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Il Ministro Tria all’ONU su crescita inclusiva e lotta alle diseguaglianze

Dopo gli appuntamenti a Washington con il FMI, il Ministro al Palazzo di Vetro ha partecipato Forum sul Finanziamento per lo Sviluppo dell’ECOSOC

Il ministro Giovanni Tria (Twitter / Missione italiana all'ONU).

L’agenda del Ministro ha previsto anche un pranzo con il segretario generale dell’UNCTAD, il principale organismo dell’ONU che riguarda globalizzazione e commercio, e, dopo la partecipazione al panel, un incontro con il direttore del Green Climate Fund

Dopo il suo colloquio a Washington – definito “cordiale e costruttivo – con Christine Lagarde, managing director del Fmi, il ministro delle Finanze Giovanni Tria è volato a New York, per partecipare al panel “Promoting inclusive growth and reducing poverty” del Forum sul Finanziamento per lo Sviluppo dell’ECOSOC in programma al Palazzo di Vetro dal 15 al 18 aprile.

A Washington, Tria ha tenuto a illustrare in modo approfondito logica e sostenibilità delle scelte fatte con il Def e il pacchetto crescita per quest’anno e il triennio, insistendo anche sulla necessità di una revisione culturale dell’approccio e delle ricette europee in fatto di salvaguardia della stabilità. Lagarde ha sottolineato l’urgenza di rafforzare la cooperazione internazionale per attenuare i contraccolpi del rallentamento economico globale e al tempo stesso di puntare sulla ricerca del compromesso a livello europeo.

A New York, poco prima del suo intervento all’ECOSOC, il Ministro ha incontrato il vicesegretario generale dell’Onu, Amina Mohammed, alla quale ha espresso il sincero e non formale impegno dell’Italia a favore dello sviluppo sostenibile e della lotta al cambiamento climatico. La Mohammed ha sottolineato che su questi temi non è più tempo di parole: gli appuntamenti di settembre, assemblea generale Onu e conferenza sul clima, devono diventare il momento delle decisioni concrete. Dal canto suo, Tria ha insistito sulla necessità di dare coerenza a queste politiche, di aumentare gli investimenti pubblici e privati, di creare maggior coordinamento nell’azione delle banche come delle agenzie multilaterali.

 

“La globalizzazione tende ad aumentare le diseguaglianze nei paesi ricchi perché i ‘perdenti’ sono prima di tutto e molto probabilmente quelli con basse dotazioni di capitale, fisico e umano, e redditi bassi”, ha detto Tria durante il suo intervento al panel ECOSOC. Il titolare delle Finanze si è anche soffermato sull’accesso all’istruzione per le famiglie a basso reddito (“Un maggiore accesso all’istruzione da parte delle famiglie a basso reddito può essere un mezzo efficace per aumentare l’uguaglianza delle opportunità e, nel lungo termine, per ridurre le diseguaglianze di reddito”), e sul problema della cosiddetta “fuga dei cervelli” (“L’istruzione non basta perché, se non hai opportunità di lavoro adeguate, aumenta la pressione migratoria e la fuga dei cervelli. Quindi bisogna investire anche in infrastrutture e produttività”). L’agenda del Ministro ha previsto anche un pranzo con il segretario generale dell’UNCTAD, il principale organismo dell’ONU che riguarda globalizzazione e commercio, e, dopo la partecipazione al panel, un incontro con il direttore del Green Climate Fund.

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