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Assalto finale in Siria: De Mistura pronto ad andare a Idlib per salvare i civili

L'appello del Segretario Generale ONU Antonio Guteress: "La popolazione civile deve essere protetta", mentre la Russia è pronta all'attacco

Un bambino a Idlib in una scuola distrutta, 2016 ( foto UNICEF)

L'inviato speciale ONU per la Siria, Staffan De Mistura, ritiene che le manovre militari del governo siriano per riprendersi Idlib possano causare “il peggior scenario di guerra possibile”, e quindi avanza l’offerta di scortare personalmente i rifugiati al sicuro, evitando l’attacco imminente per il controllo della città

L’Inviato Speciale delle Nazioni Unite per la crisi in Siria, Staffan De Mistura, continua ad avvertire la comunità internazionale sull’instabilità della situazione siriana e sulle condizioni delle migliaia di rifugiati nella città di Idlib.

De Mistura ritiene che le manovre militari del governo siriano per riprendersi Idlib possano causare “il peggior scenario di guerra possibile”, avanzando l’offerta di scortare personalmente i rifugiati al sicuro, evitando l’attacco imminente per il controllo della città.

L’Inviato Speciale per la Siria Staffan De Mistura ( foto ONU/Violaine Martine)

Le parole dell’Inviato ONU speciale riprendono i timori del Segretario Generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, il quale, mercoledì 29 agosto, avvertiva che le manovre militari su larga scala vicino alla città siriana avrebbero condotto a una inevitabile catastrofe umanitaria.

Guterres si “appella al governo siriano e alle altre parti coinvolte affinché abbiano come fine ultimo la protezione dei civili ed esercitano un maggiore controllo”, richiedendo immediate rassicurazioni sulla questione dell’utilizzo di armi chimiche in combattimento, che provocherebbero effetti devastanti in termini di vite civili.

La richiesta del Segretario Generale si basa sul rapporto di John Ding, Direttore delle Operazioni per l’ufficio ONU per il coordinamento degli Affari Umanitari, che riportava di intensi bombardamenti aerei sull’aerea di Idlib, che avrebbero causato morte e distruzione, rendendo necessario l’istituzione di una rete di aiuto e supporto alle popolazioni locali.

La situazione a Idlib era già tesa nei mesi precedenti: l’area era diventata la destinazione di molti rifugiati provenienti dalle altre zone di guerra. Inoltre, Idlib era protetta da una accordo internazionale di “cessate il fuoco”, stipulato tra Russia, Turchia ed Iran, i cosiddetti “garanti di Astana”, dal nome della capitala kazaka dove l’accordo ha preso forma.

Negli ultimi sei mesi, sono circa 500.000 i rifugiati giunti nella città e provenienti per la maggior da parte da Dera’a, dalla zona orientale del distretto di Ghouta e dalle altre aeree in mano all’opposizione.

De Mistura inoltre afferma che Idlib presenta “un’alta concentrazione di foreign fighters”, circa 10.000 membri di Al Nusra o Al Qaeda, terroristi riconosciuti come tali dalle Nazioni Unite.

Riprendendo le affermazioni del Segretario Generale di mercoledì, De Mistura ritiene che, nonostante non ci sia alcun dubbio sulla leicità dell’azione del governo siriano di combattere i terroristi e di tentare di ricostruire l’integrità nazionale, l’utilizzo di armi chimiche sarebbe inaccettabile.

Alto rischio di una catastrofe umanitaria a Idlib (foto WFP/Hussam Al Saleh)

“Sono ancora una volta pronto, mentalmente e fisicamente, a intervenire in prima persona, questa volta con la cooperazione del governo” ha affermato De Mistura, riferendosi alla stessa proposta che aveva avanzato ad Aleppo nel 2016, rifiutata da Al Nusra.

L’intento dell’inviato speciale è quello di stabilizzare la situazione il più possibile per arrivare al meeting di Ginevra del 10 e 11 settembre, dove si incontreranno Russia, Turchia ed Iran e durante il quale si tenterà la via della diplomazia.

Intanto Mosca ha pianificato una serie di esercitazioni navali tra l’1 e l’8 settembre nel Mar Mediterraneo, affidando il controllo delle operazioni al Capo di Stato Maggiore della Marina, l’Ammiraglio Vladimir Koroliov, che coordinerà l’azione di  “2 sottomarini, 34 veivoli, e 26 navi da guerra”.

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