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Consiglio di Sicurezza vs missili nordcoreani: chi cederà?

Sanzioni, isolamento e pressioni: gli USA di Trump e l'ultimo assaggio alla ricetta ONU contro i missili di Kim Jong-un

Riunione del Consiglio di Sicurezza sulla Corea del nord

Il Segretario Generale dell'ONU Antonio Guterres e il Segretario di Stato USA Rex W. Tillerson

Alla riunione del Consiglio di Sicurezza dell'ONU sulla Corea del Nord, la comunità internazionale si è schierata contro l'armamento nucleare nord-coreano e ha chiesto un ulteriore isolamento del Paese. Non dovesse funzionare, “gli Stati Uniti sono disposti ad adottare un'azione militare contro il regime di aggressione se necessario” ha detto Rex Tillerson

La Corea del Nord ha lanciato un missile balistico verso il Mar del Giappone a poche ore di distanza dalla chiusura della riunione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU del 28 aprile 2017, incentrata sulla situazione nord-coreana. Durante la riunione, la comunità internazionale ha discusso dei recenti test missilistici della DPRK (Democratic People’s Republic of Korea) e della crescente tensione con gli Stati Uniti.

Rex Tillerson, il segretario di Stato degli USA, paese che detiene la presidenza del Consiglio di Sicurezza per il mese di aprile, ha chiesto alla comunità internazionale riunita di esercitare maggiore pressione sulla Nord Corea, per evitare “conseguenze catastrofiche”. “Gli Stati Uniti sono disposti ad adottare un’azione militare contro il regime di aggressione se necessario” ha detto Tillerson.

Il segretario di Stato USA Rex Tillerson, con la sua ambasciatrice all’ONU Nikki Haley (Foto ONU Rick Bajornas)

“Negli ultimi 20 anni – ha esordito Tillerson nel suo discorso – gli sforzi diplomatici messi in atto per fermare questi programmi sono falliti. La pace si può ottenere soltanto con lo smantellamento delle basi missilistiche. […] La minaccia di un attacco nucleare nordcoreano a Seul o a Tokyo è diventato reale”. “Lo abbiamo detto prima e ripetiamo: la politica della pazienza strategica è finita. Ulteriori pazienza significherà solo l’accettazione di una Corea del Nord nucleare. Ed è probabile che tra poco la Corea del Nord sviluppi la capacità di colpire la terraferma degli Stati Uniti”.
“Il nostro obiettivo non è cambiare il regime, né vogliamo minacciare il popolo nord-coreano o destabilizzare la regione dell’Asia Pacifico. Nel corso degli anni abbiamo ritirato le nostre armi nucleari dalla Corea del Sud e abbiamo offerto aiuti alla Corea del Nord come prova della nostra intenzione di normalizzare le relazioni. Dal 1995, gli Stati Uniti hanno fornito oltre 1,3 miliardi di dollari in aiuti alla Corea del Nord e non vediamo l’ora di ricominciare a dare il nostro contributo quando il D.P.R.K. inizierà a smantellare le sue armi nucleari e programmi di tecnologia missilistica”.

Il Segretario statunitense ha, infine, proposto alla comunità internazionale tre provvedimenti: l’applicazione delle risoluzioni ONU 2321 e 2270 contro la Corea del nord, la sospensione o la diminuzione delle relazione diplomatiche con il Paese e l’isolamento finanziario, applicando nuove sanzioni.

A questo proposito, Tillerson ha invitato tutti i Paesi a interrompere “le relazioni commerciali che finanziano direttamente il programma nucleare e missilistico della RPDC” e ha diretto le sue parole in particolare alla Cina: “La Cina rappresenta il 90% del commercio nordcoreano e da sola ha un potenziale economico su Pyongyang unico al mondo”.

Il ministro degli esteri cinese Wang Yi ha risposto invitando tutte le parti ad affrontare due compiti urgenti: “La priorità è riportare la situazione a un livello di normalità nel minor tempo possibile. La Cina sollecita fermamente tutte le parti a rimanere calme, a essere moderate e a evitare una retorica provocatoria o un’azione che potrebbe portare a un errore di calcolo”. Wang ha sostenuto che la Corea del Nord non è stata l’unica parte colpevole e ha detto che sia gli Stati Uniti che la Corea del Sud hanno contribuito alle tensioni mettendo in scena le esercitazioni militari. La proposta della Cina, perciò, è la cessazione delle esercitazioni da entrambe la parti: le esercitazioni militari USA al confine con la Corea del Nord e i test missilistici nord-coreani.

Il ministro degli Esteri cinese Wang Ly parla ai giornalisti all’uscita del Consiglio di Sicurezza (Foto ONU Manuel Elias)

A questo proposito, molti degli interventi successivi, tra cui quello del ministero degli Esteri britannico Boris Johnson, hanno rifiutato fermamente l’equivalenza tra i test nucleari e missilistici della Corea del Nord e le esercitazioni militari statunitensi.

“In una nazione in cui il PIL complessivo è di circa 25 miliardi di dollari, i suoi cittadini sono costretti a patire enormi sofferenze, ridotti a mangiare foglie e cortecce d’albero, il Governo negli ultimi anni ha dedicato le sue energie soltanto allo sviluppo di armi nucleari e di missili. Solo l’anno scorso, la Corea del Nord ha testato due dispositivi nucleari e più di 24 missili balistici. – ha detto Boris Johnson – Dobbiamo rifiutare qualsiasi pretesa di equivalenza morale tra le azioni della Corea del Nord e le misure difensive e precauzionali di altre nazioni”. E ha aggiunto: “La Cina e la Russia hanno un ruolo vitale in questa vicenda, entrambi sono vicini alla Corea del Nord e possono esercitare una certa influenza su Pyongyang, anche in qualità di membri permanenti di questo Consiglio”. “La Corea deve interrompere i test missilistici, disarmando in modo completo il suo Paese in modo verificabile e irreversibile. Solo allora si potrà la pace e la sicurezza in quella regione sarà assicurata – e solo allora i popoli della Corea del Nord hanno la possibilità di un futuro migliore”.

Parole simili ha usato il rappresentante della Francia, l’amabasciatore M. François Delattre: “Impegnandosi per anni in uno sforzo metodico avviato ai più alti livelli del regime, di acquisire un arsenale nucleare operativa, la Corea del Nord ha sfidato tutti i divieti di questo Consiglio e le ripetute richieste di tutta la comunità internazionale. Oggi vediamo una crescita costante e rapida nei programmi di proliferazione della Corea del Nord, che è sempre più vicina alla padronanza capacità operativa. Questo è inaccettabile”.

Il Sottosegretario di Stato agli Affari Esteri e alla Cooperazione Internazionale Benedetto Della Vedova, che rappresentava l’Italia in questa riunione di livello “ministeriale” del Consiglio di Sicurezza, ha espresso una linea simile a quella degli alleati europei: “Crediamo fermamente che un aumento coerente e completo delle sanzioni sia l’unico modo per renderli efficaci nel quadro di una strategia globale per la pace e la sicurezza a lungo termine. A questo proposito, mi permetto di ricordare ciò che il gruppo di esperti ha affermato lo scorso febbraio che l’attuazione del regime delle sanzioni rimane insufficiente e altamente incoerente, mentre – cito – “tutti gli Stati membri dovrebbero ribadire il loro impegno per una rigorosa applicazione delle sanzioni delle Nazioni Unite”.

Il Consiglio di Sicurezza dell’ONU durante la riunione dedicata alla proliferazione nucleare nella Corea del Nord (Foto ONU Rick Bajornas)

Nel suo discorso Antonio Guterres, Segretario Generale dell’ONU, ha cercato di gettare acqua su fuoco e sancito la linea della comunità internazionale, invitando, come sempre, alla prevenzione: “Il conflitto armato nell’Asia nordorientale, che ospita un quinto della popolazione mondiale e il prodotto interno lordo, avrebbe implicazioni globali”, Guterres ha detto che dal gennaio 2016, la RPDC ha condotto due prove nucleari, più di 30 lanci usando la tecnologia dei missili balistici e varie altre attività relative ai programmi di missili nucleari e balistici, violando le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza. “La RPDC è l’unico paese a condurre test nucleari questo secolo. Dobbiamo supporre che, con ogni prova o lancio, la DPRK continua a fare progressi tecnologici nel suo perseguimento di una capacità nucleare militare”, ha detto, citando una recente dichiarazione di un delegato nord-coreano, per il quale “aumentare gli armamenti nucleari rappresenta la politica del nostro Stato”. Il Segretario Generale, perciò, ha ammonito la Corea del Nord e ha invitato la comunità internazionale ad aumentare gli sforzi per gestire le tensioni, “Il Consiglio dispone di strumenti importanti a sua disposizione, dalle sanzioni ai canali di comunicazione”, ha aggiunto.

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