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Le carte all’ONU si rimescolano: per SG spunta Georgieva

La bulgara Kristalina Georgieva entra ufficialmente in corsa per il ruolo di nuovo Segretario Generale dell'ONU

Georgieva

Kristalina Georgieva incontra il Segretario Generale ONU Ban Ki-moon nel 2013. UN Photo/Eskinder Debebe

Dopo i deludenti risultati raggiunti da Irina Bokova ai precedenti straw polls il governo Bulgaro appoggia ora Kristalina Georgieva, vicepresidente della Commissione europea e Commissario europeo per il bilancio e le risorse umane. Ma cosa dirà la Russia? E la direttrice dell'UNESCO continuerà la corsa a Segretario dell'ONU nonostante il tradimento di Sofia?

Un nuovo nome è ufficialmente entrato nella corsa per il posto di nuovo Segretario Generale delle Nazioni Unite. Mercoledì 28 settembre il governo bulgaro ha infatti presentato la candidatura di Kristalina Georgieva, attualmente vicepresidente della Commissione europea e Commissario europeo per il bilancio e le risorse umane e già economista della Banca Mondiale. Da Bruxelles, Georgieva ha accettato la nomina rilasciando un comunicato in cui afferma: “Sono profondamente onorata dalla decisione del governo di presentare il mio nome per il ruolo di prossimo Segretario Generale”. Ora, quindi, saranno due le donne bulgare a competere per la posizione: oltre a Georgieva, la direttrice dell’UNESCO Irina Bokova ha fatto sapere ai media che non ha alcuna intenzione di ritirarsi.

La decisione di Sofia non è stata una sorpresa. Già durante le scorse settimane infatti il primo ministro Boiko Borisov aveva dichiarato che, nel caso in cui Bokova non avesse raggiunto le prime tre posizioni durante l’ultimo straw poll del 26 settembre, il governo avrebbe nominato un candidato migliore e più appetibile per la comunità internazionale. Dato che, però, al momento non esiste nessuna procedura che permetta ad uno Stato di ritirare una sua candidatura Bokova rimarrà in gara fino a quando non deciderà per sua volontà di ritirarsi. Il governo di Borisov ha però dichiarato ufficialmente che, da questo momento, il suo sostegno andrà a Georgieva.

L’entrata di Georgieva fa salire a 10 il numero di potenziali successori di Ban Ki-moon e le conseguenze che questo avrà sui prossimi straw polls non sono ancora chiare. In particolare, è risaputo che la Russia propenda per un candidato appartenente all’area geografica dell’Europa orientale (come sancisce il principio di informale di rotazione geografica), ma è piuttosto improbabile che Mosca possa dare il suo appoggio a Georgieva che, anche se bulgara, è Commissario e vicepresidente dell’Unione Europea e quindi potrebbe favorire gli interessi occidentali in una maniera che Mosca non può permettersi di accettare. Al momento, inoltre, i rapporti russi con Francia e Inghilterra (oltre che Stati Uniti) sono particolarmente tesi a causa dell’aggravarsi della crisi umanitaria e dell’escalation di violenze in Siria.

Georgieva, di certo, ha alle spalle un’ottima preparazione: formazione economica, lunga esperienza in campo politico e diplomatico e spiccato interesse per le tematiche del cambiamento climatico e gli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile, tema dominante dell’ultima Assemblea Generale.

Il prossimo straw poll è previsto per il 5 ottobre e, per la prima volta, i cinque paesi con diritto di veto voteranno con un colore particolare in modo che i vari candidati sappiano se il loro nome è stato sfavorito da uno di loro, condizione che impedirebbe l’elezione.

In una situazione complicata per il governo bulgaro, vedremo come si posizionerà Kristalina Georgieva e la conseguente reazione di Irina Bokova.

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