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Siria: per Guterres l’incontro di Sochi segna inizio processo costituzionale

Al Palazzo di Vetro dell'ONU il Segretario Generale incontra i giornalisti per dare il suo giudizio sugli incontri di Sochi per la Siria

Antonio Guterres durante l'incontro di venerdì con i giornalisti fuori dal Consiglio di Sicurezza dell'ONU (Foto Mark Garten)

Nonostante boicottaggi e contraddizioni, i 1500 siriani che hanno partecipato alle negoziazioni hanno compiuto un rilevante passo avanti. Il dialogo per un accordo costituzionale in Siria è ufficialmente iniziato.

“È stato scritto e detto molto, riguardo Sochi. Vorrei condividere il motivo per cui credo che ci troviamo in un momento significativo per il processo di pace,” ha esordito Antonio Guterres, Segretario delle Nazioni Unite, durante il suo incontro con  la stampa venerdì al Palazzo di Vetro a proposito della conferenza di Sochi per la Siria.

Nel suo discorso, Guterres ha sottolineato tre punti rilevanti a riguardo. Primo, la sua inclusività. Secondo, in linea con la Risoluzione 2254 del Consiglio di Sicurezza, sarà formato un Comitato Costituzionale rappresentativo di governo, opposizione, società civile e gruppi religiosi. Terzo, l’accordo finale riguardo al Comitato Costituzionale verrà raggiunto nelle discussioni presiedute dall’ONU a Ginevra.

Così, Guterres ha sottolineato che l’obiettivo finale condiviso riguardo alla Siria rimane la piena implementazione del Comunicato di Ginevra del 2012, che propone un accordo sostenuto internazionalmente relativo alla formazione di un governo di transizione in grado di raccogliere il consenso tra le parti, e della Risoluzione 2254, che conferma il Comunicato di Ginevra e “encomia” l’ISSG (International Syria Support Group).

Ma, in sostanza, il meeting di Sochi non fa altro che passare di nuovo la parola a Ginevra, presentando almeno due handicap rilevanti. Paradossalmente, nonostante dovesse essere un evento inclusivo di tutti gli attori in campo, ha lasciato senza rappresentanza una buona frazione del popolo siriano. Inoltre, ha fallito nel tentativo di consolidare il ruolo di garante della Russia.

Da una parte i gaps nella rappresentanza. Mancavano all’appello sia il PYD che il Kurdish National Council, rendendo inesistente la presenza curda, che ha deciso di boicottare il meeting in protesta per l’operazione turca Afrin.

Dall’altra, la Russia sembra non essere stata capace di gestire il meeting. Il discorso del Ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov, durante la cerimonia d’apertura, è stato interrotto numerose volte da grida e slogans, e 83 delegati dell’opposizione siriana si sono rifiutati di sedersi sotto la bandiera ufficiale della Siria, fermando il meeting per ore. 

Nonostante ciò, nonostante boicottaggi e contraddizioni, i 1500 siriani che hanno partecipato alle negoziazioni hanno compiuto un rilevante passo avanti. Il dialogo è ufficialmente iniziato. “È stato difficile, abbiamo avuto un dibattito acceso, ma è abbastanza normale quando le persone discutono. Ci sono differenze tra opinioni. Il problema principale era quello di dare via al dialogo e trovare un punto di inizio per discutere delle riforme costituzionali.” ha detto Quadri Jamil.

Non resta che sperare in una soluzione sempre più inclusiva. “Esorto il governo e le delegazioni dell’opposizione e tutti gli Stati con un’influenza a cooperare con il mio Inviato Speciale Staffan De Mistura. Dobbiamo assicurare che le Nazioni Unite facciano proseguire il processo a Ginevra, con credibilità e serietà. E chiedo l’accessibilità agli aiuti umanitari, lo stretto rispetto per il diritto internazionale umanitario e, in particolare, la protezione dei civili. Non abbiamo un momento da perdere,” ha dichiarato Guterres.

 

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