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Nuove tensioni tra Kiev e Mosca infiammano l’ONU

La Russia accusa l'Ucraina di aver condotto operazioni militari sul confine con la Crimea

Crimea

Il Rappresentante Permanente per l'Ucraina alle Nazioni Unite Volodymyr Yelchenko si rivolge alla stampa l'11 agosto. UN Photo/Rick Bajornas

Putin: "Gli attacchi ucraini non possono rimanere senza risposta. Le violenze sono un tentativo per distrarre la società dai suoi problemi”. Il Rappresentante dell'Ucraina all'ONU Volodymyr Yelchenko risponde: "Fantasie. Le accuse sono infondate"

La situazione in Crimea torna ad essere tesa. Mercoledì 10 agosto la Russia ha ufficialmente accusato l’Ucraina di aver portato avanti operazioni militari sul confine al fine di destabilizzare la situazione in Crimea, territorio annesso alla Russia dal 2014. Il Servizio di Sicurezza Federale russo (FSB) in particolare ha affermato che le forze di difesa ucraine avrebbero provato due volte ad entrare nella penisola con lo scopo di danneggiare alcune infrastrutture vitali. L’FSB ha inoltre dichiarato che l’Ucraina ha tentato di far passare in secondo piano l’infiltrazione aprendo, nello stesso momento, il fuoco sul versante russo e uccidendo due agenti.

Immediata la risposta dal Cremlino ai presunti attacchi: “Le persone che sono giunte al potere a Kiev hanno scelto di utilizzare la violenza invece di promuovere la ricerca di una soluzione pacifica” ha dichiarato il presidente russo Vladimir Putin durante una conferenza stampa, precisando che in seguito agli episodi di mercoledì la Russia sta considerando la possibilità di intraprendere nuove azioni militari perchè “gli attacchi ucraini non possono rimanere senza risposta. Il tentativo di sollevare violenze e conflitti rappresenta il desiderio di distrarre la società ucraina dai suoi problemi” ha affermato Putin con una retorica estremamente aggressiva.

Il Presidente ucraino Poroschenko ha intanto indetto lo stato di massima allerta per le truppe stanziate sul confine con la Crimea e ha prontamente respinto tutte le accuse giunte da Mosca, definendole come “un cinico pretesto per avanzare qualche minaccia militare contro l’Ucraina”.

La situazione è critica anche dal punto di vista diplomatico. Al Palazzo di Vetro, poco dopo la diffusione delle accuse da parte della Russia, il Rappresentante Permanente per l’Ucraina all’ONU Volodymyr Yelchenko si è così rivolto alla stampa: “Oggi Putin ha accusato l’Ucraina di aver portato avanti provocazioni militari lungo il confine con la Crimea, affermando che il paese preferisce la violenza alla pace. Questo è assolutamente ridicolo, non abbiamo all’attivo alcuna operazione militare in zone vicine alla Crimea e, inoltre, l’Ucraina non ha mai tentato di risolvere i problemi con la Russia attraverso la guerra. È una provocazione da parte di Mosca”. Il Rappresentante ha poi riportato le parole del Ministro degli Esteri ucraino, Pavlo Klimkin: “L’Ucraina condanna l’ennesima provocazione del Cremlino e rifiuta tutte le accuse, che sono completamente infondate. Il paese fa appello alla comunità internazionale perché vengano presi tutti i necessari provvedimenti politici e diplomatici per evitare che si scateni una nuova serie di violenze”. Poroshenko ha inoltre affermato di voler entrare in contatto diretto con il presidente russo Vladimir Putin e con altri leader del mondo occidentale in modo da prevenire l’escalation delle tensioni tra Kiev e Mosca.

Sempre durante l’incontro con la stampa Yelchenko ha poi paragonato la situazione attuale all’inizio delle aggressioni Russe contro la Georgia risalenti all’agosto 2008 ed ha chiesto alla Russia di mostrare le prove che avrebbero convinto il paese ad allertare la comunità internazionale.

Giovedì 11 agosto il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite si è riunito per una seduta straordinaria richiesta dall’Ucraina. Durante lo stakeout seguito alla riunione Il Rappresentante ucraino ha fatto appello alla OSCE Special Monitoring Mission to Ukraine e alla Missione ONU per i Diritti Umani chiedendo di poter accedere in Crimea per raccogliere testimonianze dirette riguardo ai presunti attacchi, affermando poi: “Siamo pronti per ogni azione che si rivelerà necessaria, vedremo in base a come la situazione si svilupperà. Speriamo che la Russia capisca che non può continuare con questo tipo di atteggiamento”. 

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Crimea

Il Rappresentante Permanente per la Russia all’ONU Vitaly Churkin si rivolge alla stampa l’11 agosto. UN Photo/Rick Bajornas

Altra voce fondamentale nel confronto è stata quella del Rappresentante Russo alle Nazioni Unite Vitaly Churkin. Parlando informalmente con la stampa presso il Palazzo di Vetro egli ha affermato che il modo in cui le notizie si stanno diffondendo è estremamente di parte ed ha definito gli attacchi ucraini sulle truppe russe avvenute presso il confine con la Crimea come un “chiaro atto di sabotaggio e terrorismo”, dichiarando che il governo di Kiev starebbe in questo modo “cercando di distogliere l’attenzione da altri problemi”. Il Rappresentante Russo ha inoltre accusato l’Ucraina di non voler rispettare quanto deciso con il Protocollo di Minsk, firmato nel 2014 dal governo russo e ucraino e volto a garantire una tregua duratura tra le due regioni indipendentiste e il governo di Kiev. Quando una giornalista ha domandato se non fosse il caso di rivisitare l’annessione della Crimea, Churkin ha risposto senza alcuna esitazione: “L’annessione non verrà mai rivisitata”.

La situazione è estremamente tesa sia dal punto di vista militare che diplomatico. Presto ci saranno aggiornamenti.

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