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Mogherini all’ONU sulla crisi dei migranti: “Non c’é una bacchetta magica”

Secondo l'Alto Rappresentante per gli Affari Esteri dell'Unione Europea in visita al all'ONU la crisi nel Mediterraneo non si puó risolvere con una sola strategia ma deve includere un'azione di coordinamento internazionale che coinvolga anche altri paesi africani e che non escluda nessuna soluzione, neanche quella di un intervento in Libia anche se sotto l'ombrello del Consiglio di Sicurezza. Quale che sia la decisione finale, l'UE si sta preparando

Federica Mogherini, nella sua veste di Rappresentante per gli Affari Esteri dell'Unione Europea ha fatto sosta alla sede di New York delle Nazioni Unite, ufficialmente per prendere parte alla periodica conferenza di revisione sul Trattato di Non-Proliferazione Nucleare nel corso della quale ha avuto contatti con la sua controparte iraniana Javad Zarif. Un incontro questo che potrebbe in qualche modo anche stabilire un legame tra le trattative diplomatiche sulla proliferazione nucleare in Iran e un ruolo dello stesso stato islamico negli sforzi diplomatici in corso per la risoluzione della crisi siriana.

Ma é apparso subito chiaro che la maggior parte dei suoi incontri al Palazzo di Vetro sono stati incentrati sulla crisi dei migranti nel Mediterraneo e proprio questo argomento é stato anche al centro del suo incontro con la stampa.

Naturalmente le dichiarazioni di principio sono state tutte pronunciate nel nome della più completa disponibilità a salvare vite umane, descritta come la priorità di base da parte di tutte le parti in causa.

Per quanto riguarda i metodi la Mogherini é stata "ecumenica" nel senso che ha ribadito la necessità di utilizzare tutti i mezzi a disposizione per risolvere la crisi.

In risposta alla possibilità di un intervento "forte" che includa un'azione di natura militare sulle coste libiche, ieri il Segretario Generale dell'ONU Ban Ki-Moon ha detto, cadendo in un'apparente contraddizione, che un'azione di forza contro gli scafi che trasportano gli immigrati nel Canale di Sicilia é da escludere ma che tuttavia la lotta ai trafficanti che organizzano e gestiscono questa tratta, deve essere al centro dell'azione dei governi.

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Nel corso della conferenza stampa Federica Mogherini ha fatto notare che l'Unione Europea, che lei rappresenta, non siede nel Consiglio di Sicurezza dell'ONU e che quindi non puo' rispondere di eventuali azioni decise in quella sede. E tuttavia ogni azione di coordinamento o di polizia che l'UE può esercitare deve avvenire all'interno di un contesto legale stabilito dallo stesso Consiglio di Sicurezza. A questo proposito l'Alto Rappresentante dell'UE ha precisato che gli incontri con Dina Kawar, ambasciatrice della Giordania e presidente di turno del Consiglio di Sicurezza, sono stati molto importanti perché la Giordania svolge un ruolo fondamentale in una delle regioni da dove in questo periodo stanno arrivando enormi quantità di esuli che tentano di fuggire dal conflitto siriano.

La Mogherini ha voluto precisare anche che per assicurarsi la piena collaborazione delle fazioni libiche che controllano varie porzioni di territorio, é importante che queste stesse fazioni non si sentano minacciate dalla possibilità di eventuali scenari militari rivolti al loro territorio nazionale. 

"Non c'é una bacchetta magica che consenta di risolvere da sola il problema – ha detto l'ex Ministro degli Esteri italiano – ma la strategia dovrà, molto probabilmente includere tutta una serie di misure adottate in concerto compreso un coordinamento con i paesi limitrofi come il Niger, la Mauritania, l'Algeria, e tutte le altre nazioni del Maghreb che costituiscono punti di partenza o di transito per gli immigrati".

Alla domanda sui dettagli delle misure che l'Unione Europea sta considerando per far fronte alla crisi, la Moghernini ha risposto: "Noi stiamo preparando varie opzioni per un'operazione seppur all'interno di un contesto di legalitá e sará mio compito presentare ai vari ministri dell'UE queste stesse opzioni. A questo punto, una decisione finale deve essere presa all'unanimitá dai 28 membri mentre il livello e le modalitá di coinvolgimento dei singoli stati deve essere preso a livello dei governi nazionali. Mentre questo processo é in corso comunque, noi ci stamo prepaparando".

La Mogherini ha voluto anche enfatizzare l'importanza della collaborazione con l'UNHCR, l'agenzia dei rifugiati dell'ONU e ha aggiunto che, a lungo termine, occorrerà anche creare dei canali di accesso legali all'Europa per alcuni di questi profughi senza che paesi come l'Italia e Malta si sobbarchino l'onere del soccorso e della prima accoglienza per tutti coloro che attraversano il Mediterraneo.

La visita americana della Mogherini continuerá mercoledi con un viaggio a Washington nel corso del quale si incontrerá con il Segretario di Stato americano John Kerry e con l'Ambasciatore americano all'ONU Samantha Power.

 


Il giorno dopo l'intervento di Federica Mogherini, al Palazzo di Vetro mercoledì è stata la volta del rappresentante speciale del Segretario Generale per la Libia, Bernardino Leon. Nel video qui sotto lo vediamo rispondere alle domande dei giornalisti.  

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