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A 70 anni dall’atomica sul Giappone, all’ONU si cerca di eliminare la minaccia nucleare

Un Hibakusha parla con degli studenti giapponesi dentro al Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite

Un Hibakusha parla con degli studenti giapponesi dentro al Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite

Al Palazzo di Vetro dell'ONU i lavori della conferenza di revisione del Trattato di Non Proliferazione Nucleare stanno volgendo al termine. Le iniziative della Missione del Giappone e varie ONG internazionali per mantenere viva la memoria delle bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki

Sono vicini alla conclusione tre settimane di meeting ininterrotti sulla conferenza di revisione del Trattato di Non Proliferazione Nucleare (TNP), in corso dal 27 aprile al 22 maggio, al palazzo di vetro delle Nazioni Unite. 

La conferenza, che riflette la situazione internazionale particolarmente delicata sulla minaccia nucleare, e la crisi mediorientale, si sta tenendo in concomitanza con il 70esimo anniversario dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, unico momento storico della politica internazionale, al quale il mondo ha assistito inerme al lancio della bomba atomica su due città, Hiroshima e Nagasaki, in Giappone, ad opera degli Stati Uniti.  

In onore dell'anniversario, l'ONU ha indetto un concerto sinfonico dell'Orchestra Sinfonica delle Nazioni Unite, con musicisti rappresentanti più di 30 paesi membri.

Con 190 paesi aderenti, tra cui le cinque potenze nucleari – Stati Uniti, Russia, Cina, Inghilterra, Francia – il TPN è l'unico trattato vincolante, che mira a raggiungere strategie comuni per un accordo universale sulla non proliferazione ed il disarmo nucleare. 

Inaugurata dal presidente Taous Feroukhi, Direttore Generale degli Affari Politici e per la Sicurezza Internazionale nel Ministero degli esteri in Algeria, la conferenza quinquennale di quest'anno mira a trovare un accordo finale sull'uso dell'energia nucleare e per trovare una soluzione alla crisi nel Medio Oriente, ad opera degli stati membri. 

''Eliminare le armi nucleari è tra le priorità maggiori per le Nazioni Unite'' ha detto di fronte ai delegati, il Segretario Generale Ban Ki-moon,  ''Nessun'altra arma ha la potenza di infliggere così tanta distruzione nel nostro mondo''.   

Il TPN è un trattato internazionale firmatosi nel 1968, per bloccare la diffusione delle armi nucleari, promuovere la cooperazione tra i paesi per un uso pacifico dell'energia nucleare, e raggiungere il completo disarmo nucleare globale.  

Il Direttore Generale dell'Agenzia Internazionale per l'Energia atomica (AIEA), Yukiya Amano, ha detto alla conferenza:  ''L'Agenzia ed il TPN hanno l'obiettivo comune, di far si che l'umanità goda dei massimi benefici dell'uso pacifico della scienza e della tecnologia nucleare, per lo sviluppo economico e l'energia, la salute, l'acqua, ed il cibo''. 

Tra i paesi schierati in prima linea, accanto all'Algeria,  vi erano il Giappone, la Corea, la Russia, la Cina, gli Stati Uniti e perfino l'Italia.

Benedetto Della Vedova, Sotto-Segretario agli Esteri, e rappresentante Italiano alla conferenza di revisione del Trattato, ha dichiarato la posizione dell'Italia come paese non nucleare in tema militare. 

''L'Italia lavora step by step nella prospettiva dell'obiettivo finale dei temi sullo stop definitivo a tutti gli esperimenti di armi nucleari, temi che riguardano la definizione negoziale di aree prive di armi di distruzioni di massa, e per avere una zona libera dall'uso delle armi di distruzione nucleare in Medio Oriente, anche per una vicinanza geografica. Fondamentale è anche includere nelle trattative Israele''. 

Ma per placcare la minaccia nucleare sul piano internazionale non bastano solo trattative politiche. Servono soprattutto la sensibilizzazione delle masse e l'uso della memoria.

Infatti in queste tre settimane si sono tenute una serie di eventi e mostre, organizzate dalla Missione Permanente del Giappone all'ONU, e varie ONG internazionali, che agiscono per mantenere viva la tragica memoria in seguito al lancio dell'atomica sull'isola orientale, nell'agosto del 1945.

Particolarmente importante è l'iniziativa ''Progetto Hibakusha – Viaggio globale per un mondo senza atomica'' lanciato dalle ONG Mayors for Peace e Peace Boat, e presentato in un meeting alle Nazioni Unite proprio in occasione del 70esimo anniversario dalla fine della Seconda Guerra mondiale. 

"Ho visto persone che camminavano con pezzi di carne a brandelli, volti distrutti, era un'orrore tutto in torno a me," ha raccontato una delle sopravvissute all'evento, "Ed è per questo che è importante raccontarlo ai giovani, anche se è stato traumatico per me, per evitare che si possa fare ricorso nuovamente ad un'arma simile, la bomba atomica''. 

Il progetto si basa sugli allora bambini sopravvissuti agli attacchi di Hiroshima a Nagasaki – definiti Hibakusha –  i quali, otto di loro ora adulti, navigheranno il globo a bordo della Peace Boat 87th Global Voyage, visitando 24 paesi. 

''Le storie personali di coloro che hanno vissuto in prima persona gli attacchi da bambini, dimostrano chiaramente il devastante impatto umano e sociale delle armi nucleari,'' ha sottolineato all'evento Akira Kawasaki, Direttore del Progetto Hibakusha, ''bambini che hanno vissuto la distruzione di intere città, e che da adulti, continuano a vivere all'ombra degli effetti delle radiazioni''.  

Il viaggio, in corso dal 12 aprile al 25 luglio, durerà 105 giorni. L'iniziativa è a favore di un mondo libero dal nucleare, ed in ogni città dove la barca approderà verranno organizzati incontri per sensibilizzare ed educare bambini e le loro famiglie sul pericolo delle armi nucleari. 

''A bordo della Peace Boat, gli Hibakusha svolgeranno numerose attività, come letture, workshops, e conferenze, in modo da poter condividere il loro messaggio di pace ed i loro ricordi'' ha aggiunto Kawasaki. 

All'evento al Palazzo di Vetro ha partecipato anche Clifton Truman Daniel, nipote del 33esimo Presidente degli Stati Uniti S. Truman, il quale diede il consenso per il lancio dell'atomica in Giappone.

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