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La crisi degli sciami di locuste in Africa: finalmente i soldi, si parte dall’Etiopia

Dopo settimane di indecisioni, le Nazioni Unite confermano un piano di reazione per l'invasione di locuste in Africa con un fondo di un miliardo di dollari

FAO/Giampiero Diana Uno sciame di locuste del deserto riempie il cielo vicino a una fattoria.

Mentre il mondo si preoccupa con il Coronavirus e altri problemi sociopolitici, i paesi dell’Africa dell’est stanno combattendo un’altra crisi che degenera giorno dopo giorno. Insieme alla fame ed i cambiamenti climatici, la crisi delle locuste in Etiopia è “un promemoria grafico e scioccante” della vulnerabilità della regione, hanno affermato Qu Dongyu, direttore generale dell’Organizzazione per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) con Mark Lowcock, Emergency Relief coordinatore delle Nazioni Unite; e David Beasley, direttore esecutivo del World Food Program (WFP). “Questo è un flagello di proporzioni bibliche”, si legge nella loro dichiarazione. “Eppure antico come questo flagello, la sua portata oggi è senza precedenti nei tempi moderni”.

Il costo dell’azione per sostenere i governi nel controllo dei parassiti devastanti è salito a 138 milioni di dollari. Il denaro finanzierebbe attività per combattere le locuste prima che emergano nuovi sciami, fornirebbe aiuto alle persone i cui raccolti o pascoli sono già colpiti e proteggere le famiglie ed i loro mezzi di sussistenza. Le Nazioni Unite hanno finalmente rilasciato un piano di risposta d’aiuto specialmente per l’Etiopia, con un fondo di un miliardo di dollari. Il portavoce del Segretario Generale dell’ONU ha spiegato che parte del piano di risposta umanitario da parte del FAO e WFP affronterà la crisi delle locuste. (Vedi video dal minuto 8:30) Il piano avrà anche la possibilità di aiutare il paese con il collocamento alimentare e di sicurezza che è necessario per la fame ed i conflitti presenti in Etiopia.

Purtroppo, questa non è una notizia nuova dato che anche lo scorso anno l’Etiopia ha dovuto combattere l’epidemia delle locuste. L’agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale (USAID) crede che le forti piogge nell’Africa dell’est abbiano contribuito alla crescita di locuste nell’area affettata. Il rischio di queste locuste preoccupa l’80% della popolazione che dipende dall’agricoltura per il suo sostentamento. Gli sciami seguono la direzione del vento e le loro antenne che riescono ad individuare odori e segnali per il cibo. Inoltre, gli sciami possono muoversi fino a 150 chilometri al giorno.

Nonostante la richiesta per l’assistenza finanziaria per controllare l’epidemia sia stata lanciata a gennaio dall’agenzia delle Nazioni Unite per l’agricoltura, le risorse sono arrivate troppo lentamente. Da quando la FAO ha lanciato il suo primo appello per aiutare quelli che erano all’epoca tre paesi colpiti, gli sciami di locuste si sono spostati rapidamente su vaste distanze, e dal 12 febbraio sono stati avvistate in Gibuti, Eritrea, Sudan del Sud, Uganda e Tanzania. La scorsa settimana, uno sciame ha attraversato il Sud Sudan, uno dei paesi più insicuri e fragili in Africa anche a causa della guerra civile. E proprio questa settimana, uno sciame ha raggiunto i confini orientali della Repubblica Democratica del Congo, un paese che non ha visto un’incursione delle locuste dal 1944. L’impatto delle locuste su un paese che è ancora alle prese con conflitti complessi, sfollamenti, epidemie e focolai di morbillo ed insicurezza alimentare sarebbe devastante.

 

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