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Women and Power: António Guterres per un XXI secolo dedicato ai diritti delle donne

The New School conferisce dottorato Ad Honorem al Segretario Generale delle Nazioni Unite, celebrato dagli studenti in una serata dedicata alla parità di genere

Secretary-General António Guterres (left) speaks on the topic of “Women and Power” at the New School in New York. He outlined five areas in which closing the gender power gap will benefit everyone and transform our world. At right is Juju Chang of ABC News (UN Photo/Mark Garten)

“L’uguaglianza di genere è fondamentalmente una questione di potere; potere che è gelosamente detenuto dall’uomo... Viviamo in un mondo dominato dagli uomini con una cultura dominata dagli uomini, e lo abbiamo fatto per millenni..."

“Vedo un’opprimente ingiustizia nel mondo; un abuso che grida per attirare la nostra attenzione: si tratta della disuguaglianza di genere e delle discriminazioni contro le donne e le ragazze”.

Queste sono le parole con cui António Guterres ha aperto il suo discorso tenuto all’università The New School a Manhattan giovedì sera, 27 febbraio.

A riunirsi intorno al Segretario Generale delle Nazioni Unite, tanti giovani studenti ed attivisti per il diritti umani e della donna, curiosi di ascoltare parole di speranza su un argomento così sofferto.

“Il ventunesimo secolo deve essere dedicato ai diritti delle donne” ha detto Guterres.

Nonostante la positiva attitudine del segretario generale delle Nazioni Unite, che conferma il suo schieramento in prima fila nella battaglia per l’uguaglianza di genere, dati spaventosi sono stati presentati durante il suo discorso.

Ovunque, le donne stanno peggio degli uomini solo perchè sono donne. Le donne migranti o rifugiate, le donne con disabilità e le donne che appartegono a minoranze di qualsiasi genere affrontano difficoltà ancora maggiori.

“Questa discriminazione danneggia tutti noi”, fa presente Guterres.
Come la schiavitù ed il colonialismo sono state la macchia degli scorsi secoli, la disugualianza di genere dovrebbe farci vergognare nel ventunesimo secolo, perché “non solo è inaccettabile; è stupido” afferma il segretario generale delle Nazioni Unite.

U.N. Secretary-General António Guterres (centre) receives an honorary doctorate degree for his global contributions as a peace broker, bridge-builder, and as a promoter of reform and innovation from the New School’s President David Van Zandt (left). (UN Photo/Mark Garten)

Solo attraverso la pari partecipazione delle donne possiamo giovare dell’intelligenza, esperienza ed intuizioni dell’umanità intera. La pari partecipazione delle donne è vitale per la stabilità, aiuta a prevenire conflitti e promuove lo sviluppo sostenibile ed inclusivo. L’uguaglianza di genere è il prerequisito per un mondo migliore.

Questa non è una problematica recente. Le donne hanno combattuto per i loro diritti per secoli.

Cinquecento anni fa, la regina Nzinga Mbandi ha dichiarato guerra contro le leggi coloniali portoghesi nell’attuale Angola. Mary Wollstonecraft, che ha scritto A Vindication of the Rights of Women nel 1792, è spesso considerata la madre del femminismo occidentale. Sessanta anni più tardi, Sojourner Truth ha lanciato un appassionato appello per i diritti delle donne mentre stava lavorando per abolire la schiavitù.

Il movimento per i diritti delle donne è maturato nel ventesimo secolo. Le donne a capo di stato hanno eliminato ogni dubbio sulla capacità delle donne di governare. La Universal Declaration of Human Rights ha affermato la parità di diritti per le donne e la Convention on the Elimination of All Forms of Discrimination Against Women ha illustrato la visione della parità di genere.

Oggi, giovani donne come Malala Yousafzai e Nadia Murad stanno spezzando i confini e creando nuovi modelli di leadership.

Nonostante questi progressi, lo stato dei diritti delle donne rimane estremo. Guterres ha sottolineato come la disuguaglianza e la discriminazione siano la norma, ovunque.

Il progresso è rallentato fino a raggiungere un punto morto. La violenza contro le donne, incluso il femminicidio, è a livelli epidemici. Più di una donna su tre è vittima di violenze durante la propria vita. La protezione legale contro lo stupro e la violenza domestica è diminuita o ritirata. Lo stupro nel contesto matrimoniale continua ad essere legale in 34 paesi. I diritti sessuali e riproduttivi delle donne sono minacciate su tutti i fronti.

“L’uguaglianza di genere è fondamentalmente una questione di potere; potere che è gelosamente detenuto dall’uomo” dichiara Guterres, “viviamo in un mondo dominato dagli uomini con una cultura dominata dagli uomini, e lo abbiamo fatto per millenni”.

Il Segretario Generale dell’ONU durante il suo discorso alla New School (UN Photo/Mark Garten)

Più di 150 uomini hanno camminato nello spazio, ma solo poche donne, parzialmente dovuto al fatto che l’attrezzatura spaziale è progettata per l’uomo standard. Nessuna donna ha camminato sulla luna, sebbene le donne matematiche abbiano svolto un ruolo essenziale nel renderlo possibile all’uomo. Ricordiamo le conquiste di queste donne, tra cui Katherine Johnson che è mancata questa settimana.

Troppo spesso, oltre alla violenza, al controllo, alle strutture di potere dominate dall’uomo e alle discriminazioni nascoste, le donne e le ragazze lottano contro secoli di misoginia e cancellazione dei loro successi.

Per secoli e per varie culture, parole come “geniale” o “brillante” sono usate molto più frequentemente per descrivere uomini piuttosto che donne.

In tutto il mondo, le donne continuano a guadagnare 77 centesimi per ogni dollaro guadagnato dall’uomo. Il più recente World Economic Forum dichiara che non prima dell’anno 2250 si riuscirà ad eliminare questa disuguaglianza di salario.

“Come posso dire alle mie nipoti che le nipoti delle loro nipoti continueranno a guadagnare meno degli uomini per fare lo stesso lavoro?” ha domandato retoricamente Guterres.

La disuguaglianza di salario è una delle ragioni per cui il 70% della povertà mondiale è rappresentata da donne e ragazze. La partecipazione delle donne nei parlamenti del mondo è raddoppiata negli scorsi 25 anni, fino a raggiungere un quarto del totale. Meno di un decimo di paesi sono governati da donne.

Il punto è che la rappresentazione delle donne nei governi non è relativa alle stereotipiche ‘problematiche delle donne’ come il combattere i casi di sexual harrassment o la promozione dell’assistenza all’infanzia. Le donne al governo guidano il progresso sociale e cambiamenti significativi per le vite delle persone. Le donne sono più propense a sostenere l’investimento sull’istruzione e sulla salute, e a cercare consenso trasversale e punti d’incontro. Le donne in politica stanno ridefinendo e ridistribuendo il potere.

Non è una coincidenza che i governi che stanno ridefinendo il PIL per includere salute e sostenibilità siano governati da donne. Si tratta di semplice matematica. La partecipazione delle donne migliora le istituzioni.

Secretary-General António Guterres delivers remarks on the topic of “Women and Power” at the New School in New York. (UN Photo/Mark Garten)

António Guterres ha rassicurato i presenti sulla posizione delle Nazioni Unite dicendo “L’uguaglianza di genere è parte del DNA delle Nazioni Unite. I pari diritti delle donne e degli uomini sono inclusi nella Carta delle Nazioni Unite, il nostro documento fondatore. Quest’anno, celebriamo il nostro 75esimo anniversario, insieme al 25esimo anniversario dalla conferenza di Pechino sulle donne, e raddoppiamo i nostri sforzi per promuovere i diritti delle donne”.

Una serata di forza e di speranza, all’insegna della giustizia e dei diritti umani, che è terminata dopo una sessione di domande di studenti ed attivisti presenti in sala a cui il segretario generale si è reso disponibile.
António Guterres ha concluso l’incontro rivolgendosi ai giovani:

“Dobbiamo urgentemente trasformare e ridistribuire il potere, se vogliamo salvaguardare il nostro futuro e il nostro pianeta. Per questo motivo tutti gli uomini devono sostenere i diritti delle donne e l’uguaglianza di genere. Per questo motivo sono fiero di essere un femminista”.

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