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L’Assemblea Generale conferma: Guterres Segretario Generale ONU

Le Nazioni Unite hanno ufficializzato la nomina dello statista portoghese ex direttore UNHCR

Guterres

L'attuale Segretario ONU Ban Ki-moon incontra il suo successore Antonio Guterres. UN Photo/Eskinder Debebe

Al culmine di un processo caratterizzato da maggiore trasparenza, l'Assemblea Generale dell'ONU ha vistato il successore di Ban Ki-moon precedentemente scelto dal Consiglio di Sicurezza. Antonio Guterres inizierà il mandato il 1 gennaio 2017. Le sue priorità: i rifugiati e le sofferenze dei più vulnerabili

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Per acclamazione il 13 ottobre l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha confermato come nuovo Segretario Generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, già Primo Ministro del Portogallo e Alto Commissario ONU per i Rifugiati. Guterres accederà al ruolo a partire da 31 dicembre 2016, data di fine mandato per l’attuale Segretario Ban Ki-moon, in carica dal 2007.

L’Assemblea Generale dell’ONU ha adottato una consensus resolution proposta dal suo presidente Peter Thomson ed ha votato basandosi sulla raccomandazione fornita dal Consiglio Sicurezza che, il 6 ottobre, ha annunciato in modo definitivo il nome di Guterres come candidato ufficiale per la nomina quinquennale.

“Credo che questo processo dimostri che oggi la vera vincitrice sia la credibilità delle Nazioni Unite. Sono anche consapevole che, in quanto Segretario Generale scelto da tutti i 193 Stati membri, è mio dovere mettermi al servizio di ognuno di loro in maniera eguale e seguire i principi della Carta dell’ONU” ha affermato Guterres poco dopo essere stato eletto.

Dato il suo passato a contatto con le tematiche dei rifugiati, Guterres ha dichiarato che alleviare le sofferenze di questi ultimi e delle persone più vulnerabili sarà una sua priorità. Già quando era capo del UNHCR, infatti, il portoghese ha messo in atto importanti riforme per l’organizzazione dell’agenzia in modo da migliorare ed espandere le risposte alle emergenze e tagliare le spese per il personale e il lavoro amministrativo. Il suo mandato, tra l’altro, è coinciso con la necessità di fornire aiuto umanitario in particolare a rifugiati iracheni e siriani.

Guterres ha anche criticato i paesi europei per la linea adottata nella gestione della crisi, schierandosi a favore dei rifugiati e degli sfollati.

La scelta di Antonio Guterres come successore di Ban Ki-moon arriva in un periodo nel quale sono stati fatti molti sforzi per rafforzare la possibilità di eleggere il primo Segretario Generale di sesso femminile. Tra i 13 candidati al ruolo ben 7 erano donne, tra le quali ricordiamo la bulgara Irina Bokova, direttrice dell’UNESCO e Helen Clark, già Primo Ministro neozelandese e guida dell’UNDP. Nonostante questo, la scelta di Guterres sembra appropriata.

Ban Ki-moon ha affermato che il nuovo Segretario Generale è “conosciuto e apprezzato là dove oggi conta di più: nell’ambiente dei conflitti armati e delle sofferenze umanitarie”.

La risoluzione dell’Assemblea Generale è stata il culmine di uno storico processo iniziato dai suoi membri lo scorso anno: la selezione del Segretario, che per tradizione è sempre avvenuta a porte chiuse sulla base delle preferenze dei paesi predominanti, quest’anno per la prima volta è stata resa più trasparente grazie all’inserimento di dibattiti pubblici con ognuno dei candidati.

Guterres si sta facendo carico del ruolo diplomatico più importante del mondo durante un periodo di scisma all’interno del Consiglio di Sicurezza. In questo momento infatti le Nazioni Unite sono sotto stretta sorveglianza a causa dell’ineffettività delle risposte e degli aiuti forniti per la crisi umanitaria, e ci sono serie tensioni tra la Russia e i paesi occidentali (per le crisi in Siria e Ucraina)  definite da Ban Ki-moon come un “fantasma della Guerra Fredda”. Critiche riguardo alle modalità di operazione sono giunte anche dai rappresentanti di Medici Senza Frontiere che hanno accusato il Commissariato ONU per i Rifugiati di non aver raggiunto le aspettative riguardo alla crisi dei migranti.

Arjan Hahenkamp, capo della sezione danese di MSF, ha affermato: “Credo che Guterres stesse facendo il possibile, cercando di portare a termine accordi bilaterali con specifici paesi in modo da mantenere aperte le frontiere. Ma egli avrebbe dovuto, credo, chiedere al mondo intero di fare ciò che è necessario”.

Guterres trova oggi davanti a sé una lunga serie di accordi e negoziati da portare a termine. Il delicato mandato che inizierà il prossimo gennaio richiede di conciliare le necessità dei paesi benestanti e industrializzati con il dovere di proteggere i più vulnerabili. La pressione, di certo, sarà alta.

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Traduzione di Laura Loguercio

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