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Matteo Renzi spegne le luci dell’Assemblea Generale dell’ONU

L'intervento del Presidente del Consiglio italiano alla settantunesima UNGA

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Matteo Renzi all'ONU per la settantunesima sessione dell'Assemblea Generale. UN Photo/Cia Pak

Il premier all'ONU lo stesso giorno in cui ha parlato il presidente degli Stati Uniti, ma a sera inoltrata, ultimo intervento della giornata al Palazzo di Vetro. Due i temi dominanti del discorso: le migrazioni e l’importanza di investire nella cultura quanto si spende nella sicurezza. Poi il riferimento a Enea: "Senza pietas e senza attenzione agli altri non c’è società"

A conclusione di una lunga giornata alle Nazioni Unite, nella tarda serata di martedì 20 settembre, il Presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi ha tenuto il suo discorso per la settantunesima edizione dell’Assemblea Generale e ha praticamente spento le luci del Palazzo di Vetro.

Gli interventi dei leader mondiali andranno avanti fino al 26 settembre e avere avuto la possibilità di parlare durante il primo giorno di dibattito, come ha fatto Renzi, è segno di onore e riconoscimento. Dall’altro lato, però, è anche vero che intervenire a New York in tarda serata, quando in Italia è piena notte, potrebbe non essersi rivelata una scelta strategica per quanto riguarda la copertura mediatica e il coinvolgimento del pubblico.

Sul podio dell’Assemblea Generale Renzi ha fatto riferimento alle nuove minacce che preoccupano ora la scena mondiale, minacce che fino a pochi mesi fa sembravano realtà lontane: “Il terrorismo oggi è entrato nella quotidianità. Non colpisce più solo gli obiettivi tradizionali ma arriva direttamente alla dimensione umana”.

I temi dominanti del discorso sono stati due: le migrazioni e l’importanza di investire tanto nella sicurezza quanto nella cultura.

“Il futuro è ormai diventato un luogo di cui dubitare, di cui aver paura, ma noi abbiamo la necessità e la possibilità di scegliere la strada della speranza. I problemi non sono teorici ma hanno ora dei volti, sono sfide e minacce che non hanno più confini” ha affermato il presidente facendo poi riferimento a Nadia Murad Basee Taha, la giovane Yazida che ha vissuto in prima persona gli abusi dell’ISIS. “L’unica arma per combattere il terrorismo è investire nell’educazione e nel capitale umano. Siamo orgogliosi, come Italia, di aver approvato una legge che dice che per ogni euro investito in sicurezza un euro verrà investito in cultura, educazione, nei luoghi dello spirito e dell’anima perchè anche così si combatte la crisi del nostro tempo” ha poi dichiarato Renzi.

Forte anche il riferimento storico e letterario ad Enea: “Enea è l’uomo del viaggio. Egli è partito per creare una nuova città e una nuova civiltà. Si è messo in viaggio portando sule spalle il padre malato, segno di una generazione che non ha paura di prendersi le proprie responsabilità e che si carica il peso di qualcosa che è più di una storia. È anche l’uomo che assicura al figlio Ascanio la possibilità di continuare a vivere e fondare Roma. Enea porta con sé la pietas, un sentimento a metà tra religione e identità culturale che rende una comunità degna di questo nome. Senza pietas e senza attenzione agli altri non c’è società. È in questo spirito che l’Italia affronterà la sfida lanciata da Obama e l’arrivo del 2017”.

Renzi ha poi ricordato i principali impegni a cui l’Italia parteciperà da protagonista il prossimo anno: il G7 di Taormina, in Sicilia; il vertice di marzo in commemorazione della formazione del nucleo originario dell’Unione Europea e la presenza nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

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