Cerca

OnuOnu

Commenti: Vai ai commenti

All’AG ONU eletto Miroslav Lajčák, riforme e il clima in cima all’agenda

L'Assemblea Generale dell'ONU sceglie il suo primo presidente Slovacco

Il Presidente dell'Assemblea Generale, Miroslav Lajčák

Il Ministro degli Esteri ed Europei della Slovacchia Miroslav Lajčák è stato eletto il 72esimo Presidente dell'Assemblea Generale dell'ONU. Nel suo discorso ha stabilito le priorità: l'avvicinamento dell’ONU ai cittadini, la diplomazia preventiva, l'immigrazione, gli obiettivi di sviluppo sostenibile con enfasi sul cambiamento climatico, la difesa dei diritti umani e la riduzione delle ineguaglianze

Il Ministro degli Affari Esteri ed Europei Slovacco, Miroslav Lajčák, è stato eletto dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite come il loro 72esimo Presidente. Quest’anno Lajčák aveva fatto una intensa campagna per la posizione di segretario generale dell’ONU— anche se era considerato sin dall’inizio tra i favoriti è stato sconfitto dall’ex primo ministro del Portogallo e Alto Commissario ONU per i Rifugiati, Antonio Guterres.  Nonostante, anzi probabilmente a causa di quella prima sconfitta, i paesi delle Nazioni Unite lo hanno scelto come presidente dell’Assemblea Generale che l’ha eletto per acclamazione. Lajčák era anche l’unico candidato per la posizione e la sua elezione non è stata una sorpresa per i delegati, i 193 Stati membri hanno esultato quando l’attuale presidente, Peter Thomson, ha annunciato il risultato. La sua elezione, in ogni caso, sorprende perché rappresenta la prima volta in cui la Slovacchia viene eletta per ricoprire questo ruolo.

Ora, attraverso questo ruolo chiave all’interno dei lavori dell’ONU, Lajčák ha fissato le sue sei priorità che includono: l’avvicinamento dell’ONU ai cittadini, il ruolo primario della diplomazia preventiva, il problema dell’immigrazione, gli obiettivi di sviluppo sostenibile con enfasi sul cambiamento climatico, la difesa dei diritti umani e la riduzione delle ineguaglianze.

L’assegnazione dell’incarico a una personalità dell’Europa centro-orientale fa sorgere domande sull’equilibrio geopolitico e sulle relazioni tra i Paesi. Lajčák ha parlato proprio del principio di equa rappresentanza, uno dei pilastri dell’ONU, e della sua volontà di assicurare un “equilibrio geografico” che potrebbe riflettere gli interessi di tutte le nazioni— anche gli stati più piccoli. Lajčak ha inoltre aggiunto che è giunto il momento di riformare il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e che si impegnerà per farlo.  Ha concluso il suo discorso affermando di volere “che tutti gli Stati membri indipendentemente dalla dimensione, dal potere e dall’affiliazione possano avere un senso di appartenenza e di uguaglianza uguale”.

Lajčak è stato assalito dalla stampa in merito alla notizia di un eventuale ritiro da parte degli Stati Uniti dall’Accordo di Parigi. Il neo- eletto presidente si è rifiutato di esprimersi a riguardo, reiterando semplicemente che “Il clima è una priorità e una questione di sopravvivenza per alcuni paesi membri dell’Onu” aggiungendo anche che “l’Accordo di Parigi è uno dei più grandi successi recenti della comunità internazionale e dobbiamo applicarlo.” In questi giorni si vedrà anche cosa succederà alla Conferenza mondiale sull’Oceano, dove al Palazzo di Vetro si parlerà dell’impatto del cambiamento climatico.

Iscriviti alla nostra newsletter / Subscribe to our newsletter