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ONU: Italia e Qatar nel Gruppo di Amici per la Responsabilità di Proteggere

I due Paesi hanno acquisito il ruolo di guida della sessione 2018 del Gruppo per "stimolare la riflessione e facilitare l’azione coerente"

La Rappresentante Permanente del Qatar, Alya Ahmed Saif Al-Thaniitaliano e il Rappresentante Permanente dell'Italia, Sebastiano Cardi, capitanano il nuovo Gruppo di Amici per la Responsabilità di Proteggere. All'incontro hanno partecipato anche altri rappresentanti. "La responsabilità di proteggere la popolazione incombe su ogni Stato e sulla comunità internazionale nel suo insieme", ha detto il copresidente.

New York, 20 marzo 2018: Si è tenuto oggi presso la Delegazione dell’Unione Europea alle Nazioni Unite a New York il primo incontro del 2018 a livello Ambasciatori del Gruppo di Amici per la Responsabilità di Proteggere. Il Gruppo è guidato quest’anno dall’Italia e dal Qatar, che subentrano ai Paesi Bassi e al Ruanda.

Alla riunione, presieduta dal Rappresentante Permanente italiano all’ONU Amb. Sebastiano Cardi e dall’omologa qatarina Amb. Alya Ahmed Saif Al-Thani, sono intervenuti Jean-Pierre Lacroix, Under-Secretary-General per le operazioni di peacekeeping, Adama Dieng Consigliere Speciale del Segretario Generale per la prevenzione del genocidio, Ivan Šimonović Consigliere Speciale del Segretario Generale per la responsabilità di proteggere, e Simon Adams Direttore Esecutivo del Centro Globale per la responsabilità di proteggere e Segretario del Gruppo di Amici.

Gruppo di Amici per la Responsabilità di Proteggere (foto Italian UN Mission)

Obiettivo dell’Italia, in veste di copresidente, sarà di valorizzare il ruolo del Gruppo di Amici nello stimolare la riflessione e facilitare l’azione coerente degli organi ONU competenti -l’Assemblea Generale, il Consiglio di Sicurezza, il Segretario Generale – sulla responsabilità di proteggere. L’impatto di conflitti e instabilità sulle popolazioni è ogni giorno sotto i nostri occhi: la responsabilità di proteggere la popolazione incombe su ogni Stato e sulla comunità internazionale nel suo insieme. Le Nazioni Unite si sono dotate di strumenti che, con la riforma dell’ONU nel settore pace e sicurezza promossa dal Segretario Generale, offrono l’opportunità di rendere più efficace e coerente l’azione di prevenzione dei conflitti per impedire le atrocità contro i civili.”

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