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Migranti: centinaia di giubbotti di salvataggio invadono New York

La campagna Oxfam "Stand as One" mira a un’azione globale per accogliere e proteggere i rifugiati

Migranti

I giubbotti raccolti a Chios posati a Pebble Beach, a Brooklyn. Foto: OXFAM/Darren Ornitz

Alla vigilia dei summit ONU sulla crisi migratoria e dei rifugiati del 19 e 20 settembre, la provocazione promossa da Oxfam su una spiaggia di Brooklyn: una grande macchia arancione a testimoniare i pericolosissimi viaggi compiuti dagli uomini, donne e bambini che li hanno indossati per attraversare il Mediterraneo e sfuggire ai conflitti e alle persecuzioni nel proprio paese

Centinaia di giubbotti di salvataggio raccolti dalle spiagge di Chios in Grecia hanno invaso Pebble Beach, nel cuore del Brooklyn Bridge Park a New York, durante la mattinata del 16 settembre.

Una grande macchia arancione a testimoniare i pericolosissimi viaggi compiuti dagli uomini, donne e bambini che li hanno indossati per attraversare il Mediterraneo e sfuggire ai conflitti e alle persecuzioni nel proprio paese di origine.

Uno stunt promosso da Oxfam alla vigilia dei summit di New York del 19 e 20 settembre sulla crisi migratoria, con l’obiettivo di rilanciare un appello urgente ai leader di governo affinché venga definita un’azione globale in grado di rispondere alla più grave emergenza umanitaria dalla Seconda Guerra Mondiale, garantendo prima di tutto accoglienza e protezione ai 65 milioni di persone costrette nel mondo ad abbandonare le proprie case alla ricerca di un rifugio sicuro, tra cui oltre 20 milioni in fuga in un altro paese. La campagna di Oxfam Stand as One fa appello a un’azione globale per accogliere più rifugiati, impedire che le famiglie siano separate e garantire la sicurezza delle persone che fuggono da guerra e povertà.

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I giubbotti raccolti a Chios posati a Pebble Beach, a Brooklyn. Foto: OXFAM/Darren Ornitz

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