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Adesso il Nobel all’Arabia Saudita?

In Arabia Saudita le condanne a morte,  con in testa (persa) il capo spirituale musulmano sciita Nimr al-Nimr, potrebbero interrompersi, grazie al Re Salman che, con la sua famiglia Saud mostra quanto un capo di governo, uno stato ed una nazione possano e debbano fare per meritare il Nobel

Caro Direttore,

Non v’è dubbio che Riyad si candidi autorevolmente alla prossima conquista del prestigioso riconoscimento attribuito a Stoccolma a chi, persona fisica o meno, contribuisca alla salvaguardia, al benessere ed al progresso del genere umano.

Re Salman, la sua numerosissima famiglia e la corte con tutto il suo caravanserraglio sono fulgido esempio di quanto un essere umano, un capo di governo, uno stato ed una nazione possano e debbano fare per migliorare la sorte del genere umano. E l’Arabia Saudita, grazie alla guida illuminata della stirpe reale dei Saud, in questo ha pochi rivali.

Popolo felice quello della omonima penisola ed altrettanto fortunati quelli vicini che, da tanta grazia, ricevono benefici evidenti. Riyad non è stata messa a capo della “commissione per i diritti dell’uomo” da quella meravigliosa istituzione, denominata Onu, che garantisce pace, sicurezza e prosperità su tutto il pianeta?

Le vittime di ieri, con il capo spirituale musulmano sciita Nimr al-Nimr in testa (persa), hanno raggiunto (come dichiarato dal massimo esponente religioso sunnita della Mecca) “la possibilità di non poter piú commettere i loro efferati crimini in futuro”…. ovviamente grazie alla generosità di Re Salman, illuminato a sua volta dalla prospettiva di raggiungere la vetta piú alta del riconoscimento pubblico  esistente tra i “grandi”: il Nobel per la Pace.

Lo trovo piú che giusto e sacrosanto,oltreché eticamente ineccepibile… se l’aveva vinto il suo maestro e mentore Barack Obama, perché Salman non dovrebbe seguirlo nel fregiarsi di questo titolo?

In fin dei conti in Arabia Saudita si “giustiziano” condannati meglio che negli States, si bombardano ed invadono nazioni (lo Yemen) come gli Usa fanno da sempre in Iraq, Afghanistan, Siria, Libano, Somalia, Libia etc.. Si allevano pure in comune personaggi come Bin Laden ed al-Baghdadi, si creano strutture come al-Qaeda ed Isis per poi esportare in altri stati la “democrazia”. Ed assieme (con Obama e servi vari degli USA), quando non conviene piú, si formano le “coalizioni” per combattere i “cattivi” del mondo.

Siamo in mani sicure… che vogliamo di più dalla vita ?

p.s. noi italiani siamo grati ai “presidenti” Sergio Mattarella e Matteo Renzi per l’acume e lungimiranza dimostrati nei confronti di Re Salman in occasione dei recenti incontri… Tutti tesi a perorarne (gratis) la causa ed a magnificare la esemplarità della Arabia Saudita (ieri ed) oggi.

Vincenzo Mannello

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