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Libia: Di Maio, con Le Drian e Guterres, in cerca di formule a New York per Berlino

A fine ottobre è prevista la conferenza in Germania per la pacificazione della Libia, ma intanto la situazione di conflitto attorno a Tripoli resta grave

Il ministro degli Esteri della Francia Jean-Yves Le Drian (al centro), apre i lavori dell'incontro ministeriale sulla Libia. A sinistra il Ministro degli Esteri dell'Italia Luigi Di Maio e a destra il Segretario Generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres (Foto ONU Laura Jarriel)

Nella riunione ministeriale, organizzata con la Francia e che si è tenuta giovedì sera a porte chiuse al Palazzo di Vetro dell'ONU, il ministro degli Esteri dell'Italia ha ancora una volta espresso la forte preoccupazione per il deterioramento del quadro di sicurezza e della situazione umanitaria in tutto il Paese, ribadendo che l’instabilità in Libia non può essere risolta attraverso un intervento militare

Il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Luigi Di Maio, in conclusione della sua missione a New York, ha co-presieduto insieme al collega francese Jean-Yves Le Drian, la riunione ministeriale sulla Libia che si è tenuta giovedì a margine dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

La riunione si è svolta alla presenza del segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, e del suo rappresentante speciale per la Libia Ghassan Salamé, e ha visto la partecipazione di alcuni dei Paesi maggiormente impegnati a livello internazionale e regionale sul dossier libico, oltre all’Unione europea, la Lega Araba e l’Unione africana.

Nel corso del suo intervento, il ministro Di Maio ha posto l’accento sulla centralità del dossier libico per la sicurezza e stabilità della regione mediterranea e sull’impegno dell’Italia e della comunità internazionale intera nella ricerca di una soluzione pacifica e condivisa alla lunga crisi libica. “La riunione vuole essere un contributo, in termini di idee, riflessioni e proposte, e promuovere una forte coesione della comunità internazionale in vista della conferenza sulla Libia che la Germania intende organizzare in autunno”, ha affermato il ministro Di Maio.

Il ministro ha altresì espresso forte preoccupazione per il deterioramento del quadro di sicurezza e della situazione umanitaria in tutto il Paese, ribadendo che l’instabilità in Libia non può essere risolta attraverso un intervento militare, che, ad oggi, ha causato la morte di numerosi civili, un numero di vittime tra i combattenti difficile da definire, e almeno 120.000 sfollati, ha riacutizzato la minaccia terroristica ed ulteriormente aggravato il quadro di instabilità nel Paese.

“È sempre più urgente il ritorno al dialogo e all’iniziativa politica” ha detto il ministro Di Maio, ricordando la necessità di perseguire un dialogo inclusivo e di garantire l’equo impiego e la distribuzione delle risorse del Paese a beneficio di tutto il popolo libico.

Luigi Di Maio ha infine riaffermato il più convinto sostegno italiano al lavoro delle Nazioni Unite e del rappresentante speciale del segretario generale ONU per la Libia, Ghassan Salamé, nel processo sotto egida ONU in favore della pace e della sicurezza in Libia. (AISE)

Qui sotto il discorso alla UNGA74 tenuto da Faiez Mustafa Serraj, President of the Presidency Council of the Government of National Accord of the State of Libya.

 

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