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75 anni dopo Auschwitz, Israele e Russia unite nel ricordo dell’Olocausto

Alle Nazioni Unite la mostra di fotografie sulla liberazione di Auschwitz-Birkenau. Per Antonio Guterres il Nazismo potrebbe riemergere "sotto mentite spoglie”

L’esposizione “75 anni dopo Auschwitz – Educazione sull’Olocausto e Ricordo per la Giustizia Globale” sottolinea la continua necessità di un’azione collettiva contro l’antisemitismo e altre forme di pregiudizio. Con i diplomatici, hanno partecipato alcuni sopravvissuti ai campi di sterminio con alcuni dei loro liberatori

Settanta-cinque anni fa, quando i soldati dell’Unione Sovietica entrarono nel campo di concentramento di Auschwitz in Polonia, “sbalorditi nel silenzio” di quanto avevano visto: così il Segretario Generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha ricordato martedì al Palazzo di Vetro dell’ONU durante una cerimonia per l’ inaugurazione di una mostra sulla liberazione del campo di concentramento da parte dell’Armata Rossa sovietica.

Mentre i Nazisti hanno attentato a nascondere le prove di omicidi di massa, “milioni di vestiti e tonnellate di capelli raccontarono le loro storie spaventose” ha detto il capo delle Nazioni Unite segnando il settantacinquesimo Anniversario della Liberazione di Auschwitz-Birkenau.

La chiusura dei campi segnò la fine dell’Olocausto, ma fu solo l’inizio degli sforzi per garantire che tali crimini non si ripetessero mai più.

“Non mi dimenticherò mai la mia visita a Yad Vashem due anni fa”, ha ricordato Guterres, riferendosi al Centro della Memoria dell’Olocausto Mondiale situato a Gerusalemme. “Ero scioccato ulteriormente dalla capacità dell’antisemitismo di reinventarsi e riemergere più volte, nel corso dei millenni”.

Antonio Guterres durante il suo intervento (Foto Onu)

Indicando “una spaventosa impennata di attacchi antisemiti” negli ultimi anni, il Segretario Generale ha precisato: “Non possiamo mai abbassare la guardia”.

Ha sostenuto che questo fa “parte di un preoccupante aumento di xenofobia, omofobia, discriminazione e odio di ogni tipo”, aggiungendo che anche il Nazismo stava minacciando di riemergere – “a volte apertamente, a volte sotto mentite spoglie”.

Il capo delle Nazioni Unite sottolinea il “ricordo e l’istruzione” come parti essenziale per gli sforzi di prevenzione, “perché l’ignoranza crea un terreno fertile per le narrazioni false e le bugie”.

“’Mai più significa raccontare la storia ancora e ancora” ha dichiarato Guterres che ha reso omaggio a Zoltan Matyash, sopravvissuto all’Olocausto, e ad altri sopravvissuti “che ci inspirano con la loro forza ed i loro esempi”.

“Man mano che i sopravvissuti invecchiano, è essenziale mantenere i loro ricordi vivi e continuare a portare le loro testimonianze in nuovi modi per le nuove generazioni”, ha enfatizzato nel suo discorso il Segretario Generale

L’ambasciatore russo all’ONU Vassily Nebenzia col suo collega israeliano Danny Danon e alcuni sopravvissuti e liberatori Auschwitz (Foto VNY)

L’esposizione “75 anni dopo Auschwitz – Educazione sull’Olocausto e Ricordo per la Giustizia Globale” sottolinea la continua necessità di un’azione collettiva contro l’antisemitismo e altre forme di pregiudizio.

“Ed è per questo che le esposizioni sono così importanti” continua Guterres “questi ritratti degli sopravvissuti dell’olocausto ci raccontano della dignità, umanità e interconnessione di ogni singolo membro della nostra famiglia umana”.

Il capo delle Nazioni Unite contrassegna “le storie strazianti di sopravvivenza e coraggio” come un’inspirazione per “combattere le persecuzioni, odio e discriminazione, dovunque siano”.

Guterres promette di rimanere fermo “ogni giorno ed ovunque” contro l’antisemitismo, bigottismo e odio di qualsiasi tipo. 

“Il mondo ha fallito tutti coloro che sono morti e quelli che continuano a soffrire a causa dell’Olocausto, Non possiamo fallirli di nuovo permettendo che le loro storie vengano dimenticate” conclude il Segretario Generale.

All’inizio della cerimonia ci sono stati anche gli interventi dell’ambasciatore israeliano Danny Danon e di quello russo Vasily Nebenzia. 

Danon ha lanciato dei messaggi importanti per il pubblico durante l’esposizione nelle Nazioni Unite per ricordare l’Olocausto: “Settanta cinque anni dopo la liberazione di Auschwitz dalle Forze Alleate, commemoriamo questo evento storico nel luogo in cui è stata presa la decisione che ha aperto la strada alla nascita dello stato ebraico. Questa è l’ora della cooperazione tra Israele e Russia” ha detto l’ambasciatore d’Israele. L’importanza della liberazione ha fatto si che i prigionieri dei campi di concentramento “non furono più condannati al lavoro e alla morte, ma furono sentenziati a vivere” ha detto Danon, dando fine alla miseria e dolore di queste vittime. Infine, l’ambasciatore Danon ha detto che “questa è la nostra responsabilità di ricordare, di ricordare che l’uomo è capace del male, e quindi dobbiamo ricordarci che questo non potrà accadere mai più”.

L’ambasciatore della Russia alle Nazioni Unite Nebenzya, ha iniziato il suo discorso spiegando che “il mondo era terrorizzato di sapere e vedere la realtà delle atrocità naziste. Oggi ricordiamo sia i sopravvissuti che i soldati Sovietici che liberarono il campo”. Nebenzya ha continuato dicendo: “Ci sono varie memorie che spiegano lo shock dei liberatori ad Auschwitz vedendo lo stato dei prigionieri, le condizioni inumane, i metodi barbarici e sadistici usati nei campi nazisti”. Inoltre, ha ricordato che “i campi di concentramento diventarono simboli macabri dell’odio presente nel regime nazista ed il sentimento di superiorità alquanto disumano, di cui ebrei, gitani, slavi e cecoslovacchi ne diventarono vittime”. In tutto questo, l’ambasciatore russo ha spiegato quanto sia importate ricordarsi di queste atrocità, e imparare dagli errori commessi nella storia mondiale.

Durante l’inaugurazione  dell’esibizione, il pubblico ha avuto anche l’onore di ascoltare la storia di Zoltan Matyash, ebreo sopravvissuto al campo di concentramento di Auschwitz che ha iniziato raccontando del suo primo giorno, quando “i soldati mostrarono cosa potrebbe succedere se volessimo provare a tenere ed usare l’oro dei nazisti tedeschi”. Spiegando “vedevo persone esauste che venivano portate fuori per essere uccise, vedevo persone essere picchiate a morte perché erano troppo deboli per continuare a lavorare”. I racconti strazianti mostrano le vere atrocità di un regime estremo e violento. E ancora: “E’ cosi che mi ricordo Auschwitz: soldati SS che urlavano, cani che abbaiavano, corpi senza vita ovunque, il fumo dei forni crematoi, stracci al posto di vestiti, e fame. Fame ed ancora fame”.

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