve petrolifere del mondo—stimate attualmente in poco meno di 300 miliardi di barili. Gli Usa, per tenere un simile laccio sulle riserve irachene, hanno finora speso più di un trilione di dollari e una quantità di vite umane non stimabile con precisione.

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