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Foscamun, l’ONU a Venezia gestita dai ragazzi

Terza edizione per l'iniziativa che vede gli studenti vestire i panni dei delegati ONU

di Vera Mantengoli
foscamun
Grazie a Foscamun, per tre giorni l'anno l'Istituto Foscarini di Venezia simula le attività del Palazzo di Vetro, ospitando studenti da tutto il mondo che, come i veri delegati ONU, discutono su problematiche politiche e sociali per poi adottare soluzioni ad hoc

Le Nazioni Unite ormai hanno una sede anche a Venezia, almeno per tre giorni all’anno, grazie a Foscamun, l’iniziativa attraverso cui gli studenti dell’Istituto Foscarini simulano le attività dell’ONU, giunta alla terza edizione. Per un intero fine settimana, dal 26 al 28 febbraio 2016, gli alunni dei licei Classico ed Europeo, insieme ad altri studenti arrivati dalla Collegiate School di Richmond in Virginia, dalla Hutchins School di Hobart in Australia, dal Wasa Gymnasium di Vienna in Austria, dal Collegio Alminar di Siviglia in Spagna e dal Collegio Carol Baur di Città del Messico, hanno messo da parte i panni da teenagers per vestire quelli degli esperti delegati dei 195 Paesi che aderiscono all’ONU. I ragazzi hanno organizzato tutto da soli, nel tempo libero. Forti della soddisfazione delle prime due edizioni, quest’anno ce l’hanno proprio messa tutta, riuscendo a portare a casa ben 11.000 euro da diversi sponsor per pagare le serate di gala, l’accoglienza degli ospiti, il materiale informativo e la divisa da delegato. I colleghi stranieri sono stati accolti a braccia aperte dai veneziani che hanno ospitato a casa loro coetanei di altre nazionalità.

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L’Istituto Foscarini di Venezia durante la tre giorni di Foscamun 2016

Lo stesso istituto, tra i più antichi e famosi di Venezia, ha cambiato per l’occasione fisionomia. Le aule dove in genere si fa lezione, sono diventate le sedi per le commissioni su sanità, terrorismo, ambiente, scienza, diritti umani, infanzia e una in particolare sulla tutela dei beni culturali. I giovani, scossi dal disastro di Palmira, hanno infatti sentito l’urgenza di trovare delle soluzioni per difendere i Patrimoni dell’Umanità e lasciarli integri ai posteri.

Per l’occasione sono stati invitati a tenere un breve discorso Isabelle Valentiny dell’UNEP, Vichi De Marchi del WFP, Francesco Zambon di WHO, Alfredo Zannini di Unicef e Wally Merotto dell’Unesco. I lavori dei giovani delegati sono stati svolti in lingua inglese e condotti dai 112 studenti, ma oltre a loro c’è stato chi ha curato il marketing, la logistica per quei tre giorni, i voli per gli ospiti, gli itinerari per conoscere Venezia, i catering, il materiale informativo da distribuire e chi ha tenuto i rapporti con la cooperativa penitenziaria Rio Terà dei Pensieri che ha realizzato in carcere delle borse, riciclando i banner degli scorsi anni.

Non poteva mancare un segretario generale, in questo caso la studentessa Silvia Pelucchi, accompagnata dai suoi vice Caterina Buranelli e Ludovico Calvetti. Il coordinamento è stato diretto da Jacopo Gubert e le pubbliche relazioni da Lorenzo Marzo Magno. Gli studenti fondatori (Alvise Dolcetta, Giacomo Zamprogno, Pietro Haas e Gianni De Michelis), ormai all’Università, non hanno resistito a vivere l’atmosfera che si respira in quei giorni e sono tornati a dare una mano. Le commissioni, aperte al pubblico, sono state davvero interessanti, soprattutto se si tiene presente che l’età dei ragazzi va dai 16 ai 18 anni. Sul sito ufficiale di Foscamun, tutte le varie soluzioni proposte.

Foscamun 2016

La cerimonia di apertura dei lavori di Foscamun 2016

Seduti in cerchio, proprio come i big del Palazzo di Vetro di New York, i delegati hanno iniziato ad affrontare i temi più scottanti, portando la situazione politica e sociale del Paese che rappresentavano. La commissione sulla tutela dei Patrimoni dell’Umanità ha deciso di istruire i caschi blu per la protezione dei siti di interesse collettivo e di creare un museo digitale dei siti minacciati. La commissione sicurezza ha elencato alcune azioni (aiuti economici, militari e umanitari) per i Paesi minacciati da azioni terroristiche. Ha inoltre ritenuto necessario istituire basi militari comuni per il mondo, in particolare in Italia e in Libano; intervenire nella Costituzione della Nigeria e dell’Iran per mettere un freno alla dilagante corruzione e creare una commissione per sorvegliare le elezioni in Siria. Per i diritti umani l’attenzione è stata per i migranti e i minori: i delegati hanno ritenuto opportuno creare una commissione per i migranti tra i Paesi del Mediterraneo, istituire un database europeo con il background dei migranti, promuovere leggi contro il traffico umano e creare un’agenzia che si prenda cura dei migranti durante i vari transiti e non solo quando arrivano.

A chiusura dei lavori, i ragazzi si sono premiati, riconoscendo chi tra loro ha spiccato per capacità di mediare i conflitti o essere un brillante portavoce del Paese che rappresentava. I migliori delegati di Foscamun 2016 sono stati Alvise Polegato, Oscar Kuchinke, Camilla Baruffi, Bianca Rose, Enea Bardon, Orlando Bryon e la spagnola Sonia Soto. I migliori vice presidente di commissione e moderatori sono stati Marco Pitteri, Leonarda Artale e Carlo Bianchini.

Insomma, altro che giovani allo sbando. Per tre giorni con Foscamun si è vista la grinta e la passione di una generazione che sta gettando già i semi per un futuro migliore. Una speranza concreta in un momento in cui i conflitti sembrano dilagare e la pace fatica a farsi sentire.

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