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Mira Sorvino sul traffico di esseri umani: non si può più fingere di non vedere

High-Level Meeting dell'UNGA77 sul traffico di essere umani: nel 2016, 40.3 milioni le vittime della “moderna schiavitù”

L'attrice Mira Sorvino, Goodwill Ambassador for the Global Fight Against Human Trafficking (Foto ONU)

“Il traffico di esseri umani è ovunque intorno a noi, in ogni regione del mondo”, ha detto il Segretario Generale, António Guterres. Intervenendo sulla valutazione del piano globale d’azione dell’ONU per combattere la tratta di esseri umani, l'attrice italo-americana Mira Sorvino, "ambasciatrice ONU" per la lotta al fenomeno, è fiera dell'aiuto dell'Italia. E si commuove

Emarginati e oppressi. Vittime di povertà, disuguaglianza e conflitti. I più deboli. Che a volte scompaiono. Diventano ombre. Milioni di invisibili che, attraverso i confini del mondo, si trasformano in merce di scambio. A tutte le latitudini. Secondo il Global Report sul traffico di esseri umani, redatto dallo Unodc (United Nations Office on Drugs and Crime), dieci milioni di persone sono costrette a lavori forzati, sono vittime di abusi sessuali, sono reclutate come ‘bambini soldato’ e costretti a subire altre forme di sfruttamento.

“Il traffico di esseri umani è ovunque intorno a noi, in ogni regione del mondo”, ha detto il Segretario Generale, António Guterres, intervenendo all’High-Level meeting sulla valutazione del piano globale d’azione dell’ONU per combattere la tratta di esseri umani. Un affare illecito che “si aggrappa ai più deboli e ai più vulnerabili”, ha spiegato il Segretario Generale durante il suo discorso. “Donne e ragazze, ma anche giovani, sfruttati con crudeltà per sesso o per il traffico di organi vitali. Bambini costretti a infinite elemosine e uomini obbligati a lavori brutali”, ha aggiunto Guterres, citando anche le imprese che, senza scrupoli, da Nord a Sud, traggono benefici dalla miseria.

Alla conferenza, presente anche Mira Sorvino, Goodwill Ambassador for the Global Fight Against Human Trafficking. Che si commuove spesso. E che, come italo-americana ringrazia l’Italia per aver contribuito, donando un milione di dollari, a questa battaglia (nel video al minuto 6.40). E ricorda, all’inizio del suo discorso, ogni istante dei suoi viaggi compiuti con le Nazioni Unite. “Ho intervistato decine di sopravvissuti che hanno subito brutalità inumane”, ha detto Sorvino. Fiera di servire l’ONU dal 2009 e felice dei risultati conseguiti, l’attrice ha sottolineato l’importanza di agire e di non rimanere immobili negli annunci. Trasformare le parole in “azioni robuste e significative”. Per milioni di persone che versano in condizioni difficili.

Nel 2016, 40.3 milioni di persone sono state vittime di quella che Sorvino ha chiamato una “moderna schiavitù”. Di queste, il 71% sono donne e ragazze e un quarto sono bambini. Numeri enormi. “I governi non possono voltarsi dall’altra parte quando si osserva il traffico di esseri umani”. Si riferisce soprattutto a ragazze e ragazzi inghiottiti da ombre e da abusi sessuali. “Non possiamo più far finta di non vedere”, ha aggiunto l’attrice, cha ha ricordato il diritto di ogni essere umano a perseguire percorsi educativi. I numeri sono impressionanti: 60 milioni gli sfollati, di cui 20 i rifugiati. “Il traffico di esseri umani è una diretta conseguenza e non un lato dell’effetto”, ha dichiarato l’attrice durante il suo intervento. Centinaia di vite umane, donne, uomini e bambini che lasciano i loro Paesi alla ricerca di sicurezza e che si trovano poi alla mercé di persone spietate. Pronte a tutto.

Nel 2016, 40.3 milioni di persone sono state vittime del traffico di esseri umani

“Migliaia di persone sono morte in mare, nel deserto e nei centri di detenzione, nelle mani di trafficanti sciagurati”, ha ricordato il Segretario Generale. Che ha parlato di “reti criminali” che hanno utilizzato disordini sociali e disperazione per espandere la loro brutalità. Guterres ha poi condannato le attività di gruppi terroristici come Daesh e Boko Haram che continuano a dare la caccia e a schiavizzare centinaia di persone. Tra cui molte donne e giovanissimi.
“Queste gang e questi gruppi sono globali. E sono ben organizzati”, ha detto il Segretario Generale. Che ha aggiunto: “Sono tecnologicamente esperti e sono molto abili a sfruttare le lacune di governi e le debolezze delle istituzioni”. Che devono essere determinate a contenere anche questa minaccia perché, troppo spesso, i trafficanti di esseri umani agiscono e operano impunemente, ricevendo molta meno attenzione di quanta ne possano avere i narcotrafficanti. “Questo deve cambiare”, ha detto.  “Ho visto molti signori della droga in prigione, giustamente. Non ho mai visto trafficanti di esseri umani”, ha aggiunto il Segretario Generale. Che, in un certo senso, ha accusato la politica di sentirsi più coinvolta dalla piaga del narcotraffico e di non aver fatto abbastanza: “Ricordo quando ero Primo Ministro (del Portogallo, ndr), quasi 20 anni fa. Ho sempre pensato che i miei figli potessero essere, un giorno, vittime della droga. Non ho mai pensato potessero diventare vittime del traffico”.
“È nostra responsabilità, in quanto leader, di rendere il traffico di esseri umani una vera priorità nella cooperazione internazionale”, ha aggiunto Guterres.

Per il Segretario Generale, compito della Comunità internazionale sarà anche quello di creare canali di migrazione legali e sicuri. E nella lotta al traffico, fondamentale sarà sostenere il diritto di asilo per i rifugiati.
“Dobbiamo rafforzare il supporto alle vittime”, ha detto Guterres, parlando dell’importanza di fornire assistenza ai sopravvissuti. “Nessuno dovrebbe confrontarsi con il trauma delle proprie esperienze da solo”.
“Finché esisterà questo crimine, non potremo dire ai giovani che il futuro sarà meglio del passato. E non potremo offrire un mondo di speranza e di opportunità. Per tutti”, ha concluso.

 

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