Cerca

OnuOnu

Commenti: Vai ai commenti

Guterres: Colpire edifici religiosi e fedeli è un crimine di guerra

Il Segretario Generale all'ONU lancia il "Plan of Action to Safeguard Religious Sites" contro l'intolleranza religiosa e le sue applicazioni violente

Il Segretario Generale Antonio Guterres.

Una iniziativa targata ONU per garantire la sicurezza dei luoghi di preghiera e dei fedeli che li frequentano, tante volte target della follia omicida di estremisti o gruppi terroristici. Lo ha annunciato António Guterres, Segretario Generale ONU, a pochi giorni dall’inizio ufficiale della 74esima sessione dell’Assemblea Generale. L’iniziativa si chiamerà “United Nations Plan of Action to Safeguard Religious Sites”, e sarà una risposta, ha fatto notare il Segretario Generale, all’inquietante aumento di fenomeni come antisemitismo, odio contro i musulmani, attacchi contro i cristiani e altri gruppi religiosi. “Solo negli ultimi mesi, ebrei sono stati assassinati nelle sinagoghe, musulmani uccisi a colpi di arma da fuoco nelle moschee, cristiani uccisi durante la preghiera”, ha dichiarato Guterres. Che ha puntualizzato: “I siti religiosi devono essere luoghi di culto, non di guerra”.

Il Segretario Generale ha ricordato, parlando con i giornalisti, la sua visita all’Islamic Centre di New York appena dopo il massacro della moschea di Christchurch. In quella occasione, “ho lanciato un appello globale per riaffermare la sacralità di tutti i luoghi di culto e la sicurezza di tutti i fedeli”. Proprio a questo fine, Guterres ha chiesto all’Alto Rappresentante  ONU dell'”Alliance of Civilizations”, Miguel Moratinos, di sviluppare un piano specifico, piano che – secondo il Segretario Generale – affonda le sue radici nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. 

“Permettetemi di sottolineare che gli edifici dedicati alla religione sono specificatamente protetti dalla legge umanitaria internazionale, e che attaccarli sarebbe un crimine di guerra”. L’iniziativa è concepita come complementare al piano d’azione sul linguaggio d’odio lanciato a giugno. “Quando le persone vengono attaccate per la loro religione o le loro credenze, perdiamo tutti. Quando figure politiche versano benzina sul fuoco, siamo tutti minacciati”, ha avvertito Guterres. Da qui, l’impegno a combattere “il linguaggio d’odio indirizzato non solo ai gruppi religiosi, ma anche ai migranti, alle minoranze e ai rifugiati; le dichiarazioni di suprematismo bianco; i rigurgiti dell’ideologia nazista;  il veleno indirizzato a chiunque venga considerato ‘diverso'”.

 

 

 

 

Iscriviti alla nostra newsletter / Subscribe to our newsletter