Cerca

OnuOnu

Commenti: Vai ai commenti

World Press Freedom Day, Guterres: “Stampa libera essenziale per la democrazia”

Il Segretario Generale ONU ha espresso preoccupazione per gli attacchi ai giornalisti e la disinformazione, che intacca anche le democrazie più salde

Tempi difficil per la libertà di stampa. A dimostrarlo, il dato dell’UNESCO, secondo cui almeno 100 giornalisti sono stati uccisi per via del loro lavoro nel 2018, e altre centinaia sono stati imprigionati. 1307 giornalisti sono stati uccisi tra il 1994 e lo scorso anno. Dati che suscitano la preoccupazione dello stesso Segretario Generale, che ha fatto sapere di essere “molto turbato” dal numero crescente di attacchi diretti contro gli operatori dei media e dalla “cultura di impunità” che circonda tali attentati alla libertà di stampa

In un periodo storico in cui la disinformazione e la sfiducia nei confronti dei media sono drammaticamente in crescita, una stampa libera è essenziale, ha affermato il Segretario Generale ONU Antonio Guterres, “per la pace, la giustizia, lo sviluppo sostenibile e i diritti umani”. Guterres, in occasione del World Press Freedom Day, ha sottolineato come nessuna democrazia sia completa, senza l’accesso garantito a un’informazione che sia affidabile e trasparente, e ha definito il giornalismo libero “la pietra angolare per costruire istituzioni eque e imparziali, per poter chiedere conto ai leader del loro operato e per raccontare la verità di fronte al potere”.

La commemorazione di quest’anno ha al centro il ruolo centrale che il giornalismo ricopre nel difendere la democrazia e nel garantire elezioni eque, in un momento storico in cui la disinformazione sta diventando un problema sempre più preoccupante anche nei sistemi democratici più antichi e sofisticati del mondo. Proprio a questo proposito, Guterres ha dichiarato che sono i fatti, non le falsità, a dover guidare le persone nello scegliere i propri rappresentanti politici. Per il Segretario Generale, mentre la tecnologia ha trasformato le modalità in cui riceviamo e condividiamo le informazioni, essa viene talvolta utilizzata per fuorviare l’opinione pubblica e alimentare violenza e odio.

Tempi difficili, si diceva, per la libertà di stampa. A dimostrarlo, il dato dell’UNESCO, secondo cui almeno 100 giornalisti sono stati uccisi per via del loro lavoro nel 2018, e altre centinaia sono stati imprigionati. 1307 giornalisti sono stati uccisi tra il 1994 e lo scorso anno. Dati che suscitano la preoccupazione dello stesso Segretario Generale, che ha fatto sapere di essere “molto turbato” dal numero crescente di attacchi diretti contro gli operatori dei media e dalla “cultura di impunità” che circonda tali attentati alla libertà di stampa.

La giornata mondiale della libertà di stampa viene celebrata con diversi eventi in tutto il mondo: tra questi, la conferenza globale “Media for Democracy, Journalism and Elections in Times of Disinformation” nella capitale etiope, Addis Abeba, organizzata dal Governo locale, dall’Unione africana e dall’UNESCO; una conferenza a Beirut, capitale del Libano, sullo stesso tema, organizzata dall’ufficio locale dell’UNESCO e dal ministero dell’Informazione, e l’evento di alto livello alle Nazioni Unite, che ha visto la partecipazione di Guterres, della presidente dell’Assemblea Generale Maria Fernanda Espinosa Garces, dalla presidente dell’United Nations Correspondent Association, Valeria Robecco, e una tavola rotonda di esperti.

Iscriviti alla nostra newsletter / Subscribe to our newsletter