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La Carta delle Nazioni Unite compie 75 anni: come difendere il Multilateralismo?

Al Consiglio di Sicurezza, con la partecipazione del SG Antonio Guterres, dibattito sul rafforzamento della "UN Charter", cioè del Multilateralismo

Secretary-General António Guterres (left) addresses the Security Council meeting on maintenance of international peace and security and upholding the United Nations Charter. At right is Pham Binh Minh, Deputy Prime Minister and Minister for Foreign Affairs of the Socialist Republic of Viet Nam and President of the Security Council for the month of January (UN Photo/Mark Garten)

Giovedì e venerdì al Consiglio di Sicurezza dell’ONU si è tenuto un dibattito con la partecipazione anche del Segretario Generale Antonio Guterres, sulla difesa del trattato istitutivo delle Nazioni Unite, la cosiddetta “Charter” (Carta) adottata a San Francisco 75 anni fa.

Nel suo discorso Guterres ha detto che “in questi tempi quando le linee di faglie globali rischiano di esplodere, dobbiamo ritornare al principi fondamentali; dobbiamo tornare alla struttura che ci ha unito insieme; dobbiamo tornare alle basi della Carta delle Nazioni Unite”.

Fondazione delle relazioni internazionali moderne

Firmata nel giugno del 1945, la Carta delle Nazioni Unite promise di salvare le future generazioni dalle devastazioni della guerra. La Carta riafferma i diritti di tutte le persone, rispetto per autodeterminazione nazionale, l’esigenza per soluzioni pacifiche delle dispute, e la necessità di leggi chiare per l’uso della forza.

Il Segretario Generale ha osservato che questi valori ed obiettivi persistono fino ad oggi.

“Questi principi non sono favori o concessioni. Questi sono la fondazione delle relazioni internazionali. Sono un nucleo per la pace e la legge internazionale. Hanno salvato vite, hanno avanzato il progresso economico e sociale, ed evitato la discesa in un’altra guerra mondiale” ha ribadito Guterres.

“Quando questi principi vengono violati, messi da parte o selettivamente applicati, il risultato è catastrofico: conflitti, caos, morti, disillusioni e sfiduce. La nostra sfida condivisa è di impegnarsi di più nel mantenimento dei valori della Carta e adempiere alla promessa per le prossime generazioni”.

Minacce al Multilateralismo

Nonostante il mondo abbia “minacce esistenziali” che vengono dalle proliferazioni nucleari e per la crisi climatica, l’ex presidente Irlandese Mary Robinson spiega che, la risposta globale collettiva è indebolita dal nazionalismo e il populismo.

Robinson parlava dalla presidenza del “The Elders,” un gruppo indipendente di cittadini globali prominenti che lavora per la pace, la giustizia ed i diritti umani in tutto il mondo dal 2007.

Lo scorso mese, The Elders ha rilasciato una dichiarazione evidenziando l’efficacia del multilateralismo –  un sistema internazionale basato sulla cooperazione delle varie nazioni  – è nell’interesse nazionale di tutti i leader del mondo.

Mary Robinson ha dichiarato che questo approccio collaborativo è essenziale alla Carta delle Nazioni Unite ed è specialmente critica adesso con la situazione nel Medio Oriente che si intensifica.

“In effetti, capisco che il ministro degli Esteri iraniano Javad Zarif avrebbe dovuto rivolgersi oggi a questo Consiglio. Avrebbe parlato sul ruolo della Carta delle Nazioni Unite, nel supporto della pace e sicurezza internazionale, ma gli è stato prevenuto a farlo dalle tensioni che sono sorte tra l’Iran e gli Stati Uniti”.

“Questo è altamente deplorevole. È precisamente in questi tempi che dobbiamo ascoltare le voci di tutti gli interessati.” 

Mai prendere la pace per scontata.

Il Segretario Generale ha rilasciato un messaggio speciale ai 15 ambasciatori nel Consiglio di Sicurezza.

Come membri della camera, loro hanno la responsabilità di mantenere la Carta delle Nazioni Unite, particolarmente per prevenire ed affrontare conflitti.

I disaccordi del presente e del passato non devono essere un ostacolo per affrontare le minacce attuali, dice il Segretario.

“La guerra non è inevitabile; è una questione di scelte – e spesso è un prodotto di errori di calcolo. E la pace, anche, non è inevitabile; è il prodotto del duro lavoro e non dovremmo mai prenderlo per scontato”.

Messaggio dall’ambasciatore della Cina

Nel suo discorso, l’ambasciatore cinese Zhang Jun ha iniziato domandando al Consiglio se dopo 75 anni di lavoro delle Nazioni Unite ci sia stato alcun successo, continuando chiedendo se questi sforzi siano stati abbastanza per mantenere la sicurezza dalla guerra per le prossime generazioni. L’ambasciatore poi risponde così: “La risposta per questa domanda rimane sconosciuta e dipende da ogni stato e dalla loro voglia di mantenere le aspirazioni fondanti proclamate nella Carta.” Inoltre,  un altro messaggio dalla Cina: “Nessun paese può portarsi a casa da solo le sfide per migliorare l’umanità. Nessun paese può regredire nell’isolamento autoimposto. È indispensabile creare miglioramenti attraverso le società, superando le sfide ed i rischi per raggiungere una comprensione comune”.

Messaggio dall’ambasciatrice degli Stati Uniti d’America

L’ambasciatrice americana Kelly Craft ha iniziato il suo discorso chiedendo a tutti se le Nazioni Unite continuino a servire la sua missione fedelmente, una domanda simile a quella dell’ambasciatore cinese. Iniziando a spiegare che “il Consiglio di Sicurezza deve riconquistare il suo senso di unità e scopo. Stare insieme per riaffermare il nostro impegno a sostenere i principi fondamentali della Carta”. L’ambasciatrice ha espresso il suo impegno nel mantenere fermamente questi principi, allo stesso facendo notare “che riaffermare un impegno nei confronti della Carta significa prendere sul serio la nostra responsabilità di agire. Non solo per parlare, non per semplicemente professare il loro sostegno. Ma agire”. 

Messaggio dell’ambasciatore Russo

Il discorso dell’ambasciatore russo Vassily Nebenzia è cominciato spiegando che “la non conformità con la Carta non può essere giustificata in alcun modo.” L’enfasi per questo messaggio è importante, specialmente negli ultimi anni di dilemmi costanti nel mondo della diplomazia internazionale. Il rappresentante della Russia ha continuato spiegando la necessità per le soluzioni pacifiche delle controversie che succedono nel mondo. L’ambasciatore ha poi sottolineando la parola “collettivo” e l’importanza dell’uso di essa. Nebenzia ha continuato spiegando: “il processo per formare un mondo policentrico e multipolare è irreversibile; questo non è adatto a tutti… I tentativi di revisionismo nei principi del diritto internazionale e dei tribunali e la Carta della Nazioni Unite sono spesso coperti da una ‘bella confezione’”  spiegando che non sempre, questi tentativi hanno uno scopo reale di aiutare e beneficiare le altre nazioni.

L’ambasciatrice italiana Mariangela Zappia

Messaggio dall’ambasciatrice italiana Mariangela Zappia, rappresentate permanente dell’Italia

Durante il dialogo al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, aperto agli interventi dei paesi membri che non fanno parte per ora del CdS, anche l’ambasciatrice italiana Mariangela Zappia ha avuto la possibilità di esprimere l’importanza della Carta delle Nazioni Unite. Zappia ha detto che  “questo giuramento è tanto più imperativo oggi, con le nuove tensioni che sorgono nel mondo e la proliferazione di crisi regionali. Le minacce attuali sulla pace e sicurezza globale sono ancora più urgenti di sempre per la raccomandazione e la ri-vitalizzazione del disarmo multilaterale e per il quadro normativo di non-proliferazione.” L’ambasciatrice ha spiegato il sistema multilaterale su cui le Nazione Unite funzionano prestando attenzione al fatto che il Consiglio di Sicurezza ha difficoltà ad offrire soluzione per le attuali crisi politiche. Tuttavia, il modo per risolvere questi problemi che continuano a causare crisi generali “non è utilizzare meno multilateralismo, piuttosto usarlo molto di più, con un approccio più sofisticato e disegnato per attaccare le crisi più complesse di oggi”. Verso la fine del discorso dell’Italia, anche un messaggio riguardante i diritti umani per le donne, considerati necessari per partecipare nei processi decisionali.

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