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Ucciso in un raid USA Giovanni Lo Porto, il cooperante palermitano rapito da al-Qaeda

di La VOCE Sicilia NY
Giovanni Lo Porto

Giovanni Lo Porto

Giovanni Lo Porto era stato rapito in Pakistan nel 2012. Oggi la Casa Bianca ha rivelato che il cooperante palermitano è rimasto ucciso in un raid della Cia lo scorso Gennaio. Dolore, ma anche polemiche: perché lo dicono solo ora?

Di lui non si avevano più notizie dal 2012, anno in cui è stato rapito in Pakistan. Giovanni Lo Porto, Giancarlo per gli amici, 40 anni, palermitano, operava nel sud del Punjab, nell’ambito di un progetto che prevedeva la costruzione di case per famiglie rimaste senza casa a causa di una violenta alluvione. 

E' stato rapito dalla sede dell’Ong Welt Hunger Hife (Aiuto alla fame nel mondo) per cui lavorarva, insieme ad un collega tedesco (liberato lo scorso Ottobre),nel distretto di Multan della provincia del nord ovest pachistano.

Da allora la famiglia non ha mai smesso di sperare che Giancarlo tornasse a casa. Per lui erano nati anche gruppi sui social network (da cui è tratta la sua foto) con cui si invocava la sua liberazione. 

Purtroppo ieri è arrivata la notizia che nessuno avrebbe voluto sentire: il cooperante palermitano è rimasto ucciso  nel corso di un raid della Cia che, a Gennaio, con l'aiuto dei droni, ha attaccato un compound di Al Qaeda lungo il confine tra Afghanistan e Pakistan. Nello stesso raid è rimasto ucciso, oltre a Giovanni, un altro ostaggio americano, Warren Weinstein.

A rivelarlo è stata proprio la Casa Bianca: 

"Mi assumo tutta la responsabilità di queste operazioni anti-terrorismo in cui è morto l'ostaggio italiano Giovanni Lo Porto e l'ostaggio americano Warren Weinstein", ha affermato il presidente Usa, Barack Obama nel comunicare la notizia. 

Qui sotto il video con il presidente Barack Obama che rivela l'accaduto:

Secondo quanto riferito dalla Casa Bianca, gli USA non sapevano che, all'interno della base di Al-Qaeda, ci fossero degli ostaggi. 

"Tutto quello che riguarda la lotta al terrorismo è solitamente segreto, ma poiché siamo una democrazia, ho deciso di rendere noti questi fatti". 

Obama, quindi, si è detto molto addolorato: "Non ci sono parole che possano risollevare lo spirito dei familiari, il Governo USA chiede scusa. Spero che le famiglie possano trovare un po' di consolazione in cio che hanno lasciato Warren e Giovanni".

"E' una verità molto cruenta – ha proseguito il presidente USA – la lotta contro il terrorismo comporta anche questi errori. Faremo il nostro meglio – ha assicurato – e soprattutto tutto il possibile affinché tutto questo non avvenga mai più e faremo il possibile per fermare la morte di innocenti vittime".

Anche il Premier italiano, Matteo Renzi, esprime le sue condoglianze: "Esprimo profondo dolore per la morte di un italiano, che ha dedicato la sua vita al servizio degli altri. Le mie condoglianze vanno anche alla famiglia di Warren Weinstein".

Ma non c'è solo dolore in queste ore. La polemica è già esplosa. Perché gli USA rivelano solo ora la tragica notizia?

Se lo chiede il Movimento 5 Stelle, ma non solo: "Il nostro connazionale Giovanni Lo Porto è stato ucciso da un raid aereo Usa a gennaio e il governo – fino a ieri, secondo quanto dichiarato da Barack Obama – non ne sapeva nulla, nonostante Renzi sia stato in visita negli Stati Uniti pochi giorni fa. E' vergognoso e scioccante – dicono i deputati M5S -. Si tratta di un episodio che scredita fortemente l'azione dell'esecutivo sul palcoscenico internazionale. E questa sarebbe la loro lotta al terrorismo? Renzi deve dimettersi e con lui tutti i suoi ministri: il Paese non vi merita". 

Anche per il capogruppo di Forza Itali, Renato Brunetta, è un fatto grave: "Il governo venga a riferire immediatamente sulla notizia, tragica e inquietante notizia, che abbiamo ricevuto or ora. Non è possibile che a distanza di mesi si venga messi a conoscenza di un fatto di questa gravità. Per cui chiediamo che il governo, immediatamente, venga a riferire in Parlamento''.

Ma le critiche non arrivano solo dalla politica. 

Gvc onlus, la ong bolognese con cui il giovane palermitano ha collaborato, non usa perifrasi:

"Siamo disperati, distrutti – commenta a caldo Margherita Romanelli, responsabile territoriale per l'Asia della ong bolognese – è  una notizia che non ci aspettavamo. Sapevamo che il governo era al lavoro: dopo la liberazione di Bernd (rapito insieme a Lo Porto, liberato lo scorso ottobre, ndr) avevamo cominciato a nutrire grandi speranze, sebbene sapessimo quanto è pericolosa quell'area".

"Purtroppo – prosegue – è accaduto quello che temevamo. Ora vogliamo chiarezza: questo non riporterà indietro Giovanni, ma è l'unica cosa che possiamo fare per lui. E' straziante leggere le dichiarazioni americane. E' morto a gennaio e lo comunicano adesso. Perché?"

 

 

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