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Siria, l’ultimo monito di De Mistura al Consiglio di Sicurezza: “Restate uniti”

Il successo di colui che prenderà il suo posto, ha detto l'inviato speciale uscente, molto dipenderà dall'unità e dal senso di responsabilità del Consiglio

Il segretario generale Antonio Guterres con l'inviato speciale in Siria Staffan De Mistura.

Dopo aver tracciato un bilancio del proprio mandato, De Mistura ha lanciato un monito al Consiglio: "Non commettete errori", ha detto. "Come per i miei predecessori e per me, il successo di chi prenderà il mio posto dipenderà dalla vostra unità e dal vostro impegno a rafforzare e sostenere il ruolo delle Nazioni Unite e fare pressione su tutte le parti per avviare un vero dialogo, un processo di negoziazione e di compromesso per soddisfare le esigenze del popolo siriano" 

Staffan De Mistura si è congedato dalle Nazioni Unite, dopo aver annunciato circa due mesi fa le sue dimissioni da inviato speciale del Segretario Generale in Siria, intervenendo con un ultimo briefing in Consiglio di Sicurezza. Un briefing in cui ha ricordato ai 15 membri del più potente consesso internazionale che il loro mandato consiste nel facilitare un processo di pace pensato per i siriani e dal popolo siriano condotto. Un processo, ha detto, che rappresenta “l’unico modo per consentire ai siriani di determinare il proprio futuro”.

Per De Mistura, il 2019 sarà dunque il punto di svolta fondamentale per il destino del Paese. L’inviato uscente ha aggiornato il Consiglio sulle sfide che rimangono da affrontare per creare una nuova costituzione più inclusiva per il Paese mediorientale dilaniato da sette anni di conflitto, obiettivo che è stato oggetto di intense consultazioni con i ministri di Russia, Turchia e Iran all’inizio di questa settimana. Il processo dovrà determinare la lista dei 50 individui che comporranno la commissione costituzionale, insieme ai 50 nominati dal governo e dai leader dell’opposizione.

Parlando del vertice di Ginevra che ha coinvolto i ministri degli Esteri dei tre Paesi più coinvolti nel destino della Siria, l’inviato speciale ha informato il Consiglio dei progressi fatti sulla scelta dei nomi, ma ha specificato che “non ci sentiremmo a nostro agio” a concedere subito “il timbro di legittimità delle Nazioni Unite a tutti e 50”. “Nessuna lista sarà perfetta”, ha aggiunto. “Ma nella nostra valutazione, c’è bisogno di un’ulteriore revisione e revisione”.

De Mistura ha poi tracciato un bilancio del proprio mandato come inviato speciale, ricordando come alcuni miglioramenti sull’accesso umanitario siano stati fatti e molte vite siano state salvate. Il diplomatico italo-svedese ha però anche sottolineato che neppure questi sforzi diplomatici hanno potuto avvicinarsi a ciò “di cui i civili avevano disperatamente bisogno e che ci avevano chiesto”: restano sulla coscienza della comunità internazionale, pesanti come un macigno, le centinaia di migliaia di persone uccise e i milioni di sfollati.

Proprio in questo quadro, De Mistura ha lanciato un monito al Consiglio: “Non commettete errori”, ha detto. “Come per i miei predecessori e per me, il successo di chi prenderà il mio posto dipenderà dalla vostra unità e dal vostro impegno a rafforzare e sostenere il ruolo delle Nazioni Unite e fare pressione su tutte le parti per avviare un vero dialogo, un processo di negoziazione e di compromesso per soddisfare le esigenze del popolo siriano e attuare la risoluzione del Consiglio 2254″.

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